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La Blu eco­nomy della pe­sca siciliana

pescatori

Un mix in­no­va­zione e tra­di­zione, una po­li­tica della qua­lità, un mar­chio Dop per gam­beri, sar­dine e tri­glie, ma an­che il mi­glio­ra­mento dell’efficienza ener­ge­tica della fi­liera e la va­lo­riz­za­zione delle ri­sorse umane: que­sta la mis­sion del di­stretto si­ci­liano
 
La ‘Blu eco­nomy’, un mo­dello di svi­luppo ba­sato sulla pe­sca re­spon­sa­bile ed eco­com­pa­ti­bile, viene espor­tata da Ma­zara del Vallo fino ad Ales­san­dria d’Egitto e pre­sto sarà estesa an­che ad al­tri paesi dell’area me­di­ter­ra­nea. E’ la mis­sion del Di­stretto pro­dut­tivo della pe­sca in­du­striale di Ma­zara del Vallo, so­ste­nuta an­che dal mi­ni­stro dell’Agricoltura Luca Zaia, per sug­gel­lare l’avvio dell’accordo di coo­pe­ra­zione tra il di­stretto e il go­verno egi­ziano per far svol­gere a sei pe­sche­recci si­ci­liani at­ti­vita’ di pe­sca pro­fonda nelle ac­que egi­ziane , per la cat­tura so­prat­tutto di gam­beri rossi.
 
“E’ un mo­mento im­por­tante per la pe­sca si­ci­liana, viene po­sta la prima pie­tra della ‘Blu eco­nomy’ per la co­stru­zione di un mo­dello di svi­luppo che vede la pe­sca re­spon­sa­bile come nuovo stru­mento per va­lo­riz­zare le ri­sorse e il pa­tri­mo­nio it­tico del Me­di­ter­ra­neo”. E’ quanto ha spie­gato il pre­si­dente del Di­stretto della pe­sca di Ma­zara del Vallo Gio­vanni Tum­biolo. Un pa­tri­mo­nio it­tico, ha ag­giuto il pre­si­dente, che “va tu­te­lato e con­ser­vato per le fu­ture ge­ne­ra­zioni vi­sto che e’ sotto gli oc­chi di tutti che le ri­sorse del Me­di­ter­ra­neo non sono in­fi­nite”.
 
Dal porto di Ma­zara del Vallo, il più grande porto pe­sche­rec­cio del Me­di­ter­ra­neo, il pro­getto di coo­pe­ra­zione ap­pena ini­ziato con l’Egitto, po­tra’ es­sere esteso a tutto il ba­cino del Me­di­ter­ra­neo nelle in­ten­zioni del re­spon­sa­bile del Di­stretto della pe­sca di Ma­zara, gia’ ci sono rap­porti con la Tu­ni­sia, ma il ti­mone e’ ri­volto an­che verso Al­ge­ria, Ma­rocco, Li­bano e Li­bia.
 
“I sei pe­sche­recci del Di­stretto di Ma­zara del Vallo ini­ziano que­sto pro­getto di coo­pe­ra­zione pro­dut­tiva e scien­ti­fica con il part­ner egi­ziano– ha af­fer­mato Tum­biolo — e sa­ranno sim­bolo ed esem­pio per tutti i paesi del ba­cino del Me­di­ter­ra­neo”.
 
Il mo­dello di svi­luppo por­tato avanti dal Di­stretto di Ma­zara ab­brac­cia tutta la fi­liera it­tica, dalla co­stru­zione delle bar­che alla pe­sca, alla tra­sfor­ma­zione all’acquacoltura. Ma l’accordo ha an­che un va­lore ag­giunto in quanto mo­dello di in­te­gra­zione so­ciale. A bordo dei pe­sche­recci si­ci­liani vi sara’ un equi­pag­gio per cosi’ dire po­li­glotta e mul­ti­raz­ziale, 30 pe­sca­tori egi­ziani, 18 tu­ni­sini, 21 ita­liani e uno al­ge­rino.
 
Il di­stretto della pe­sca in­du­striale di Ma­zara che ap­par­tiene alla fe­de­ra­zione dei di­stretti in­du­striali ita­liani, as­so­cia 142 im­prese, ol­tre 2.200 oc­cu­pati e 56 tra enti, as­so­cia­zioni, uni­ver­sita’, cen­tri di ri­cerca e di cul­tura. Ol­tre 265 mi­lioni di euro il suo fat­tu­rato, di cui ol­tre 60 mi­lioni di ex­port. Nato nel 2006, il di­stretto si pro­pone in­nanzi tut­todi pro­muo­vere una po­li­tica della qua­lita’, il mar­chio Dop per gam­beri, sar­dine e tri­glie e il mi­glio­ra­mento dell’efficienza ener­ge­tica della fi­liera. Al cen­tro della sua azione c’e’ an­che la va­lo­riz­za­zione delle ri­sorse umane e della cul­tura della pe­sca, dell’acquacoltura, dell’ittiturismo, at­tra­verso la for­ma­zione e le po­li­ti­che so­ciali del la­voro. Inol­tre, lo svi­luppo della ri­cerca, dell’innovazione e del tra­sfe­ri­mento tec­no­lo­gico e dell’Ict.
 
Brac­cio ope­ra­tivo di que­sta realta’ in­du­striale e pro­dut­tiva della Si­ci­lia e’ l’Osservatorio per­ma­nente che ha la ca­rat­te­ri­stica di es­sere mul­ti­di­sci­pli­nare: né fanno parte rap­pre­sen­tanti del mondo delle ban­che, delle im­prese, dell’universita’edella scienza. “L os­ser­va­to­rio ha il com­pito di in­di­care la strada scien­ti­fica e dell’innovazione — ha spie­gato an­cora Tum­biolo — per un set­tore che ha bi­so­gno di rin­no­varsi. E’ co­sti­tuito da giu­ri­sti, eco­no­mi­sti, bio­logi, an­tro­po­logi, ar­cheo­lo­gyi su­bac­quei e ann­che esperti di si­cu­rezza ali­men­tare”.
 
L’Osservatorio ha inol­tre il com­pito di mo­ni­to­rare gli aspetti tecnico-​​biologici, giu­ri­dici, socio-​​economici e am­bien­tali del com­parto, ap­pro­fon­dendo l’analisi e la co­no­scenza della fi­liera della pe­sca me­di­ter­ra­nea. Que­sto or­ga­ni­smo, cuore pul­sante del di­stretto, pro­pone an­che ini­zia­tive per la sal­va­guar­dia delle ri­sorse it­ti­che, per l’ammodernamento e l’internazionalizzazione delle aziende e del Di­stretto me­de­simo.
 
I paesi del Me­di­ter­ra­neo cen­trale di­spon­gono oggi di un pa­tri­mo­nio it­tico net­ta­mente su­pe­riore a quello di cui e’ de­po­si­ta­ria la Si­ci­lia, di qui l’esigenza di pe­scare in al­tre ac­que da parte dei pe­sca­tori dell’Isola I quail pero’ pos­sono ‘spen­dere’ il pro­prio know how di con­scenze e com­pe­tenze nel set­tore it­tico, lad­dove I paesi del Me­di­ter­ra­neo sono in­vece carenti.

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1 Il 6 gennaio 2010 alle 12:52 La Blu economy della pesca siciliana | ogigia | Pesca Sport ha scritto:

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