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Oste­ria l’Intrepido di Mi­lano di Ro­bin Goldstein

robin-goldstein

For­chette stelle e bic­chieri d’oro. Oggi ad inu­mi­dire le pa­pille gu­sta­tive dei clienti non è più quell’odorino d’arrosto che esce dalla cu­cina del ri­sto­rante ma la quan­tità di ri­co­no­sci­menti e premi che le guide spe­cia­li­sti­che as­se­gnano al lo­cale. At­ten­zione però, siamo sem­pre stati con­vinti che non è tutto oro quel che luc­cica, pro­prio come in­se­gna la sto­ria di Ro­bin Gold­stein che an­diamo a rac­con­tarvi.
 
Scrit­tore ed esperto di vini, Gold­stein si è finto pro­prie­ta­rio di un lo­cale di Mi­lano, l’Oste­ria l’Intrepido, l’ha pub­bli­ciz­zata sul web con un finto sito, ha in­ven­tato un menu e una carta dei vini ed è riu­scito così ad ag­giu­di­carsi il pre­sti­gioso Award of Ex­cel­lence as­se­gnato dalla bib­bia delle ri­vi­ste di vini, Wine Spec­ta­tor, ai ri­sto­ranti con le mi­gliori can­tine al mondo.
 
“Dopo avere scritto il mio primo li­bro de­di­cato ai vini, ho de­ciso di sco­prire come il ma­ga­zine Wine Spec­ta­tor as­se­gnava i suoi premi di ec­cel­lenza ai mi­gliori ri­sto­ranti”, spiega lo scrit­tore. “Così, come in­te­gra­zione di una più am­pia ri­cerca ac­ca­de­mica su­gli stan­dard dei premi eno­lo­gici alla quale sto la­vo­rando, ho de­ciso di com­pi­lare una do­manda per l’assegnazione dell’Award da parte del Wine Spec­ta­tor”.
 
Ha così ini­zio il grande bluff di Gold­stein che si di­chiara pro­prie­ta­rio dell’Osteria l’Intrepido, un ri­sto­rante di Mi­lano in­ven­tato gio­cando sul nome di una se­rie di guide cu­li­na­rie. Ol­tre alla com­pi­la­zione della do­manda, in­via la ri­ce­vuta di pa­ga­mento della tassa di par­te­ci­pa­zione, pari a 250 dol­lari, una let­tera di pre­sen­ta­zione, una co­pia del menu del ri­sto­rante e una li­sta dei vini.
 
Per il menu l’Intrepido pro­pone una se­le­zione dei mi­gliori piatti della tra­di­zione ita­liana, ri­letti in chiave con­tem­po­ra­nea e con l’aggiunta di det­ta­gli alla moda. Si va dal cu­la­tello di Zi­bello al fois gras con brio­che e miele di ca­sta­gna, dall’uovo in ra­violo al ri­sotto con pan­cetta croc­cante, per con­clu­dere con il raf­fi­nato souf­flé di par­mi­giano reg­giano. E, nel ri­spetto delle con­sue­tu­dini dei ri­sto­ranti più gla­mour, i prezzi sono na­tu­ral­mente alti.
 
Ma è so­prat­tutto nella carta dei vini che Gold­stein dà il suo me­glio, in­ven­tando una se­le­zione ad hoc di rossi ita­liani scelti tra i peg­giori vini se­gna­lati pro­prio da Wine Spec­ta­tor. Così a suon di bot­ti­glie di Ama­rone del 1998, de­fi­nito “not clean”, di un “ag­gre­sive” Ba­rolo, di un “wrong” Ca­ber­net Sau­vi­gnon, e di tanti al­tri vini giu­di­cati me­dio­cri, una finta oste­ria, con un finto menu, si ag­giu­dica l’Award of Ex­cel­lence del Wine Spec­ta­tor.
 
L’assegnazione del pre­mio viene for­ma­liz­zata con la pub­bli­ca­zione sul nu­mero di ago­sto della ri­vi­sta car­ta­cea e su­bito dopo l’Intrepido viene in­se­rito nel da­ta­base del sito. Ma da qui scom­pare il 15 ago­sto, data nella quale Ro­bin Gold­stein pre­senta l’eccezionale ri­sul­tato della suo “grande bluff” al con­sueto mee­ting dell’America As­so­cia­tion of Wine Eco­no­mists te­nu­tosi a Por­tland.
 
“Na­tu­ral­mente è pre­oc­cu­pante che un ri­sto­rante ine­si­stente possa vin­cere un pre­mio di ec­cel­lenza — ha com­men­tato Gold­stein — ma è an­cora più pre­oc­cu­pante che il pre­mio non sem­bri af­fatto le­gato alla qua­lità delle li­ste vini dei pre­sunti ri­sto­ranti”. An­cor più grave poi che, no­no­stante i vini in­se­riti nella carta de l’Intrepido fos­sero stati giu­di­cati to­tal­mente me­dio­cri dallo stesso Wine Spec­ta­tor, il pre­mio sia stato ugual­mente as­se­gnato.
 
In­somma sem­bra pro­prio che il bu­si­ness del vino sia molto più in­te­res­sante della qua­lità del net­tare, so­prat­tutto per un co­losso del set­tore come Wine Spec­ta­tor che da que­sto giro di as­se­gna­zione premi sem­bra in­cas­sare qual­cosa come 1.100.000 dol­lari an­nui, (ogniuno dei 4.400 ri­sto­ranti paga 250 dol­lari). (B. Perilli)

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3 Commenti fino adesso, aggiungi il tuo.

1 Il 26 agosto 2008 alle 11:44 CASTELWINES ha scritto:

Non mi me­ra­vi­glio af­fatto di quello che è suc­cesso!!! Ci siamo di­men­ti­cati dello scan­dalo del Bru­nello??? Ma come al so­lito i ben pen­santi della carta stam­pata delle guide ma­gari a li­bro paga in­sab­bie­ranno tutto e tutto torna come prima se non peg­gio!
Per­so­nal­mente cerco di far ca­pire a con­su­ma­tori e ap­pas­sio­nati che le guide non sono e non de­vono es­sere “Van­geli” ma solo e do­vreb­bero es­sere delle guide, ov­vere dare delle in­di­ca­zioni ge­ne­rali ma non do­vreb­bero in­fluen­zare i con­su­ma­tori.
BASTA CON QUESTE AZIENDE SUPER BLASONATE CHE CI PRENDONO IN GIRO!!!!!!!

2 Il 4 settembre 2008 alle 12:42 gianfranco ha scritto:

pur­troppo il tutto è scritto dall’uomo, e come tale fa tante sciocchezze,in più lo cer­ti­fica ‚sono uno schef di cucina,e an­che nel no­stro set­tore scri­vono tante fes­se­rie che ba­ste­reb­bero meno della meta,prendendo in giro i consumatori

3 Il 27 ottobre 2008 alle 16:53 Marina LA POLDA ha scritto:

Vi­sto che un pre­mio lo ha COMUNQUE VINTO…perchè non aprirla DAVVERO l’Osteria l’Intrepido???
Ristoratori..pensateci!!!
Ma dai vi­viamo nell’era del paradosso!!!

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