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Le cu­cine a ener­gia so­lare a im­patto zero

cucinesolari

Nei campi pro­fu­ghi del Ne­pal si pre­pa­rano i cibi senza con­su­mare le­gna né che­ro­sene. Con i pan­nelli so­lari di­stri­buiti dall’Onu. Così man­giano tutti. A im­patto zero.
 
Sem­brano an­tenne sa­tel­li­tari luc­ci­canti al sole. Ma qui, nel Ne­pal sud-​​orientale a un passo dal con­fine con il Bhu­tan, le prio­rità sono ben al­tre che la co­mu­ni­ca­zione glo­bale. E que­sti og­getti ser­vono per cu­ci­nare riso e len­tic­chie. Le “pa­ra­bo­li­che” sono in­fatti delle cu­cine ad ali­men­ta­zione so­lare, pro­ta­go­ni­ste di un pro­getto uma­ni­ta­rio nei sette campi pro­fu­ghi della re­gione ne­pa­lese del Jhapa, dove oggi vi­vono ol­tre 100mila per­sone. O me­glio non-​​persone, ai con­fini di due cul­ture e re­spinte da en­trambe: una micro-​​popolazione an­cora con pas­sa­porto bhu­ta­nese, ep­pure espulsa dal pic­colo re­gno hi­ma­la­yano nel 1990, quando la mo­nar­chia in­tra­prese una po­li­tica di au­tar­chia etnico-​​culturale. A fare le spese del so­gno di pu­rezza bhu­ta­nese fu­rono ap­punto le mi­gliaia di im­mi­grati di ori­gine e lin­gua ne­pa­lese, ol­tre che di re­li­gione hindu, che dalla fine dell’800 erano emi­grati verso il vi­cino Paese hi­ma­la­yano a mag­gio­ranza bud­d­hi­sta.
 
La mis­sione è dif­fon­dere nel mondo l’uso delle cu­cine so­lari come stru­mento di aiuto uma­ni­ta­rio e in­sieme eco­lo­gico, pro­muo­vendo un me­todo di cot­tura del cibo a co­sto zero e a zero im­patto am­bien­tale: per que­sto, la So­lar Coo­kers In­ter­na­tio­nal, or­ga­niz­za­zione non pro­fit ca­li­for­niana, col­la­bora da anni con l’ONU, l’UNESCO e una co­stel­la­zione di ong nel mondo, com­presa l’italiana Don Bo­sco. Fra i pro­getti di punta, ol­tre a quello nei campi nel sud del Ne­pal, la for­ni­tura delle eco-​​cucine in Ciad, nei campi dei pro­fu­ghi in fuga dal con­flitto Sudan-​​Darfur. Il pro­gramma con­sente alle donne di non al­lon­ta­narsi dalle pro­prie abi­ta­zioni per il ri­for­ni­mento di le­gna, espo­nen­dosi in que­sto modo al pe­ri­colo di vio­lenze ses­suali e omi­cidi da parte della fa­zione av­versa. An­che in Ke­nya è stato av­viato un pro­getto di for­ni­tura delle cu­cine per com­bat­tere la de­fo­re­sta­zione avan­zante ‚in un Paese dove solo il 3% delle fo­re­ste è
 
ri­ma­sto in­tatto. È inol­tre allo stu­dio un ul­te­riore uti­lizzo di que­sta tec­no­lo­gia pu­lita: usare il sur­plus di ener­gia ge­ne­rata dalle cu­cine so­lari per ali­men­tare lam­pa­dine e fonti lu­mi­nose, nelle zone an­cora prive di ener­gia elet­trica.
 
In Ke­nya, Ciad e Ne­pal, So­lar Coo­kers In­ter­na­tio­nal la­vora in coo­pe­ra­zione con l’agenzia ONU per i ri­fu­giati Ne­ther­lands Re­fu­gee Foun­da­tion, olan­dese. Sui siti di en­trambe le or­ga­niz­za­zioni, la so­lar­coo­kers e la vlu­ch­te­ling, è pos­si­bile ef­fet­tuare do­na­zioni di­ret­ta­mente on­line a so­ste­gno dei pro­grammi. Per do­na­zioni fi­na­liz­zate solo al campo pro­fu­ghi ne­pa­lese di Bel­da­nji, si può an­che con­tat­tare la Va­jra Foun­da­tion Ne­pal: la­vora sul ter­ri­to­rio oc­cu­pan­dosi dei trai­ning per la ma­nu­ten­zione e la pu­li­zia delle “pa­ra­bo­li­che”, or­ga­nizza corsi di cu­cina e sta cer­cando di av­viare pro­du­zione e as­sem­blag­gio delle cu­cine in loco, in modo da creare nuovi po­sti di la­voro. (C. Ceci)

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