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Una vera pizza fu­mante in soli 150 secondi

Il ti­tolo di que­sto ar­ti­colo vi in­quieta? Fa­cendo un giro in In­ter­net ab­biamo tro­vato ben due pro­dut­tori di mac­chi­nette (pa­iono stre­pi­tose) per il con­fe­zio­na­mento istan­ta­neo e la di­stru­bu­zione di pizze in quat­tro gu­sti, calde, sfi­ziose e fu­manti. Una delle due pro­po­ste è stata messa a punto da Clau­dio Tor­ghele (56 anni di Ro­ve­reto), che si pro­pone di sfor­nare, sotto ai vo­stri oc­chi, una vera pizza fu­mante, ap­pena fatta per soli € 3,50. Il di­stri­bu­tore, fatto da una ca­bina ti­pica come al­tri di­stri­bu­tori di be­vande calde e fredde, im­pa­sterà e con­dirà per voi una ap­pe­ti­tosa pizza, fa­cendo con­cor­renza alle piz­ze­rie in piena re­gola, se non fosse al­tro che per i tempi d’attesa.
 
Quindi ab­biamo tro­vato Let’s Pizza e Ita­lia­piz­za­ser­vice, ed ini­zie­remo a ve­derne iprimi esem­plari in giro già a par­tire da que­sta estate. Si­cu­ra­mente più eco­no­mico di qual­siasi piz­ze­ria (gra­zie ai ta­gli sulla ma­no­do­pera e di­verse, al­tre, com­po­nenti), ma non pre­ten­dete né’ una cot­tura nel fo­gno tra­di­zio­nale a le­gna, né’ un im­pa­sto a lenta lie­vi­ta­zione na­tu­rale e senza lie­viti, come in­vece po­tre­ste tro­vare nelle piz­ze­rie tra­di­zio­nali.
 
Per spin­gerci ol­tre ab­biamo messo “il naso” den­tro uno di que­sti sca­to­loni per ca­pire come fun­ziona; una volta scelto uno dei quat­tro con­di­menti (po­mo­doro e moz­za­rella, ver­dure, pro­sciutto o pan­cetta), la mac­china me­scola ac­qua e fa­rina in un tam­buro che ruota a ve­lo­cità ele­vata, ot­te­nendo così ra­pi­da­mente un im­pa­sto della giu­sta con­si­stenza, che viene poi schiac­ciato da una pressa. Sulla base così la­vo­rata ven­gono poi di­stri­buiti i con­di­menti, ed il tutto viene cotto in un forno ad in­fra­rossi.
 
Il pro­ce­di­mento, mi di­spiace dirlo, sem­bra piut­to­sto ef­fi­ciente, i tempi d’attesa solo di so­la­mente 150 se­condi, non ci riu­sci­rebbe nep­pure Speedy Gon­za­les! Re­sta ora da ve­dere se il ri­sul­tato fi­nale si di­mo­strerà all’altezza delle piz­ze­rie più tra­di­zio­nali, ma non tra­scu­rate nep­pure che que­ste mac­chi­nette pos­sono ri­sol­vere il pro­blema in quei luo­ghi dove, as­sai im­pro­ba­bil­mente, riu­sci­re­ste a tra­sci­narci un forno e un piz­za­iolo con tutte le sue stru­men­ta­zioni e gli spazi necessari.

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