Nulla, la rivoluzionaria bicicletta

Anche gli chef, spesso, vanno al lavoro in biciletta, non essendo tutti divi della Tv, ma questo prototipo di nome Nulla Bike è una di quelle bicicletta che davvero ci piacerebbe possedere, poco simile ad una bicicletta normale, ma, come suggerisce il nome stesso, non ha raggi, non ha catena, non ha fili e gommini per i freni, insomma è proprio Nulla.
Il suo design è sicuramente molto elegante ed innovativo ma, come sottolineato dal suo creatore, Nulla Bike è un prodotto forse più adatto agli amanti del design che agli appassionati di ciclismo.
Non ci sono molte informazioni per quanto riguarda il carattere tecnico della bicicletta ma probabilmente sarà difficile raggiungere certi livelli di performance….però l’effetto estetico è davvero notevole. È nata dalla fantasia e dalla matita di Bradford Waugh, pare che vedrà la sua realizzazione e vendita durante l’anno 2009.
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A me è piaciuta molto,per suo aspetto cosi innovativo
la trovo molto elegante e sportiva nello stesso momento
se fosse accessibile alla mia tasca la comprerei subito.
salve, devo ammettere con molto piacere che qualcuno è riuscito in quella che èra una mia idea di sviluppo mai portata a termine.
Il concetto di ruota senza mozzo mi ha portato a compiere numerose ricerche in tale ambito da cui è emerso che sono state tante le persone che si sono dedicate con molto successo progettuale ma scarsi guadagni commerciali intorno a questo sviluppo delle ruote.
Basta pensare alle ruote di Franco Sbarro da cui prendono in nome per quanto riguarda il settore motociclistico utilizzando sottili cuscinetti di grande diametro al posto dei mozzi gia da una ventina d’anni presente sul mercato ciclistico.
In merito alla NULLA osservando le foto posso capire che il cerchio sia posteriore che anteriore presenta delle gole visibili sulle fasce esterne che mi portano a pensare a dei cuscinetti almeno 4 per ruota( interni non visibili )che né sostengono il peso del telaio e del ciclista in concomitanza con le ruotelline scanalate ben visibili poste a contatto interno del cerchio che né permettono la stabilita radiale ed il bloccaggio nel telaio e nella forcella permettendo la rotazione, in parole povere sopperiscono alla mancanza del perno della ruota.
Il cerchio è in alluminio con molta probabilita lavorato dal pieno con macchine a controllo numericomentre il copertone è commercile.
Il telaio e in materiale plastico con una probabile anima in metallo al suo interno in alluminio suppongo.
La trasmissione con molta probabilità e a cardano ovvero un’albero alle cui due estremita ha due ruote coniche dentate da cui una riceve il moto dalla corona interna realizzata con lo stesso principio delle ruote, l’altra direttamente trasmette il moto al cerchio posteriore ben visibile in foto.
Bubito l’esistenza del cambio di velocita cosi come dei freni.
La frenata avviene riducendo la pedalata.
Tutto sommato è una bella realizazione avveniristica e dal designe originale.
Resto perplesso sulla sua efficienza e prestazione il mozzo e i raggi servono per tenere sempre il cerchio in tiro e perfettamente circolare, qui venendo a mancare del tutto la vedo dura per un ciclista con peso superiore ai 65Kg.
Nonostante tutto apprezzo l’idea e la progettazione..chissa se riuscirò mai a portare a termine la mia idea, dopo quanto ho visto mi si è riaccesa la lampadina!!
Complimenti a Bradford Waugh!!!