Martedì 12 Settembre 2006
Colte, affascinanti, avvolte in kimono di seta, truccate con un pesante cerone bianco, occhi marcati di nero e bocca rossissima. Le geishe, spesso fraintese nell’immaginario collettivo occidentale, sembravano essere una specie in via d’estinzione, il ricordo di un’era di delizie e di raffinatezza caduta nell’oblio con l’avvento della modernità. Per secoli sono state personaggi di rilievo nella cultura giapponese, confidenti di uomini politici importanti e maestre nell’arte del’intrattenimento. Oggi, non solo sono depositarie di antiche tradizioni, ma hanno anche trovato un nuovo modo di tornare in auge: grazie a Internet. Le “Geisha House” nell’antica capitale di Kyoto stanno infatti tornando agli antichi fasti, e hanno scelto il Web come strumento principe per reclutare una nuova generazione di apprendiste. Leggi il resto »
Nel 1999 un gruppo di giovani imprenditori cino-tibetani apre a Lhasa, capitale del Tibet, il primo ristorante MakyeAme. All’interno di una palazzina in stile, sull’angolo sud-orientale di Barkhor Street, la sala da pranzo e quella del tè, con la loro ospitalità ed eleganza, diventano un passaggio obbligato per quei viaggiatori che si spostano tra India, Cina e Nepal.
Il concetto è quello delle macchinette di merendine o sigarette: si sceglie quello che si vuole, si inseriscono i soldi e si ottiene il cibo.
Una camera doppia in un albergo a 4 stelle di Londra, costa come minimo intorno a 200 euro a notte. Se ci accontentiamo di 3 stelle, del tipo turistico, potremmo scendere a 100 sterline. Per spendere meno se impegniamo tempo nelle ricerche, per un Ostello della Gioventu’ potremmo spendere 10 sterline a notte. Ma esattamente dal 1 Settembre, senza aspettarsi muri scrostati e altre indecenze, nei pressi di Tottenham road, cioè il cuore di Londra, troviamo il nuovissimo Hoxton Hotel che si ispira alla filosofia del chep and chic, del raffinato buon mercato, diremmo noi.
Ancora una volta la grande libertà spirituale e umana del Dalai Lama scatenare le ire di Pechino; mentre il leader spirituale tibetano si trova in visita in Mongolia, la Cina è infatti tornata a far sentire la sua voce comunista: “Il governo cinese si oppone con forza - hanno fatto sapere dal ministero degli Esteri, a qualunque Paese offra al Dalai Lama un luogo per svolgere le proprie attività separatiste”.