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Cre­scono i ve­ge­ta­riani nel mondo

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I tee­na­ger ame­ri­cani lo fanno per gli ani­mali, spinti, qual­che volta, dalle crude im­ma­gini dei vi­deo di You­Tube sulle stragi di polli e tac­chini, vi­telli e agnelli (e an­che di al­tre spe­cie non com­me­sti­bili). Così, se­condo al­cune stime del go­verno, al­meno un ado­le­scente su due­cento evita di man­giare carne. C’è chi lo fa per spi­rito ani­ma­li­sta (non solo i più gio­vani, ma an­che gli adulti, in Usa e in Eu­ropa), chi per ri­spetto dell’ambiente (i più in­for­mati sui temi dell’ecologia sulla scia dell’ex Bea­tle Paul Mc­Cart­ney), chi per mo­tivi sa­lu­ti­stici (i meno gio­vani che ma­gari hanno qual­che pro­blema di co­le­ste­rolo o di pres­sione) e in­tanto l’esercito dei ve­ge­ta­riani si in­grossa in tutto il mondo.
 
In Ita­lia, se­condo l’Eurispes, sono ol­tre quota sei mi­lioni (circa il 10 per cento della po­po­la­zione e l’Italia, se­condo le stime dell’Unione ve­ge­ta­riana eu­ro­pea, è al primo po­sto, se­guita dalla Ger­ma­nia con il 9 per cento), ma nel 2050 gli ita­liani po­treb­bero ar­ri­vare ad­di­rit­tura a 30 mi­lioni, se an­che da noi ar­ri­verà la nuova veg­gie ge­ne­ra­tion. «La sen­sa­zione — com­menta Lu­ciana Ba­roni, me­dico all’ospedale Villa Sa­lus di Mestre-​​Venezia e pre­si­dente della So­cietà scien­ti­fica di nu­tri­zione ve­ge­ta­riana — è che, pro­prio per­ché fanno una scelta ideo­lo­gica, i più gio­vani sono più spesso ve­gani, esclu­dono cioè dalla loro dieta an­che uova e latte. Pen­sano al be­nes­sere glo­bale de­gli ani­mali e ri­ten­gono che il solo non man­giar carne non eli­mini com­ple­ta­mente le loro sof­fe­renze ». Per­ché i ve­ge­ta­riani non sono tutti uguali: i «clas­sici» non man­giano né carne né pe­sce, ma ac­cet­tano latte e uova, i ve­gani in­vece esclu­dono an­che que­sti ul­timi (e spesso evi­tano an­che tutti gli al­tri pro­dotti di ori­gine ani­male, come pelli o cuoio), men­tre i più ol­tran­zi­sti (come i cru­di­sti o i frut­ti­sti) am­met­tono sol­tanto par­ti­co­lari ca­te­go­rie di cibi (ri­spet­ti­va­mente solo ve­ge­tali crudi o solo frutta e semi).
 
Ecco il loro iden­ti­kit: più spesso donne, con un li­vello di istru­zione medio-​​alto che vi­vono (in Ita­lia) pre­va­len­te­mente al Nord o al Cen­tro. «Il cre­scente in­te­resse per il ve­ge­ta­ria­ne­simo — ag­giunge Lu­ciana Ba­roni — è fa­vo­rito an­che dal fatto che quell’aura di paura nei con­fronti di que­ste abi­tu­dini ali­men­tari si è piano piano dis­solta alla luce delle evi­denze scien­ti­fi­che e in realtà non esi­ste nes­sun pe­ri­colo con­creto nell’abbracciare que­sto tipo di ali­men­ta­zione». Non tutti la pen­sano così, so­prat­tutto quando si parla di ado­le­scenti. «Certo, i gio­vani ve­ge­ta­riani sono in au­mento — con­ferma An­drea Ghi­selli, ri­cer­ca­tore all’Inran, l’Istituto ita­liano per la ri­cerca e la nu­tri­zione, ed esperto di un fo­rum sulla nu­tri­zione del Cor­riere On­line — e sono so­prat­tutto ra­gazze che spesso lo fanno per moda. Ma de­vono fare at­ten­zione: i ma­schi in par­ti­co­lare ri­schiano ca­renze so­prat­tutto di cal­cio, le fem­mine di ferro. Se la dieta è ve­ge­ta­riana ma in­clude pro­dotti ani­mali ed è va­riata non ci sono par­ti­co­lari pe­ri­coli. Ma un ve­gano non può fare di te­sta sua: se de­cide di es­serlo è bene che pia­ni­fi­chi la sua dieta con un nu­tri­zio­ni­sta». Le li­nee guida dell’American Die­te­tic As­so­cia­tion di­cono che le diete ve­ge­ta­riane e ve­gane sono ap­pro­priate per tutti i pe­riodi della vita, com­prese l’infanzia e l’adolescenza, a patto che siano well ba­lan­ced e che even­tuali de­fi­cit di vi­ta­mina B12, cui vanno in­con­tro so­prat­tutto i ve­gani, siano pre­ve­nuti con sup­ple­menti vi­ta­mi­nici. E il nu­mero di feb­braio della ri­vi­sta Women’s Health Source della Mayo Cli­nic, uno dei più fa­mosi ospe­dali ame­ri­cani che ha sede a Ro­che­ster, è ri­volto alle donne ed è de­di­cato ai con­si­gli per pia­ni­fi­care una cor­retta dieta ve­ge­ta­riana An­che Mi­chele Car­ruba, di­ret­tore del Cen­tro studi e ri­cer­che sull’obesità all’Università di Mi­lano, av­verte che quanto più il ve­ge­ta­ria­ne­simo è spinto tanto più ri­chiede co­no­scenza de­gli ali­menti e ag­giunge: «L’importante è me­sco­lare e com­bi­nare i cibi il più pos­si­bile».
 
Gli esperti fran­cesi dell’Istituto della nu­tri­zione, per voce del vi­ce­pre­si­dente Ber­nard Guy Grand, ri­cor­dano che una se­rie di studi epi­de­mio­lo­gici di­mo­strano come i ve­ge­ta­riani siano meno sog­getti a iper­ten­sioni ar­te­riosa e a pro­blemi car­diaci e ab­biano mi­nori ri­schi di obe­sità e di dia­bete di tipo 2. Ecco giu­sti­fi­cata la scelta sa­luti sta, ma in Fran­cia, come in Ita­lia, sta pren­dendo sem­pre più piede la mo­ti­va­zione di tipo eco­lo­gi­sta quando si de­cide di se­guire la strada verde a ta­vola, men­tre è de­ci­sa­mente in calo, ri­spetto agli anni pas­sati, quella di tipo filosofico-​​religioso. «La scelta ve­ge­ta­riana di tipo re­li­gioso oggi è le­gata so­prat­tutto alla pre­senza di im­mi­grati — com­menta Car­ruba, che è an­che pre­si­dente della so­cietà del Co­mune di Mi­lano re­spon­sa­bile della ri­sto­ra­zione sco­la­stica — e nelle scuole di Mi­lano te­niamo conto delle ri­chie­ste in que­sto senso. Per con­tro si sta fa­cendo strada il con­cetto di un’alimentazione eco­so­ste­ni­bile, che si svi­lup­perà an­che con l’Expo: un’alimentazione troppo sbi­lan­ciata sul con­sumo di carne ani­male pro­voca danni am­bien­tali sia per quanto ri­guarda la de­fo­re­sta­zione, sia per quanto ri­guarda l’inquinamento. Que­sto però non si­gni­fica di­ven­tare tutti ve­ge­ta­riani ». Qual­cuno, so­prat­tutto in Ame­rica, ha già scelto la strada del ve­ge­ta­ria­ne­simo part-​​time: si chia­mano fle­xi­ta­rian, la loro Bib­bia è il li­bro Fle­xi­ta­rian Diet della die­ti­sta Dawn Jack­son Blat­ner, il pre­cetto: man­giare carne o pe­sce non più di due volte alla set­ti­mana. Il sito di ri­fe­ri­mento: www.almostvegetarian. blogspot.com. I pu­ri­sti ve­ge­ta­riani dia­lo­gano in­vece su al­tri siti: dall’italiano www.vegetariani.it all’inglese www.veggievision.tv, una vera e pro­pria te­le­vi­sione via In­ter­net de­di­cata ai ve­ge­ta­riani. «In­ter­net ri­mane il mezzo mi­gliore per far cir­co­lare le no­stre idee— com­menta Lu­ciana Ba­roni —. C’è in­fatti an­cora un po’ di dif­fi­denza nei con­fronti dei ve­ge­ta­riani. Per esem­pio: quando un esperto di ali­men­ta­zione ve­ge­ta­riana viene in­vi­tato a un talk show si in­voca la par con­di­cio: ci vuole an­che chi parla bene della carne». Così i se­guaci della dieta verde si sono per­sino in­ven­tati il Veg­gie pride, il giorno dell’orgoglio ve­ge­ta­riano: l’anno scorso è stato a Roma, quest’anno per la se­conda edi­zione del 16 mag­gio si mo­bi­li­terà Mi­lano, in con­tem­po­ra­nea con il nono Veg­gie pride fran­cese a Lione. (A Bazzi)

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