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Cer­casi cuo­chi per la re­gina d’Inghilterra

queenelisabeth1

La Re­gina d’Inghilterra cerca due cuo­chi pronti a en­trare a far parte della squa­dra re­spon­sa­bile di al­le­stire ban­chetti di Stato e ri­ce­vi­menti. La sede di la­voro è pre­sti­giosa: Buc­kin­gham pa­lace. C’è tempo fino alla mez­za­notte di oggi per spe­dire il pro­prio cur­ri­cu­lum, at­tra­verso il sito uf­fi­ciale della mo­nar­chia bri­tan­nica, dove è stato pub­bli­cato l’annuncio per la ri­cerca di per­so­nale.
 
Le fi­gure ri­chie­ste sono due: il sous chef (una sorta di vice chef), e il demi chef de par­tie (nella scala ge­rar­chica delle cu­cine viene dopo il sous chef). I due cuo­chi en­tre­ranno a far parte di un team di tutto ri­spetto: sono 20, in­fatti, le per­sone che si oc­cu­pano dei pa­sti della casa reale e, so­prat­tutto, dei suoi ospiti. “Dai ban­chetti di Stato per 200 per­sone ai ri­ce­vi­menti per 800, fino ai pranzi per due. I no­stri chef — re­cita l’annuncio — cu­ci­nano sem­pre a dei li­velli ec­ce­zio­nali, nelle no­stre cu­cine all’avanguardia. Avrete la pos­si­bi­lità di im­pa­rare e di svi­lup­pare le vo­stre qua­lità, en­trando a far parte di una squa­dra nella quale la­vora il me­glio del set­tore”.
 
Il sous chef avrà an­che il com­pito di “for­mare i col­le­ghi più gio­vani”, e, in as­senza dei re­spon­sa­bili della cu­cina, do­vrà farne le veci. “An­che se la sede di la­voro prin­ci­pale è Buc­kin­gham Pa­lace, po­trete es­sere im­pie­gati in al­tre re­si­denze reali del Re­gno Unito: com­ples­si­va­mente — si spiega sul sito — tra­scor­re­rete due mesi l’anno lon­tano da Lon­dra”.
 
Tra le ri­chie­ste per gli aspi­ranti cuo­chi: espe­rienza in un ser­vi­zio di ca­te­ring a cin­que stelle; ca­pa­cità di or­ga­niz­za­zione; pre­ce­dente espe­rienza di pia­ni­fi­ca­zione dei menu; fles­si­bi­lità e spi­rito di ini­zia­tiva e, da ul­timo, “una vera pas­sione per il cibo”. Il sa­la­rio del sous chef non viene reso noto: “Trat­ta­bile, a se­conda dell’esperienza”. Quello del demi chef de par­tie, in­vece, è pari a 15.250 ster­line l’anno (circa 18mila euro), esclusi i be­ne­fit.
 
In­fine, sem­pre per Buc­kin­gham pa­lace, si cerca an­che un as­si­stente della sala da tè e caffè. “En­tre­rete a far parte del gruppo che si oc­cupa di si­ste­mare i vas­soi per il tè, il caffè e la co­la­zione — spiega l’annuncio — Do­vrete ac­cer­tarvi che i vas­soi siano ac­com­pa­gnati in ma­niera cor­retta da bic­chieri e dalla por­cel­lana, e che il cibo e le be­vande siano pre­sen­tate se­condo gli stan­dard più ele­vati”. Lo sti­pen­dio, per que­sta ca­rica, è di 13.932 ster­line l’anno (circa 16.400 euro).
 
Tutti gli aspi­ranti im­pie­gati di uno dei pa­lazzi reali più fa­mosi nel mondo do­vranno su­pe­rare un ri­gido scree­ning della fe­dina pe­nale. In­di­spen­sa­bile, inol­tre, sot­to­porsi ad una vi­sita me­dica e for­nire delle re­fe­renze, che sa­ranno con­tat­tate prima di ogni even­tuale as­sun­zione.
 
I be­ne­fit non man­cano: in al­cuni casi, in­fatti, viene of­ferto un al­log­gio (sca­lato dallo sti­pen­dio) nella città di Lon­dra; l’adesione al pro­gramma pen­sio­ni­stico della casa reale; 25 giorni di fe­rie (au­men­tati a 30 dopo 10 anni di ser­vi­zio); un pranzo gra­tuito al giorno, a Buc­kin­gham pa­lace; sconti in tutte le case reali e nei ne­gozi di gad­get della Royal Col­lec­tion; pos­si­bi­lità di en­trare a far parte di club spor­tivi reali. (M. Pasqua)

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11 Commenti fino adesso, aggiungi il tuo.

1 Il 11 dicembre 2008 alle 19:19 Francesco ha scritto:

De­si­dero se è pos­si­bile la­vo­rare per la Re­gina
d?Inghilterra, sa­rebbe per me un onore.

Cor­diali sa­luti Francesco

2 Il 11 dicembre 2008 alle 19:46 Massimo ha scritto:

Deve fare ri­chie­sta e man­dare il suo cur­ri­cu­lum di­ret­ta­mente al sito della re­gina o a Buc­kin­gham Palace.

3 Il 13 dicembre 2008 alle 02:06 gluca ha scritto:

ma per­chè avete messo la foto della sta­tua di cera della re­gina? bah…

4 Il 13 dicembre 2008 alle 16:02 carlo.gregoli ha scritto:

ciao sono un cuoco si­ci­liano con cu­cina ita­liana me­de­ter­ran­nea base di pe­sce e carne e primi e se­condi piatti e an­ti­spa­sti.
io non una per­sona se­ria non fu­ma­tore e non be­ve­tore
co­no­scenza li­gua te­de­sco fran­cese e spa­gnolo e poco inglese.cerco il la­voro con vitto e al­log­gio
tel 3296152845
distni sa­luti
gre­goli carlo
chef di cucina

5 Il 13 dicembre 2008 alle 17:34 Massimo ha scritto:

Non ab­biamo tro­vato una fo­to­gra­fia in pelle e ossa, e poi… non credi ci sia poca differenza?

6 Il 28 settembre 2009 alle 14:12 vito ha scritto:

sono un ra­gazzo che vuole fare espe­rienza nel campo la­vo­ra­tivo in in­ghil­terra per­che io fre­quento il se­condo alberghiero

7 Il 19 gennaio 2010 alle 13:38 giuseppe gugliotta ha scritto:

salve sono un ri­sto­ra­tore si­ci­liano ‚sono di­spo­ni­bile a qua­lun­que of­ferta di la­voro per la regina,sono di­spo­ni­bile anke a pro­porre cene si­ci­liane o cu­cina me­di­ter­ra­nea.
ot­timi re­qui­siti
saluti

8 Il 7 febbraio 2010 alle 20:57 francesco ha scritto:

Salve sono una per­sona che ha 6o anni ha l fre­quenza dell’istituto al­ber­ghiero sono molto pra­tico di ri­ce­vi­menti sono stato di­ri­gente di una so­cieta’ fran­cese di ri­sto­ra­zione ho ge­stito due al­ber­ghi vor­rei es­sere con­tat­tato per po­ter ser­vire la Regina

9 Il 24 marzo 2010 alle 21:17 marco ha scritto:

cerco la­voro.
con­tat­ta­temi al 00393396918258.
abito a firenze(toscana)
sono un cuoco ec­cez­zio­nale e ho molta esperienza.

10 Il 1 aprile 2010 alle 19:33 antonio ha scritto:

pro­va­temi e non ve né pentirete.

11 Il 19 maggio 2010 alle 01:13 Marco frigo ha scritto:

Mi chiamo Marco Frigo, ho 45 anni, e la mia grande pas­sione è sem­pre stata la cu­cina.
Nato e vis­suto nel cen­tro di Bre­scia, ho co­min­ciato a de­di­carmi co­stan­te­mente alla cu­li­na­ria al ter­mine dei miei studi (medio-​​superiori), quando ho in­trav­vi­sto la pos­si­bi­lità di tra­sfor­mare in la­voro quello che per me era stato fino ad al­lora solo un grande in­te­resse.
Le espe­rienze e le scelte la­vo­ra­tive che si sono sus­se­guite ini­zial­mente , sono state per­lop­più det­tate dal mio de­si­de­rio di cre­scita pro­fes­sio­nale. Per es­sere sin­cero, devo am­met­tere che non sem­pre all‘inizio ho ri­ce­vuto re­tri­bu­zioni real­mente rap­por­tate al mio im­pe­gno, ma ri­guar­dando all‘ormai re­moto pas­sato, oggi posso solo ri­te­nermi molto for­tu­nato nell‘aver sa­puto co­gliere que­ste op­por­tu­nitá di espe­rienza al fianco di grandi per­so­naggi che hanno sa­puto in­cul­carmi va­lori e co­no­scenze in­di­spen­sa­bili al fine di non ca­dere suc­ces­si­va­mente nella me­dio­critá del quo­ti­diano ope­ra­tivo e che so­prat­tutto , mi hanno evi­tato di espormi al ri­schio di la­sciar af­fie­vo­lire o peg­gio an­cora ter­mi­nare que­sto mio grande amore per la mia at­ti­vità.
Adoro po­termi espri­mere uti­liz­zando esclu­si­va­mente in­gre­dienti fre­schi che pos­si­bil­mente siano il me­glio di quanto re­pe­ri­bile sul mer­cato e so­prat­tutto, evi­tare pro­cessi di conservazio-​​né che pos­sano smi­nuire il va­lore di quanto ho pre­pa­rato: in pra­tica, idea­lizzo una cu­cina dalla quale non possa uscire un solo piatto che io stesso non man­ge­rei con buona sod­di­sfa­zione. Il piatto ser­vito al cliente, nell‘ambito di quanto ma­te­rial­mente pos­si­bile, non do­vrebbe mai pre­sen­tare dif­fe­renza al­cuna da quello pre­pa­rato per es­sere con­su­mato dal pro­prie­ta­rio, dallo chef o dallo staff di cu­cina. È as­so­lu­ta­mente im­pen­sa­bile che Il ri­torno eco­no­mico de­si­de­rato da un ri­sto­rante possa in­fluen­zare i li­velli di qua­lità dei piatti ven­duti smi­nuen­done il loro po­te­ziale va­lore: I casi nei quali pos­siamo os­ser­vare uma di­na­mica con­tra­ria, sono esat­ta­mente gli stessi che, nel medio-​​lungo pe­riodo, sono co­mun­que de­sti­nati all‘insuccesso.
At­tual­mente, da circa una doz­zina di anni, vivo a Ca­noa Que­brada, nel li­to­rale Nord-​​est del Bra­sile, dove ho co­struito al­cuni cot­ti­ges an­ti­stanti Il mare, uti­liz­zati da globe-​​trotters di pas-​​saggio in que­sta bel­lis­sima spiag­gia. Da al­lora I miei viaggi sono dra­sti­ca­mente di­mi­nuiti e le mie espe­rienze pro­fes­sio­nali di set­tore, si sono tra­sfor­mate quasi esclu­si­va­mente in con­tratti a breve-​​medio ter­mine, con fun­zione di mar­ke­ting con­sul­tant allo start di strut­ture di re­cente aper­tura o ria­per­tura. Per dirla più sem­pli­ce­mente, re­cen­te­mente mi sono tro­vato ad occu-​​parmi quasi con esclu­si­vità dello stu­dio del mer­cato della ri­sto­ra­zione nelle aree di in­te­resse, delle più sva­riate ana­lisi del tar­get di ri­fe­ri­mento, del menù da porre in es­sere e della organiz-​​zazione, co­stru­zione o ri­forma della cu­cina in re­la­zione all‘ergonimia pra­ti­ca­bile, ed an­cora e so­pra­tutto, del pe­ríodo di train­ning del per­so­nale di cu­cina (in al­cuni casi an­che per quello di sala), cer­cando di creare un si­stema di ro­ta­zione di in­ca­ri­chi al fine di evi­tare che qual­cuno tra lo staff viva la non in­co­mune sen­sa­zine di in­so­sti­tui­bi­lità.
La mia espe­rienza ac­qui­sita non è as­so­lu­ta­mente ido­nea per l‘organizzazione di ri­sto­ranti, mense o self-​​service fi­na­liz­zati alla grande pro­du­zione: ho po­tuto os­ser­vare in­vece mi­gliori ri­sul­tati nell‘ambito della or­ga­niz­za­zione o rior­ga­niz­za­zione del set­tore ga­stro­no­mico di alber-​​ghi di medio-​​piccole di­men­sioni, bed & break­fast, pubs, gastro-​​pub e ri­sto­ranti di medio-​​alto li­vello (ma di medio-​​piccole di­men­sioni), case pri­vate, im­prese di ca­te­ring e pic­cole cu­cine di bordo.
Sono to­tal­mente li­bero da vin­coli sen­ti­men­tali o fa­mi­liari di qua­lun­que tipo e la mia di­spo­ni­bi­lità a tra­sfe­ri­menti è da con­si­de­rarsi pra­ti­ca­mente il­li­mi­tata. Parlo, leggo e scrivo in modo ac­cet­ta­bille Il Por­to­ghese, Il Fran­cese e l‘Inglese e, di­pen­dendo dalle con­di­zioni ope­ra­tive che vengo a tro­vare, la mia di­spo­ni­bi­litá pro­fes­sio­nale può tran­qil­la­mente con­si­de­rarsi an­che per tempo in­de­ter­mi­nato.
In Bra­sile ho uma bella strut­tura au­to­suf­fi­ciente nella quale at­tual­mente vivo e cu­cino solo a li­vello hob­bi­stico per al­cuni amici ed ospiti, ma il de­si­de­rio di non met­tere ule­riori ra­dici si man­tiene co­mun­que co­stan­te­mente vivo, esat­ta­mente come la mia ne­ces­sità di ap­par­te­nenza or­ga­niz­za­tiva e crea­tiva all´interno di un team af­fia­tato di cu­cina.
Ri­cordo che da bam­bino, mi pro­po­nevo con una in­si­stenza ve­ra­mente sur­reale per aiu­tare la do­me­stica ai for­nelli, e ri­cordo che quando mi tro­vavo al ri­sto­rante com i miei ge­ni­tori, appe-​​na po­tevo scap­pavo tra una por­tata e l‘altra per am­mi­rare quanto ac­ca­deva in cu­cina. Le per­sone che os­ser­vavo, an­che se spesso gri­da­vano ap­pa­ren­te­mente li­ti­gando tra di loro, ri­con­fer­ma­vano la loro in­di­scu­ti­bile ap­par­te­nenza ad un gruppo ben di­stinto, reso tale dalle loro co­muni co­no­scenze nella pre­pa­ra­zione dei piatti, ed Il ca­lore, i va­pori ed i pro­fumi più sva­riati erano la cor­nice che im­pre­zio­siva que­sto con­te­sto ma­gico che tanto mi af­fa­sci­nava e che an­cora oggi, tanto mi af­fa­scina, in­di­pen­den­te­mente dal fatto mi possa av­va­lere di una ot­tima al­ter­na­tiva oc­cu­pa­zio­nale, di mag­giore pra­ti­cità e mi­nore im­pe­gno fisico-​​mentale. Ov­via con­se­quenza di que­sto mio ap­pa­rente sta­tus di pri­vi­le­gio, è che pur­troppo il ri­schio di ar­ru­gi­nire la mia di­spo­ni­bi­lità e crea­ti­vità con­ti­nua molto ele­vato: da parte mia urge dra­stica ini­zia­tiva di con­se­guenza. È inopinabile.

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