Venerdì 9 Giugno 2006
Le Cinque Terre, in Liguria, regine del mare doc; il Tirreno e la Sardegna a vele spiegate; Castiglion della Pescaia, Arbus, Bosa e Villasimius nella top ten delle acque cristalline. Ecco le eccellenze balneari secondo la Guida Blu 2006 pubblicata da Legambiente e Touring Club Italiano. Un libro che oltre ad assegnare le ”vele”, contiene 100 itinerari di snorkeling, la descrizione di 50 grotte e le informazioni relative a 50 mila posti letto tutti strettamente scelti in chiave ecologica. Leggi il resto »
Mi ero scordato di citare che Penelope, nel film Volver di Almodovar, canta questa canzone che fa venire la pelle d’oca anche a chi, come me, non capisce appieno la lingua, ma vale almeno una citazione. Ecco il testo della canzone, un tango di Carlos Gardel uno dei più famosi compositori di tango.
È il giorno di Pedro Almodovar, alla conclusione del Festival di Cannes. Il suo Volver (”Tornare”), si è dovuto ‘accontentare’ di essere premiato per la migliore sceneggiatura e le migliori interpretazioni femminili. Sì, perché a tutte le attrici del film, Penelope Cruz, Carmen Maura, Lola Duenas, Bianca Portillo, Yohana Cobo, Chus Lampreave, è stata assegnata una Palma d’Oro complessiva per la loro bravura in una pellicola decisamente corale. Acclamato dai critici spagnoli, Volver segna il ritorno di Almodovar ad un film interpretato all’unisono, generazionale, al femminile, ambientato nella sua terra d’origine, La Mancha, tra segreti e delitti.
Seguendo i consigli di grandi maestri come Sua Santità il Dalai Lama e Sua Santità Sakya Trizin, dopo molti anni di pratica intensiva delle tecniche buddiste e constatati gli effetti benefici del praticarle, dieci anni fa un gruppo di persone guidate dal venerabile Lama Jamyang Tashi Dorje, edificarono nel cuore del parco naturale del Garraf (Barcellona) quello che oggi è il primo Monastero Buddista della Catalonia, con l’unica motivazione di aiutare il maggior numero di persone possibile.
Un ricercatore australiano è deciso di sfatare un mito consolidato per secoli dai libertini del mondo occidentale, quello delle orge a base di sesso, oltre che di cibo e vino, degli antichi romani. Secondo il prof. Alastair Blanshard, della Scuola di ricerche filosofiche e storiche dell’università di Sydney, nonostante la diffusa esposizione di genitali e ‘l’ubiquità del fallo’ nel materiale archeologico, gli incontri sessuali nella Grecia e nella Roma dell’antichità restavano affari privati, non gli eventi orgiastici che la cultura contemporanea accetta come storicamente veri.