Il gelato d’estate
La generale crisi economica non sembra aver colpito le vendite di gelato. Dopo un inizio di stagione un po’ in salita, il gran caldo di questi giorni ha fatto registrare - dicono produttori e associazioni di categoria - un sensibile aumento dei consumi, sia per il gelato artigianale sia per quello industriale. A piedi durante una passeggiata o tra le mura domestiche, gli italiani quest’estate non rinunceranno al piacere di un cono o di un gelato confezionato. Nel caso del gelato artigianale, uno studio dell’ Associazione Italiana Gelatieri ha registrato, per la primavera-estate 2008, un incremento del 7% rispetto alla scorsa primavera-estate, mentre saranno ben 10 milioni i chilogrammi di gelato industriale consumati per tutta la stagione. Il trend positivo del gelato artigianale è attribuibile a una serie di ragioni.
“Se in passato il gelato era visto soprattutto come un piacere - spiega il presidente dell’associazione Alberto Pica - oggi si può parlare di gelato-alimento, che sostituisce un pranzo o una cena. A far scegliere il gelato è anche la maggiore varietà, mediamente 70 gusti per ogni gelateria, a tal punto che si parla di ‘gelataio barman’, capace di creare nuovi gusti per i clienti”. Ma accanto a chi ama la produzione artigianale c’é anche un ampio numero di persone che predilige il gelato confezionato. L’Istituto del Gelato Italiano (IGI) stima che tra luglio e settembre saranno circa 25 milioni gli italiani che mangeranno il gelato 2 o 3 volte la settimana, mentre 10 milioni si concederanno tutti i giorni questo piacere. La fascia d’età più golosa è quella dei giovani tra i 14 e i 24 anni, con una media di consumo settimanale nel periodo estivo di poco superiore alle 3 porzioni (3.3 contro le 2 circa degli adulti), ma c’é anche un 19 % che lo consuma giornalmente.
“A giustificare il successo - spiega il presidente dell’Istituto, Giovanni Caldarone - oltre ai vantaggi dell’etichetta nutrizionale, è la praticità, la sicurezza e l’igiene garantiti dalla tecnologia del confezionamento. Ma pesano anche la facile reperibilità, una maggiore possibilità di scelta, da mega a micro porzioni, da stecchi che superano le 300 calorie a ghiaccioli leggeri che non arrivano a 5 e, perché no, il minore costo rispetto a quello artigianale”.