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Cu­ci­nare gli astici vivi è maltrattamento?

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Toc­cherà al Tri­bu­nale di Mi­lano de­ci­dere se il me­todo di con­ser­vare l’astice vivo ada­giato sul ghiac­cio per poi cu­ci­narlo an­cora vivo sia ido­neo op­pure sia mal­trat­ta­mento di ani­mali. In­fatti un noto ri­sto­ra­tore mi­la­nese, con la mo­glie, è fi­nito sul banco de­gli im­pu­tati per aver espo­sto, in una delle sale da pranzo, al­cuni di que­sti pre­li­bati cro­sta­cei su un letto di ghiac­cio prima di farli fi­nire, an­cora in vita, in pen­tola e pre­pa­rarli se­condo le tra­di­zio­nali ri­cette.
 
A de­ci­dere di man­dare a pro­cesso i due ti­to­lari di un noto ri­sto­rante che si trova nelle vi­ci­nanze del Duomo è stato il pm Giu­lio Be­ne­detti, ma­gi­strato spe­cia­liz­zato, tra l’altro, nei reati che ri­guar­dano il set­tore de­gli ali­menti. Nel de­creto di ci­ta­zione a giu­di­zio il ma­gi­strato ha con­te­stato, ol­tre al non aver con­ser­vato e con­ge­lato in modo cor­retto al­cuni ali­menti tra cui qual­che forma di pane ca­se­rec­cio, il mal­trat­ta­mento di ani­mali, dove gli ani­mali chia­mati in causa sono i cu­gini più pre­giati, se­condo i buon­gu­stai, delle ara­go­ste: li ha te­nuti «vivi a di­retto con­tatto con il ghiac­cio — re­cita il capo di im­pu­ta­zione — e con tale con­dotta, senza ne­ces­sita», li ha sot­to­po­sti a «se­vi­zie» e «a com­por­ta­menti e a fa­ti­che in­sop­por­ta­bili per le loro ca­rat­te­ri­sti­che eto­lo­gi­che». Fatti, per il pm, ag­gra­vati in quanto da tale com­por­ta­mento «de­ri­vava la morte de­gli astici».
 
A sco­prire i cro­sta­cei vivi e si­ste­mati sul ghiac­cio, all’interno di un ap­po­sito banco espo­si­tore di pro­dotti it­tici, erano stati i Nas du­rante un con­trollo di rou­tine. Con­trollo che ha però messo nei guai il ri­sto­ra­tore, con­vinto che quello fosse il modo giu­sto per con­ser­varli e che, in base ai det­tami dei più ri­no­mati ma­nuali cu­li­nari, do­ves­sero es­sere bol­liti an­cora vivi.
 
Il caso mi­la­nese, è uno dei primi se non il primo, per il quale si terrà un di­bat­ti­mento. In Ita­lia ci sono al­cuni pre­ce­denti che ri­guar­dano vi­cende ana­lo­ghe ma che si sono con­cluse con de­creti pe­nali di con­danna.
 
La di­fesa dei due ri­sto­ra­tori, che si ispi­rerà a quanto scritto il ma­te­ria il 4 aprile di due anni fa sul set­ti­ma­nale “Il Do­me­ni­cale” dall’avvocato ora scom­parso Corso Bo­vio, ha de­ciso di af­fron­tare il pro­cesso, per al­tro co­min­ciato qual­che set­ti­mana fa da­vanti alla quarta se­zione pe­nale e su­bito rin­viato ai primi di marzo. «So­ster­remo — ha spie­gato il le­gale — che il ghiac­cio ha due fun­zioni: non solo quella di con­ser­vare ma an­che quello di ane­ste­tiz­zare e, quindi, am­messo che gli astici siano in grado di per­ce­pire la sof­fe­renza, di le­nirla».
 
Inol­tre la di­fesa sta va­lu­tando di ci­tare in aula come te­sti­moni grandi chef del ca­li­bro di Gian­franco Vis­sani, o esperti del set­tore come Edoardo Ra­spelli per­chè «tutte le ri­cette pre­ve­dono che siano cotti an­cora vivi».

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1 Il 17 aprile 2009 alle 10:35 ENRICO ha scritto:

fa­rei fare la stessa fine a voi…vergogna…poveri ani­mali indifesi

2 Il 25 aprile 2009 alle 10:49 Jutta Timmermann ha scritto:

Ieri, in una piz­ze­ria di Mi­lano ho vi­sto uno di que­sti ani­mali sul suo letto di ghiac­cio, con le zampe spez­zate. Era pas­sato mez­za­notte, per­ciò scarsa pro­ba­bi­lità che qual­cuno lo or­di­nasse an­cora e mi sono chie­sta quanto tempo do­vrà an­cora sof­frire per fi­nire in ma­niera an­cora più or­ri­bile. Nes­suna or­ga­niz­za­zione tipo pro­te­zione de­gli ani­mali se né oc­cupa?
Sono ri­ma­sta così schif­fata che mi sono messa a cer­care in­for­ma­zioni su In­ter­net. Se­guirò que­sto di­bat­tito con molto in­te­resso e spero che fi­nal­mente si prenda una de­ci­sione per fare fi­nire que­sta cru­deltà inu­tile.
Qual­cuno mi dirà che ci sono cose più im­por­tanti da ri­sol­vere prima — e po­trei an­che dar­gli ra­gione, se que­sta in­dif­fe­renza verso de­gli es­seri in­di­fesi non na­scon­desse qual­cosa di molto più profondo.

3 Il 26 aprile 2009 alle 16:08 Flavio ha scritto:

Sono con Jutta, che cosa c’e’ di più’ im­por­tante che scon­fig­gere la sof­fe­renza? In­tanto, con­cre­ta­mente po­tremmo ini­ziare a boi­cot­tare i ri­sto­ranti che of­frono que­sto spet­ta­colo scellerato.

4 Il 23 luglio 2009 alle 17:25 GIOVANNI INTISO ha scritto:

INFATTI! HA FATTO BENE A DENUNCCIARLI!!! POVERE BESTIOLINE!!!! CIOE’.…A ME PIACE IL PESCE E I CROSTACEI, PERO’, UN PO’ DI DECENZA! CIOE’, NON TENETELI VIVI NEL GHIACCIO…MEGLIO MORTI SURGELATI, CHE PERO’ NON SOFFRONO.…TANTO HANNO LO STESSO SAPORE ALLA FINE, NO?

5 Il 29 dicembre 2009 alle 14:49 luca ha scritto:

L’astice deve es­sere cu­ci­nato vivo!! Uc­ci­dere un ani­male per poi ci­bar­sene non puo’ es­sere reato (se la spe­cie ani­male non e’ a ri­schio estinzione).Il pm Giu­lio Be­ne­detti non ha niente di me­glio da fare? Que­sto si­gnore per­che’ non si pre­oc­cupa del fatto che dopo le 21.00 di sera a Mi­lano non si puo’ uscire di casa per paura di es­sere rapinati/​stuprati/​picchiati dalla fec­cia che cir­cola per le strade? Se una ra­gaz­zina viene stu­prata in pieno cen­tro fa niente, ma guai a far sof­frire un astice!!! W l’Italia, paese di burattini!

6 Il 5 febbraio 2010 alle 14:22 giorgio ha scritto:

Ha pie­na­mente ra­gione il pm a di­fen­dere le be­stie ‚e noi? noi non siamo be­stie quindi chi se né frega

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