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Il ge­lato non teme la crisi

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Il ge­lato non teme la crisi e nel 2008 si è re­gi­strata una cre­scita dei con­sumi dell’8%, per un giro d’affari delle 32.000 ge­la­te­rie ita­liane ar­ti­gia­nali di 9 mi­liardi e 900 mi­lioni. I dati giun­gono dall’Associazione ita­liana ge­la­tieri (Aig) al ter­mine della fiera del set­tore Si­gep che ha de­cre­tato le ten­denze 2009 del ge­lato ar­ti­gia­nale ed eletto la noc­ciola il gu­sto dell’anno.
 
“I gu­sti clas­sici stanno tor­nando di moda — spiega Al­berto Pica, pre­si­dente dell’Aig e ti­to­lare di una sto­rica ge­la­te­ria ro­mana — e la noc­ciola in par­ti­co­lare re­gi­stra un grande in­cre­mento di con­sumi. Pos­siamo inol­tre sfrut­tare l’ottima pa­sta di noc­ciole che viene dalle Lan­ghe. Sono in­vece in calo i gu­sti eso­tici: mango e kiwi non li vuole più nes­suno”. Sta in­vece af­fer­man­dosi presso i con­su­ma­tori — nota il pre­si­dente Aig — il ge­lato al riso, che sarà pro­po­sto quest’anno nelle ge­la­te­rie in più va­rianti, con can­nella, caffé, cioc­co­lato, fra­go­line di bo­sco e per­sino lo zaf­fe­rano. “I ge­la­tieri — os­serva Pica — sono di­ven­tati più bravi dei bar­man nel me­sco­lare le ma­te­rie prime e pro­porre gu­sti in­so­liti”.
 
I mi­gliori ar­ti­giani del ge­lato si sono sbiz­zar­riti al Si­gep in un con­corso in­ti­to­lato ‘1000 idee 2009″ che ha eletto vin­ci­tore il gu­sto ‘se­dano in fiore’, ela­bo­rato dal ge­la­tiere Carlo Viti di Monte San Sa­vino (Arezzo) unendo sem­pli­ce­mente il fior di se­dano allo zuc­chero. Un mix di cioc­co­late (‘Lady Ciokkò di Te­resa Ca­sti­glione, ge­la­tiera na­po­le­tana emi­grata a Ca­ra­cas) ha colto la se­conda piazza, men­tre il ‘Ca­ria­tese’ della Ge­la­te­ria Leo­nardo a Co­senza, ov­vero un gu­sto al sa­pore di vari ce­reali, si è ag­giu­di­cato il terzo po­sto. Sull’esperimento del ge­lato sa­lato e il suo ab­bi­na­mento ai cibi in ta­vola, Pica nota che ri­mane es­sen­zial­mente un “di­ver­tis­se­ment da pro­vare in par­ti­co­lari oc­ca­sioni ma è chiaro che il pub­blico non en­tra al ri­sto­rante chie­dendo la bi­stecca con due pal­line di ge­lato”.
 
“Se il ge­lato re­si­ste alla crisi — con­clude Pica — è an­che per­ché da cin­que anni i no­stri as­so­ciati man­ten­gono i prezzi fermi. Qual­che ri­tocco in alto si vede nelle città d’arte dove gi­rano i tu­ri­sti ma noi ci rac­co­man­diamo per­ché non av­venga, così come de­pre­chiamo la ten­denza di far pa­gare il cono se­condo il nu­mero delle pal­line. Non si può far pa­gare 2,50 euro un cono con due pal­line da 70 grammi l’una. Inol­tre, se­condo quanto af­fer­mano gli stessi nu­tri­zio­ni­sti, il ge­lato è un’ottima al­ter­na­tiva a un pa­sto ve­loce”. (C. Latessa)

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