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“Sa­lu­me­ria Rosi” di Par­ma­cotto a New York

salumeriarosi

A New York il pas­sa­pa­rola ha già at­ti­rato il mi­lieu della crea­ti­vità fa­shion, ar­ti­stica e ci­ne­ma­to­gra­fica in Am­ster­dam Ave­nue dove (al 283 tra la 72 e la 73) il 25 set­tem­bre è stata inau­gu­rata la prima “Sa­lu­me­ria Rosi” di Par­ma­cotto. Un fe­lice mix tra ne­go­zio e ri­sto­rante, che ha por­tato nella Grande Mela il me­glio del made in Italy. A co­min­ciare dall’allestimento fir­mato da Dante Fer­retti — lo sce­no­grafo pre­di­letto da Fe­de­rico Fel­lini e Mar­tin Scor­sese e pre­miato con due Oscar a Hol­ly­wood per The Avia­tor di Scor­sese (nel 2005) e Swee­ney Todd di Tim Bur­ton nel (2008) — che il pre­si­dente di Par­ma­cotto, Marco Rosi, ha vo­luto coin­vol­gere nell’avventura. «Tutto quello che è nuovo mi in­te­ressa. Sono una per­sona cu­riosa — dice Fer­retti — e che ama la sfida: ci­men­tarmi con l’ideazione di una sce­no­gra­fia non ci­ne­ma­to­gra­fica cer­ta­mente lo è stata. Quello che ha ac­co­mu­nato que­sto pro­getto con il mio la­voro di sem­pre è stato il de­si­de­rio di rea­liz­zare qual­cosa che po­tesse ar­ri­vare al pub­blico e la­sciare il se­gno». L’inedita sce­no­gra­fia si ispira alla stiva di una nave, «per­ché è con que­sto mezzo di tra­sporto che ar­ri­vano in Ame­rica le spe­cia­lità ita­liane. Dun­que — spiega il grande sce­no­grafo — l’apertura della sa­lu­me­ria Rosi può es­sere letta come l’arrivo, o me­glio, lo sbarco a New York dei pro­dotti di qua­lità fir­mati Par­ma­cotto». E non solo: nella Sa­lu­me­ria Rosi, tra co­lonne di ac­ciaio, li­stoni di le­gno e pa­reti a spec­chio dove “gal­leg­gia” una grande Ita­lia rea­liz­zata in stile “ar­cim­bol­diano”, tro­vano po­sto le ec­cel­lenze dell’enogastronomia tri­co­lore. A Ce­sare Ca­sella, chef to­scano ap­pro­dato ne­gli Sta­tes nel 1993, por­ta­ban­diera della ga­stro­no­mia ita­liana a New York e co­no­sci­tore dello spo­tlight new­yor­kese, è stato in­vece af­fi­dato il com­pito di cu­rare l’ambientazione dei pro­dotti e i menu. «L’idea di aprire una sa­lu­me­ria­ri­sto­rante nel cuore di New York — rac­conta Ca­sella — è nata tempo fa al ta­volo di un ri­sto­rante della Grande Mela. All’inizio non sa­pevo che Marco Rosi fosse mi­ster Par­ma­cotto. L’ho sco­perto alla fine della cena, dopo aver chiac­chie­rato e con­di­viso idee e pro­getti». Oggi che il ne­go­zio­ri­sto­rante è di­ven­tato una realtà il noto chef com­menta: «I sa­peri eno­ga­stro­no­mici ter­ri­to­riali che in­ten­diamo far co­no­scere sono da con­si­de­rarsi, a tutti gli ef­fetti beni cul­tu­rali e ele­menti fon­danti della sto­ria del no­stro Paese». Di que­sta cul­tura il grande chef né ha fatto una vera e pro­pria scuola o, per me­glio dire, un’ Ac­ca­de­mia: l’Italian Cu­li­nary Ac­ca­demy, di cui oggi è il pre­side. Con l’apertura della Sa­lu­me­ria Rosi, il gruppo con­so­lida la sua pre­senza ne­gli Stati Uniti dove ha messo ra­dici da­gli anni No­vanta at­tra­verso la so­cietà Par­ma­cotto Ame­rica Inc, ba­sata in Con­nec­ti­cut, che si oc­cupa della com­mer­cia­liz­za­zione e della di­stri­bu­zione at­tra­verso una rete di bro­ker e di­stri­bu­tori spe­cia­liz­zati in pro­dotti di alta qua­lità. «Il nuovo pro­getto — spiega Ales­san­dro Rosi, fi­glio di Marco e am­mi­ni­stra­tore de­le­gato del gruppo — per­met­terà al no­stro mar­chio di raf­for­zarsi in un mer­cato molto ri­cet­tivo, e verso il quale nell’esercizio 2007 ab­biamo rad­dop­piato il vo­lume delle espor­ta­zioni ri­spetto al 2006». Una per­for­mance che ha por­tato gli Usa a rap­pre­sen­tare il 4 per cento del fat­tu­rato glo­bale di Par­ma­cotto. Per­cen­tuale de­sti­nata a sa­lire in ma­niera sen­si­bile, sulla scorta dei pro­getti di espan­sione che il gruppo ha in can­tiere sul ter­ri­to­rio a stelle e stri­sce. «Nei no­stri piani di svi­luppo — an­ti­cipa Ales­san­dro Rosi — con­tiamo di aprire da qui al 2010 al­tri quat­tro ne­go­zi­ri­sto­rante con l’insegna “Sa­lu­me­ria Rosi”, sem­pre a Ma­n­hat­tan, con un in­ve­sti­mento pre­vi­sto di circa 5 mi­lioni di euro». Con­vinti che il made in Italy in ge­ne­rale e quello ali­men­tare in par­ti­co­lare, no­no­stante con­giun­ture sfa­vo­re­voli e re­ces­sioni «re­sti un va­lore ag­giunto e una realtà di mar­ke­ting di alta qua­lità che non teme con­fronti e su cui vale si­cu­ra­mente la pena di con­ti­nuare a la­vo­rare», Marco e Ales­san­dro Rosi hanno nel cas­setto un al­tro pro­getto im­por­tante: dare vita a uno sta­bi­li­mento pro­dut­tivo ne­gli Stati Uniti. E’ pur vero che poi i pro­dotti sa­ranno made in Usa, ma sa­ranno creati con ma­te­rie prime e know how made in Italy. (M. Gab­biano)
 
Sa­lu­me­ria Rosi 283 Am­ster­dam Ave., New York, NY 10023
 
nr. 73rd St. 212−877−4800

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1 Il 21 febbraio 2010 alle 16:09 gina zanasi ha scritto:

Spett.le Sa­lu­me­ria Rosi
mia fi­glia Alice si spo­serà a mag­gio, ad ago­sto ver­ranno ne­gli Sta­tes per il viag­gio di nozze “cost to cost” fa­cendo tappa a New York qual­che giorno, sa­reb­bero fe­lici di vi­si­tare la Vs.Salumeria: Es­sendo Alice bra­vis­sima e molto crea­tiva in cucina,vorrebbe toc­care con mano le realtà emi­liane tra­piante ol­tre oceano. Se gen­til­mente mi pro­cu­ra­ste qual­che punto di ri­fe­ri­mento o per­sone al quale rivolgersi,serei grata per la gen­ti­lezza. Porgo di­stinti sa­luti Gina Zanasi

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