Dieta Mediterranea come patrimonio Unesco
I delegati permanenti presso l’Unesco di Spagna, Italia, Grecia e Marocco hanno presentato oggi, a Parigi, il documento finale per la candidatura della Dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. I quattro Paesi, come si legge in una nota del ministero dell’agricoltura spagnolo (Mapa), dovranno attendere ora il periodo di valutazione della candidatura, nell’ambito dell’Unesco, che dovrebbe rispondere nel secondo semestre del 2009. I quattro Paesi hanno redatto un documento con cui spiegano gli aspetti culturali, storici, produttivi e paesaggistici, alimentari e sociali che giustificano il riconoscimento da parte dell’Unesco. “La Dieta mediterranea - afferma il ministro italiano per le Politiche agricole, Luca Zaia - è un patrimonio culturale immateriale che ha una lunga tradizione, vivo e in continua evoluzione, condiviso da tutti i Paesi del Mediterraneo, che incorpora, saperi, sapori, elaborazioni, prodotti alimentari, coltivazioni e spazi sociali legati al territorio”. L’iscrizione alla lista dell’Unesco consentirà a ogni Stato che ha partecipato al progetto di valorizzare e mettere in atto misure di salvaguardia che consentiranno di tenere vive le tradizioni agricole e alimentari dei rispettivi territori. Nel dettaglio, entro la metà di gennaio, l’Unesco verificherà la regolarità e completezza della documentazione. Tra maggio e giugno 2009, un comitato di valutazione stabilirà se la Dieta mediterranea può essere considerato un bene culturale immateriale e invierà il parere all’Unesco che dovrà deliberare entro settembre 2009. Gli Stati hanno a disposizione questo periodo, spiega il ministero italiano, per individuare modi e forme di sostegno alla candidatura stessa. Il riconoscimento della Dieta italiana nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco è una grande opportunità per la nostra agricoltura - conclude Zaia - e rappresenterebbe un ulteriore riconoscimento al Made in Italy e alla qualità dei prodotti dell’agroalimentare italiano”.