Mangiare Baobab per salvare l’Africa

Il baobab in Europa per salvare l’Africa. La decisione è della Commissione europea: via libera all’immissione del frutto nel mercato europeo, con l’obiettivo di contribuire al processo di sviluppo del Continente nero.
Una ricerca inglese del Natural Resources Insitute del 2007 ha calcolato che la raccolta del baobab potrebbe generare più di un miliardo di fatturato commerciale in un anno e dare lavoro a 2,5 milioni di famiglie. Per secoli le popolazioni africane hanno sfruttato le proprietà rigeneranti del baobab, ricco di vitamine, per combattere la disidratazione, e, come rimedio medico, contro la febbre e la diarrea. Il frutto del baobab viene usato anche dai bambini africani per combattere la fame. Presso molte popolazioni vi è la credenza che nel frutto si celino le anime degli antenati.
I Baobab sono alberi caducifogli con grandi tronchi, che raggiungono altezze tra i 5 e i 25 m (eccezionalmente 30 m); il diametro del tronco può raggiungere i 7 m (eccezionalmente 11 m). Sono famosi per la loro capacità d’immagazzinamento d’acqua all’interno del tronco rigonfio, che riesce a contenere fino 120.000 litri d’acqua per resistere alle dure condizioni di siccità di alcune regioni. I rami, disposti a raggiera alla sommità dei tronchi, sono del tutto spogli durante la stagione secca. La chioma si riempie, per pochi mesi all’anno, di foglie composte palmate. Nell’epoca, temporalmente molto limitata, della fioritura esibiscono grandi fiori molto odorosi, che si schiudono la notte. Producono frutti ovoidali con un pericarpo commestibile e un grosso seme reniforme.
Le foglie sono usate come vegetale commestibile in tutte le aree di distribuzione del continente africano, compresi il Malawi, lo Zimbabwe e il Sahel. Sono mangiate sia fresche che sotto forma di polvere secca. In Nigeria, le foglie sono localmente note come kuka, e sono usate per produrre la zuppa di kuka.
La polpa secca del frutto, dopo la separazione tra i semi e le fibre, viene direttamente mangiata o mescolata nel porridge o nel latte.
I semi sono usati principalmente come addensante per le zuppe, ma possono anche essere fermentati in condimenti, arrostiti per un consumo diretto, o tritati per estrarre olio vegetale. L’albero è anche una fonte di fibre, tinture e carburante.