Nina Simone la voce ribelle dei diritti civili

Fa un certo effetto ascoltare, a pochi giorni dall’elezione di Barack Obama, primo presidente nero degli Stati Uniti, una delle canzoni più famose di Nina Simone, To Be Young, Gifted and Black. Cioè «essere giovani, dotati e neri», pubblicata nel ’69 e diventata uno degli inni per i diritti civili. E fa ancora più effetto ascoltarla dopo che Silvio Berlusconi ha definito Obama «bello e abbronzato». Perché, è evidente, certe lotte non possono fermarsi mai.
Nata nel 1933 a Tryon, nel North Carolina, in una famiglia afroamericana di otto figli, fin da bambina il sogno della Simone fu cantare. Ma la vita, per una donna nera negli Stati Uniti degli anni 40 e 50, significava scontrarsi con la cultura bianca e razzista predominante nel Paese. Il suo talento, però, sarà la sua salvezza. A pari con Bob Dylan e Pete Seeger (del quale riproporrà Turn! Turn! Turn!), dalla fine degli anni 50 in poi diventerà una delle prime cantanti di colore a usare la musica come mezzo di denuncia, contro i pregiudizi razziali ma non solo. Cantante, pianista, scrittrice e attivista, suona jazz, soul, folk, gospel e r&b. Questo box, che né ripercorre la carriera, è il più completo sul mercato: tre cd, 54 canzoni (di cui otto inedite) e un dvd con il bel documentario nominato a un Emmy, l’Oscar della tv. Nina Simone muore in Francia, dove da tempo viveva, nel 2003. Avesse resistito qualche anno ancora, un altro suo sogno si sarebbe realizzato: applaudire un presidente «giovane, dotato e nero» come Obama. (L. Valtorta)
Nina Simone, nome d’arte di Eunice Kathleen Waymon (Tryon, 21 febbraio 1933 – Carry-le-Rouet, 21 aprile 2003), è stata una cantante, pianista, scrittrice e attivista per i diritti civili statunitense. È stata soprattutto un’interprete jazz, anche se il suo stile variava fra diversi generi, dal soul, al R&B, al folk e al gospel.
Il personaggio principale del film del 1993, Nome in codice: Nina (versione statunitense del film di Luc Besson, Nikita), è una grande ammiratrice di Nina Simone, dalla quale appunto prende ispirazione per il nome in codice. Durante il film si possono ascoltare alcune delle sue canzoni, fra cui Here Comes the Sun, I Want a Little Sugar in My Boul, Feeling Good, Wild Is the Wind e Black Is the Color of My True Love’s Hair.
Nativa del North Carolina, sesta di otto fratelli, fin da bambina rivela un grande talento, che la porta a suonare e cantare in chiesa con le due sorelle, con il nome di “Waymon Sisters”. Ma il pregiudizio razziale del profondo sud negli anni quaranta la condizionerà per molto tempo.
Prende lezioni di piano, pagate dalla comunità di colore locale, che promuove una fondazione per consentirle di proseguire gli studi musicali a New York. Nei primi anni cinquanta, lavora come pianista-cantante in vari club, ispirandosi a Billie Holiday; si orienta verso il jazz, cambia il suo nome in Nina Simone (in onore di Simone Signoret, di cui era ammiratrice) ed esegue I Loves You, Porgy, cover di un brano di George Gershwin (da Porgy and Bess).
Il suo album di debutto, datato 1958, comprendeva I Loves You, Porgy e My Baby Just Cares For Me. Lavora per parecchie case discografiche mentre, a partire dal 1963, inizia a lavorare stabilmente con la Philips. È in questo periodo che registra alcune delle sue canzoni più incisive, come Old Jim Crow e Mississippi Goddam, che sono divenute inni per i diritti civili. Era amica ed alleata di Malcolm X e di Martin Luther King.
Nina Simone lascia gli Stati Uniti verso la fine degli anni ’60, accusando sia l’FBI che la CIA di scarso interesse nel risolvere il problema del razzismo. Negli anni successivi girò il mondo, vivendo a Barbados, in Liberia, in Egitto, in Turchia, in Olanda ed in Svizzera. In seguito al polemico abbandono degli USA, i suoi album vengono pubblicati solo di rado. Nel 1974, la Simone abbandona per qualche anno la discografia, lasciando poche notizie di sé. Ritorna nel 1978 con un album, che prende il titolo da un brano di Randy Newman. Si eclissa di nuovo, fino agli anni ottanta.
Dopo che Chanel ha usato, negli anni ottanta, la sua My Baby Just Cares For Me per una pubblicità televisiva, molti hanno riscoperto la sua musica e Simone si è trasformata in un’icona del jazz. Nel 1987, My Baby Just Cares For Me (brano di quasi trent’anni prima) entra prepotentemente nelle classifiche inglesi. Si moltiplicano antologie e ristampe dei suoi dischi. Dopo i successi ottenuti negli anni ottanta, torna con uno nuovo album, Nina’s Back, del 1989, seguito da Live & Kickin, live registrato qualche anno prima a San Francisco.
La cantante si è sposata due volte, ha avuto una figlia nel 1964 e ha vissuto una vita difficile e travagliata. Ha avuto rapporti difficili con uomini potenti e violenti, ed è risaputo che il marito manager la picchiasse. Ha avuto una relazione con Earl Barrowl, Primo Ministro delle Barbados. Nel 1980, il suo secondo marito C.C. Dennis, importante politico locale, è stato ucciso da un criminale.
Alcune biografie riportano che sia sopravvissuta alla figlia ma il dato non risulta vero, tanto che la figlia Lisa Celeste è a sua volta un’attrice e cantante tuttora in attività.
Popularity: 2% [?]
