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Agata e Romeo

agata

È possibile che una trattoria familiare diventi un gran ristorante, nel senso pieno della qualità della cucina e della ricchezza di una cantina senza eguali, senza tuttavia perdere semplicità ed intimità?
 
Sì, questo è il segreto di “Agata e Romeo”. In un luogo appartato di Roma, attraverso una porticina discreta, dove bisogna suonare il campanello, si entra nel salotto di Agata e Romeo e si viene accolti con il calore e l’amicizia di una famiglia.
 
Normalmente sulla porta c’è il padrone di casa, mentre lei la si intravede sorridente in cucina. Spesso con loro ci sono le figlie, almeno fino a quando la maggiore non è partita per fare fortuna in America, dove è diventata sommelier del più prestigioso ristorante di New York (segno della forza di una tradizione e di un mestiere imparato in casa).
 
Sarà forse per una ragione ancestrale, ma ci si sente più rassicurati quando il cibo è manipolato dalla sapienza femminile. Intendiamoci, Agata non ha nulla da invidiare ai grandi e rinomati chef con cui compete nelle guide gastronomiche; tuttavia, l’innovazione e la sperimentazione non sono in lei mai concepite per il puro gusto di stupire o di disorientare gli ospiti. Insomma, nulla di più lontano da quella confusione di sapori e di aromi, in cui talora sconfina la cucina di pur rinomati maestri: la distinguibilità dei sapori in lei è il segno della qualità e dei gusti, che rimandano a una tradizione radicata nel territorio romano-laziale, mai nascosta e riproposta sempre con orgoglio.
 
La parte di Romeo non è meno importante perché in una gran cantina come la sua ci si può perdere; lo stesso può accadere anche con la sua ricca carta dei vini, che si può tramutare in un labirinto nel quale non è facile trovare il giusto abbinamento con i cibi, né un ragionevole rapporto qualità e prezzo. Così può capitare che ognuno, sfogliando quel vino che già conosce, rischi di rinunciare al piacere di sperimentare il nuovo. Per questo è importante chi gentilmente, come fa Romeo, ti prende per mano e ti guida facendoti capire che quello straordinario tesoro enologico non è lì per impressionare gli ospiti, ma solo per essere conosciuto ed esplorato.
 
Alla fine, prendendo i soprabiti dall’armadio di legno nel salottino d’ingresso, ci si saluta, ci si complimenta, ci si sorride e ci si dà appuntamento per la prossima volta. Proprio come si fa in casa di amici. Un libro fuori del comune, non un semplice ricettario, ma l’esegesi di un sapido ménage a lunga scadenza. Agata e Romeo, pilastri della ristorazione capitolina, unicum inscindibile di vita vissuta e tradizioni gastronomiche.
 
Una lunga storia che si ripete ogni giorno all’ombra della Basilica di Santa Maria Maggiore, dove celebra il rito della tavola una tra le migliori cuoche d’Italia, famosa per essere riuscita a rinnovarsi pur rimanendo fedele a se stessa.
 
Cibo e affetti raccontati in un libro che racchiude pietanze, ricordi e due grandi passioni: quella di Agata Parisella, chef di riconosciuto valore internazionale, e di Romeo Caraccio, profondo conoscitore del mondo del vino.
 
Dall’osteria delle origini alla cucina stellata, si snoda un racconto a due voci lungo più di cento pietanze: la Minestra di broccoli e arzilla e la Coda alla vaccinara, i Carciofi con le animelle e l’Agnello, emblemi della tradizione capitolina elevati da Agata alla massima potenza del gusto, ma anche il Ciambotto, l’Insalata di rinforzo e la Fianchetta, gustose eredità coniugali appartenenti alla tavola sannita.
 
Un duplice patrimonio territoriale proprio di un estro culinario coniugato al femminile, celebre in tutto il mondo perché artefice di una cucina intuitiva che parla una lingua dal forte accento regionale.
 
Un’armonica combinazione di talento, culto della materia prima e sensibilità muliebre racchiuse in una partitura di sapori d’antan proposti in versione originale e rivisitata, accostati a piatti più creativi come la Tavolozza di crostacei, la Quaglia con gelato al mais, il Rombo alla salsa di pistacchio e il Timballo di zitoni, melanzane e scamorza.
 
Antipasti, primi e secondi fantasiosi, cui seguono i dolci, specialità in cui Agata eccelle da sempre: dal famoso Millefoglie alla Piccola Pasticceria, fino alle odierne raffinate variazioni sul tema della frutta, capolavori di un’arte fatta di pazienza e passione.
 
Correndo sul filo della memoria, si tesse così un intreccio familiare, in cui filosofia culinaria, viaggi e segreti professionali convivono con una gustosa aneddotica: due narrazioni parallele per un unico, elegante volume impreziosito da eloquenti immagini e corredato dall’introduzione dell’onorevole Massimo d’Alema, illustre gourmet, affezionato estimatore del ristorante di Agata e Romeo.

AGATA E ROMEO
 
Prezzo: € 90,00
 
Formato: 24 x 32 cm
 
328 pagine a colori
 
editore: Cucina & Vini
 
Via Carlo Alberto, 45
 
00185 Roma
 
Tel. 06 4466115
 
Fax 06 4465842
 
www.agataeromeo.it
 
[email protected]

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1 Commento fino adesso, aggiungi il tuo.

1 Il 18 agosto 2010 alle 05:40 Wordpress Themes ha scritto:

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