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La reg­gia di Ve­na­ria Reale

alfredorusso
reggiavenaria

« Chi vede To­rino e non Ve­na­ria, vede la ma­dre e non la fi­glia » (pro­ver­bio)
 
La reg­gia di Ve­na­ria Reale è una delle mag­giori re­si­denze sa­baude in Pie­monte. Pro­ba­bil­mente la più grande per di­men­sioni, è pa­ra­go­na­bile quanto a strut­tura alla reg­gia fran­cese di Ver­sail­les che fu co­struita te­nendo a mente il pro­getto della di­mora reale pie­mon­tese. È tut­ta­via di di­men­sioni più ri­dotte ri­spetto alla Reg­gia di Ca­serta, che ha una am­piezza del pa­lazzo e del parco reale per nulla pa­ra­go­na­bile con quella di Ve­na­ria.
 
La reg­gia di Ve­na­ria fu pro­get­tata e co­struita in po­chi anni (1658 — 1679) su pro­getto dell’architetto Ame­deo di Ca­stel­la­monte. A com­mis­sio­narlo era stato il duca Carlo Ema­nuele II che in­ten­deva farne la base per le bat­tute di cac­cia nella bru­ghiera col­li­nare to­ri­nese. Lo stesso nome in lin­gua la­tina della reg­gia, Ve­na­tio Re­gia, viene fatto de­ri­vare dall’arte ve­na­to­ria.
 
L’insieme dei corpi di fab­brica che co­sti­tui­scono il com­plesso, enorme se si con­si­dera l’estensione (80.000 m2 di piano cal­pe­sta­bile), in­clude il parco ed il borgo sto­rico di Ve­na­ria, co­struiti in modo da for­mare una sorta di col­lare che rie­voca di­ret­ta­mente la San­tis­sima An­nun­ziata, sim­bolo della casa sa­bauda.
 
Al borgo si uni­rono ben pre­sto molte case e pa­lazzi di la­vo­ra­tori e nor­mali cit­ta­dini che vol­lero abi­tare nei din­torni della Reg­gia, fino a far di­ven­tare Ve­na­ria Reale un co­mune au­to­nomo della pro­vin­cia di To­rino.
 
La scelta del sito fu fa­vo­rita dalla vi­ci­nanza de­gli estesi bo­schi detti del Gran Paese, ric­chis­simi di sel­vag­gina: un ter­ri­to­rio che si estende per un cen­ti­naio di chi­lo­me­tri fino alle mon­ta­gne al­pine, giun­gendo a sud e a est in pros­si­mità del ca­po­luogo To­rino.
 
Ma siamo ar­ri­vati fin qui da Mi­lano, pe­ral­tro in meno di un paio d’ore, ol­tre che per gu­starci lo stu­pore, quasi fia­be­sco e con gli oc­chi in­can­tati dei bam­bini, da­vanti a tanta bel­lezza, an­che per far vi­brare le no­stre pa­pille gu­sta­tive alla “corte di rè” Al­fredo Russo, pa­tron del ri­sto­rante Dolce Stil Novo alla Reg­gia Ve­na­ria. Si sale con l’ascensore e s’entra nelle gran­dis­sime sale del ri­sto­rante. Ta­voli molto spa­ziosi e grandi ve­trate lu­mi­nose, aria cli­ma­tiz­zata e un ser­vi­zio da prin­cipe, se vo­lete af­fac­ciarvi alle fi­ne­stre lo spet­ta­colo dei gio­chi d’acqua a suon di mu­sica che danza da­vanti alla Reg­gia è su­pe­riore a qual­siasi aspet­ta­tiva.
 
Ma ci se­diamo e ini­zia così il no­stro viag­gio alla sco­perta della cu­cina di Al­fredo Russo in sette piatti ca­paci di farci esplo­rare le sue gu­stose in­ter­pre­ta­zioni.
 
DOLCE STIL NOVO ALLA REGGIA
 
Reg­gia di Ve­na­ria Reale
 
Piazza della Re­pub­blica, 4 — Ve­na­ria Reale (To­rino) Ita­lia
 
Tel. + 39 011 4992343 — mob. + 39 339.1996218
 
www.dolcestilnovo.com — info@dolcestilnovo.com
 
dal mar­tedì sera alla do­me­nica a pranzo

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