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Innamorarsi di Bettina

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Se pas­seggiate anche voi un sabato pomeriggio per le vie di Milano e più pre­cisamente vicino al quadrilattero della moda, non vi pas­seranno inos­servate le vetrine di Alessi. Come cuoco ho sempre amato la sua produzione e sorriso davanti alla vana intraprendenza di diversi colleghi d’imitare pre­stigiose menti per disegnare piatti ed acces­sori più innovativi e moderni, con risultati, sempre, esattamente deludenti. Ma questa volta è la prima che mi capita d’innamorarmi a prima vista di un servizio di piatti chiamato Bettina. Il servizio da Tavola “Bettina”, è un progetto derivato dalla ricerca iniziata nel 1999 con lo studio londinese Future Systems in occasione del “Tea&Coffee Towers” ed è uno tra i progetti più innovativi che in quest’area tipologica Alessi abbia mai pre­sentato. Si tratta di piatti, bicchieri e posate che interpretano la tavola con forme sinuose che si aprono ad un potenziale multifunzionale. Questo servizio pre­suppone una nuova gestualità, una sorta di concetto borderline, quasi un confine tra la forma e l’interpretazione stessa.
 
I piatti, in porcellana bianca, hanno forme nuove. Profili curvilinei e asimmetrici che suggeriscono una fantasia interpretativa anche nella disposizione del cibo. Il grande piatto piano pre­senta una sorta di “divisione” multifunzionale, una particolarità estetico funzionale: una nervatura in rilievo che separa in due zone la superficie del piatto, una più grande per il cibo principale e una più piccola per il contorno. Il piatto fondo pre­vede un bordo di appoggio sagomato in modo tale da trovare il posizionamento sulla nervatura del piatto piano.
 
Il servizio è composto da piatti, piatti da portata, ciotole e tazze (da caffè, tè e mug). La polifunzionalità degli elementi consente che di volta in volta il sottotazza possa es­sere per esempio utilizzato sia per la tazza moka, sia per la tazza da tè, così come il piattino per il des­sert o un contorno.
 
I bicchieri, con forme differenti per vini rossi, bianchi, acqua, liquori e spumanti, sono divisi in due parti. Il bevante in vetro cristallino e lo chas­sis in materiale PMMA, una resina plastica nobile resa in questa circostanza trasparentis­sima per simulare il cristallo. Le due forme non sono connesse fisicamente ma imprescindibili tra loro. Come un fiore che, contenuto nella propria corolla, sboccia per ottenere una funzione propria. Lo chas­sis resta sempre sulla tavola in attesa di ri-​​ricevere e contenere il bevante.
 
Anche per le posate, in acciaio inox, la curva è senza dubbio l’elemento dominante. Manici sottili e forme delicate e allungate seguono i contorni del piatto. In particolare è stata lungamente studiata la proporzione tra la lama e il lungo manico del coltello prima di arrivare a un risultato che potesse soddisfare azienda e progettista.
 
Il servizio è realizzato in acciaio inox ed è composto da: Cucchiaio da tavola, Forchetta da tavola, Coltello da tavola, Cucchiaino da tè, Cucchiaino Moka.
 
Anche il packaging è stato progettato da Future Systems usando la tipica grafica abbinata al loro colore pre­ferito su fondo di cartone bianco.
 
Lo studio di architettura Future Systems è stato fondato nel 1979 da Jan Kaplicky, cecoslovacco, insieme all’inglese Amanda Levete, che si è as­sociata nel 1989. Un luogo dove si studiano e sviluppano progetti di architettura e arredo urbano, design industriale e d’interni e comunicazione visiva, che trovano spazio in ogni parte del mondo. Uno studio dove la ricerca dei materiali e delle forme è in continua evoluzione.
 
La collaborazione con Alessi si concretizza nel 2003 all’interno del metaprogetto “Tea&Coffee Towers”. Vedono così la luce dettagli studiati a lungo, elementi semplici e al tempo stesso ricercati che trasformano in oggetti il frutto di numerosi schemi, schizzi e modelli. Molti schizzi e disegni che hanno portato ad un risultato di eleganza e semplicità che Jan Kaplicky ha concepito per es­sere “Designed for the future. More artistic. More beautiful. Maybe future clas­sics…”
 
Purtroppo Jan Kaplicky, una quindicina di giorni or sono, è deceduto nella sua amata Praga, città che gli ha dato i natali.

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