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Il basilico che combatte l’invecchiamento

Nel basilico è custodito il segreto per combattere l’invecchiamento. Secondo una ricerca condotta da Vaibhav Shinde del Poona College of Pharmacy, Maharashtra, India e presentata alla Britsh Pharmaceutical Conference conclusosi oggi a Manchester, il basilico (Ocinum sanctum) combatterebbe i radicali liberi ed avrebbe, quindi, un effetto antinvecchiamento. Il basilico, secondo la ricerca che è già stata pubblicata sul Journal of Pharmacy and Pharmacology (JPP), erba aromatica molto usata in cucina e anticamente, in India e in altri regioni dell’Asia, veniva utilizzato come rimedio per ringiovanire, per conservare la bellezza e la salute fisica e mentale. In studi precedenti ricercatori farmaceutici avevano già scoperto che l’estratto di basilico aveva proprietà antiossidanti e in grado di proteggere il cuore, il fegato e il cervello dagli attacchi dei radicali liberi . “Lo studio - ha dichiarato Scinde - conferma le proprietà dell’erba che agisce a livello cellulare e convalida l’uso di questa sostanza per mantenersi giovani e nella medicina tradizionale Ayurvedica”
Il basilico (Ocimum basilicum) è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Lamiaceae (o Labiate), coltivata come pianta aromatica ed utilizzata in cucina per la realizzazione di svariati condimenti. Vive in zone della macchia mediterranea.
In Francia è chiamato anche herbe royale (erba reale) o pistou.
Il basilico è considerato a tutti gli effetti una pianta dalle proprietà medicinali e - secondo quanto sostenuto anche da Plinio il Vecchio in alcuni suoi scritti - sarebbero ad esso da attribuire poteri afrodisiaci.
Il basilico è originario dell’Asia tropicale: probabilmente fu coltivato inizialmente in Iran o in India e giunse attraverso il Medio Oriente in Europa, particolarmente in Italia e nel sud della Francia attorno al XV secolo; successivamente, nel XVII secolo iniziò ad essere coltivato anche in Inghilterra e, con le prime spedizioni migratorie, nelle Americhe.
La sua etimologia deriva al termine di lingua greca βαζιλιχων (basilikon = pianta reale) da cui basileus, re, e - in latino - basilicum, reale, per la grande rilevanza conferita a questa erba.
Il basilico è una pianta erbacea annuale con foglie ovali lanceolate di 2-5 centimetri di lunghezza. Il colore delle foglie varia dal verde pallido al verde intenso, oppure è viola o porpora in alcune varietà.
La specie è spontanea in Africa e in India; in Italia è coltivata come annuale.
Gli antichi egizi utilizzavano il basilico per le offerte sacrificali.
I Galli coltivavano il basilico a luglio/agosto finché è in fiore. I raccoglitori di questa pianta sacra dovevano sottoporsi a rigidi rituali di purificazione: lavarsi la mano con cui si doveva raccogliere nell’acqua di tre sorgenti diverse, rivestirsi di abiti puliti, tenersi a distanza dalle persone impure (ad esempio, le donne durante il periodo delle mestruazioni) e non utilizzare attrezzi in metallo per tagliare i fusti.
Il basilico era considerato una pianta sacra in quanto lo si riteneva capace di guarire le ferite, soprattutto quelle di archibugio; era quindi un ingrediente dell’acqua rossa vulneraria.
Elisabetta da Messina, eroina del Decamerone di Boccaccio, seppellì la testa del suo amante in un vaso di basilico annaffiandolo con le sue lacrime.
Alcune varietà:
Basilico a piccole foglie, Ocimum minimum, dal gusto che ricorda il limone, diffuso nei mercati, il suo profumo intenso è perfetto per la cucina (soupe au pistou, salse).
Basilico a grandi foglie, può arrivare a 10 cm, ha un aroma di gelsomino, di liquirizia e di limone.
Basilico porpora, con foglie decorative di color porpora e fiori rosa pallido, ha un aroma dolce ed un po’ piccante, si può usare nelle insalate.
Basilico tailandese, l’aroma delle sue foglie ricorda la menta e il chiodo di garofano, e si utilizza con i frutti di mare e nelle minestre esotiche.
Il basilico necessita di un clima caldo e soleggiato, mediterraneo o tropicale. Si può coltivare anche in paesi temperati, sia in vaso che in piena terra.
Necessita di almeno cinque ore d’insolazione quotidiana; luglio-agosto è il periodo migliore per la raccolta delle sue foglie da conservare poi in congelatore per i mesi successivi.
Attenzione: il basilico soffre il freddo e non resiste se la temperatura scende al di sotto di 10 °C.
Preferisce un suolo fresco e ben drenato e una esposizione riparata.
Le piante di Basilico vanno regolarmente cimate, vale a dire vanno asportati gli apici vegetativi ed i fiori che man mano si formano questo sia per consentire una crescita più rigogliosa sia per allungare il ciclo di vita che terminerebbe con la fioritura e la conseguente fruttificazione.
La propagazione si ottiene per semina in primavera, verso marzo-aprile. In un clima temperato, la semina va fatta in serra o in vasi mantenuti ad una temperatura di circa 20 °C. Il trapianto in piena terra si può fare quando la temperatura si è sufficientemente alzata e non c’è più pericolo di gelate notturne, quindi tra aprile e maggio a seconda del clima locale.
Un mazzetto di basilico in cucina, pronto per confezionare il saporito pesto, la salsa ligure per antonomàsia. La varietà DOP del basilico genovese è particolarmente indicata per confezionare il caratteristico pesto, il tipico condimento di Genova a base di basilico triturato e mescolato olio di oliva, aglio, sale e pecorino sardo stagionato. Alcuni autori preferiscono unire al pecorino sardo il formaggio grana in parti eguali (uno dei simboli della cucina italiana), con il quale si possono condire svariati tipi di paste asciutte, ma anche tartine e focacce; due ingredienti facoltativi del pesto genovese sono i pinoli ed i gherigli di noce, in alternativa od associati. Va ricordato che il “PESTO” va preparato con tutti questi ingredienti a freddo, “pestandoli” con pestello d’ulivo in mortaio di marmo bianco di Carrara.
Come erba aromatica fresca si usa nelle insalate, con i pomodori ben maturi, le zucchine, l’aglio, i frutti di mare, il pesce (triglia), le uova strapazzate, il pollo, il coniglio, l’anatra, le insalate di riso, la pasta e le salse (nella vinaigrette, con il limone, o con l’olio d’oliva).
Si utilizza preferibilmente crudo perché non tollera le lunghe cotture che ne attenuano il profumo.
Nelle pietanze calde, va aggiunto appena prima di servirle per conservare un sapore vivo e fresco.
Il basilico è difficile da abbinare ad altre erbe aromatiche, tra cui il prezzemolo, il timo e il rosmarino.
In frigorifero si può conservare al massimo per due giorni, bene avvolto in un canovaccio da cucina.
Secco perde completamente il suo profumo, conviene piuttosto congelarlo.
Lo si può pestare in un mortaio per rompere le cellule che contengono l’olio essenziale e per liberare meglio l’aroma.
Il basilico si trova commercializzato in mazzetti, che all’acquisto devono essere turgidi e verdi; può essere anche acquistato in vaso, cosa che ne permette l’utilizzo fino all’autunno.
Il suo olio essenziale è utilizzato per la preparazione di profumi e liquori; dalla distillazione della pianta fresca si ottiene un’essenza contenente eucaliptolo ed eugenolo.
In India, il basilico è una pianta sacra e non si può utilizzare nell’alimentazione.
Per la salute come pianta medicinale :
le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare degli infusi che hanno azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica. Utilizzato contro l’indigestione e come vermifugo.

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1 Il 10 Settembre 2008 alle 10:17 pm Meristemi ha scritto:

Una piccola (grande) puntualizzazione botanica: il basilico indiano di cui si parla qui (Ocimum sanctum) è una specie diversa dal “nostro” basilico mediterraneo (Ocimum basilicum). Diverse le differenze anche nell’aroma e nella composizione chimica oltre che, naturalmente, nelle proprietà antiossidanti.

In termini strettamente scientifici praticamente ogni estratto vegetale ha azione antiossidante, tutto dipende dall’intensità dell’azione.

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