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Cotoletta d’oro

raviolioro

Come molto spesso succede, anche questa innovativa proposta ritrova le sue origini nei secoli trascorsi: per fare qualche citazione basterà ricordare che proprio a Milano, il Corio, descrive il banchetto offerto nel 1386 da Galeazzo Visconti in occasione delle nozze della figlia Violante, citando storioni dorati, ricoperti con una sottile foglia d’oro come si usa per i confetti e che la profusione d’oro a scopo decorativo non risparmiò in quella circostanza quaglie, pernici, anatre, carpe, trote e neppure un vitello intero.
 
A Venezia, il Sanudo, ricorda come la sera del 16 novembre 1561 ad una festa in Canal Grande in onore del principe di Bisignano furono serviti il pane e le ostriche ricoperti di foglia d’oro.
 
L’uso dell’oro in cucina nella Padova cinquecentesca divenne così eccessivo, che l’autorità politica dovette occuparsene e il consiglio cittadino stabilì che nei pranzi nuziali non potessero essere servite più di due portate con questo metallo.
 
Gli alchimisti, nel XV secolo, usavano preparare numerose sostanze medicinali utilizzando l’oro, considerato un buon rimedio per ogni disturbo. Nella Venezia rinascimentale la doppia funzione dell’oro di medicamento e simbolo della ricchezza fu raccolta nell’uso di servire alla fine del pranzo confetti ricoperti di foglia d’oro perchè rinforzavano il cuore e proteggevano dai reumatismi.
 
Nella Milano Viscontea l’oro veniva impastato dagli speziali con le cattive cose che presentavano da inghiottire allo scopo di renderle più appetibili.
 
Quindi se la storia è tanto remota nel tempo, non sarà stata una sorpresa se Gualtiero Marchesi presentava uno dei suoi risotti più famosi, ricoperto da una foglietta d’oro alimentare, così tantomeno il dolce “lingotto d’oro” del ristorante Gold di Milano del duo Dolce&Gabbana, così ai giorni nostri l’idea passa al ristorante tedesco Schnitzelhuber che decide di fare lo stesso per impreziosire una cotoletta, che a Milano potete degustare per poco più di una decina di euro, mentre il ristorante citato ne chiede ben 150 euro.
 
Non parliamo della fettina di vitello cotta nel burro e basta, infatti la cotoletta del ristorante di Dusseldorf denominata Golden Kaiser Schnitzel, ossia “la cotoletta d’oro dell’imperatore” è un po’ speciale e per questo sta riscuotendo un inaspettato successo. A fare alzare il prezzo e aggiungere gusto alla cotoletta di Dusseldorf, non sarebbe il tocco aureo delle pagliuzze che la ricoprono, ma piuttosto il profumato tartufo bianco d’Alba, venduto anche a cinquemila euro al chilogrammo, che troverete compreso direttamente nella panatura, oltre che spolverato sulla cotoletta a fine cottura. Thomas Huber, proprietario del ristorante, racconta che l’idea gli venne leggendo la storia di un imperatore bizantino, abituato a mangiare carne guarnita con foglie d’oro.
 
(nella fotografia in alto: ravioli d’oro)

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1 Il 24 gennaio 2010 alle 11:24 Oro in cucina « FOODA / Blog & Notizie ha scritto:

[...] Via | ogigia [...]

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