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Made in Italy anche in salumeria

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In Italia due prosciutti su tre provengono da ma­iali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna ma vengono spacciati come Made in Italy a causa della mancanza dell’obbligo di indicare in modo chiaro in etichetta la provenienza. La denuncia viene dagli allevatori della Coldiretti che venerdì 5 sono scesi in piazza a Torino con i propri ma­iali a difesa di prosciutti, salami, mortadelle e pancette nostrani “minacciate dalle importazioni anonime dall’estero”. La scelta di Torino, capitale dell’auto, è stata fatta per sottolineare l’esigenza di difendere, di fronte alla crisi, anche la salumeria italiana. Gli agricoltori chiedono che venga esteso anche alla carne di ma­iale e ai suoi derivati l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza “come pre­visto dai progetti di legge del governo e del parlamento e che al momento — spiega la Coldiretti — vale solo per i prodotti della salumeria a denominazione di origine (dal prosciutto di Parma a quello di San Daniele)”. Sono oltre 40 milioni i prosciutti arrivati in Italia dall’estero nel 2008. L’indicazione della provenienza della carne in etichetta, già pre­vista per pollame e bovini, è una misura di “trasparenza di mercato” e serve anche a “garantire — pre­cisa la Coldiretti — maggiore sicurezza alimentare dopo le ultime emergenze che vengono dall’estero, come il ma­iale alla dios­sina dall’Irlanda. Gli allevatori della Coldiretti hanno manifestato anche a causa degli “insostenibili squilibri nella distribuzione del valore dalla stalla alla tavola”. Per ogni 100 euro spesi dai cittadini in salumi “ben 48,5 euro restano in tasca alla distribuzione commerciale, 25,5 al trasformatore industriale, 10,5 al macellatore e solo 15,5 euro all’allevatore”. In media, all’allevatore viene riconosciuto per i ma­iali allevati poco più di un euro al chilo; il consumatore, invece, paga oltre 7 euro al chilo la braciola di ma­iale e oltre 24 euro al chilo il prosciutto. “Una forbice insostenibile — sostengono gli agricoltori — che tende ad aumentare nel tempo e che danneggia cittadini e allevatori italiani costretti a chiudere le stalle”. La Coldiretti parla di “rischio estinzione concreto” per gli allevamenti italiani, così come per i prodotti della norcineria nazionale. Sono 16 quelli che hanno ottenuto dall’Ue il riconoscimento di denominazione d’origine. Tra questi, il prosciutto di Parma, il san Daniele, il culatello di Zibello. Nel corso della manifestazione della Coldiretti, a Piazza Palazzo, sono state distribuite confezioni di prosciutto crudo nostrano provenienti direttamente da allevamenti locali e offerte informazioni sugli acquiti di carne di ma­iale e salumi.

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