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Cono-cannolo, un pò gelato e cannolo siciliano

È il simbolo dell’estate e si prepara a cambiare aspetto e sapore. Il gelato, quest´anno, diventa un´opera d´arte e i migliori gelatai dell´isola si sfidano per creare il prodotto più innovativo. Il primo posto spetta a due insegnanti di Canicattì che hanno ideato un nuovo e rivoluzionario cono gelato unendo la tradizione all´innovazione. Si chiama “cono-cannolo” (brevetto e marchio registrato) ed è la perfetta sintesi tra il tradizionale cono e il caratteristico cannolo siciliano. A progettarlo sono stati Gabriele Carlino, 60 anni, insegnante di religione al Liceo scientifico “Ugo Foscolo” di Canicattì, e Carmelo Avarello, 50 anni, ex insegnante d´informatica e componente dello staff amministrativo dello stesso liceo che, un anno fa, hanno dato vita all´azienda Saporando, specializzata nel creare prodotti innovativi per le pasticcerie. «È un´idea innovativa che sta facendo davvero scalpore - racconta Avarello - si tratta dell´unione tra due forme e sostanze diverse. L´idea è nata perché volevamo offrire alle persone la possibilità di gustare il cannolo anche d´estate. Ci siamo soffermati più volte sulla forma e abbiamo deciso di modificare l´aspetto originale del cannolo chiudendo un´estremità. In verticale diventa un cono, mentre in orizzontale assume le sembianze del classico cannolo. Inoltre, in questo modo non ci si sporca le mani perché il gelato non esce».
La ricetta può variare come spiega Gabriele Carlino che dice: «Esiste la versione calda e quella fredda. Nella prima, il cono-cannolo viene riempito con ricotta e creme varie e, alla fine, c´è un pezzo di cioccolato che accontenta tutti i palati. Nella versione fredda, invece, va abbinato a gusti particolari come il pistacchio e lo yogurt. Adesso, poi, c´è anche il gusto ricotta». Tra i clienti è già un successo e la fama del cono cannolo è arrivata persino nel Nord Italia. «Ci hanno chiamato diverse pasticcerie da Roma in su - racconta Avarello - non ci aspettavamo questo successo. Il nostro obiettivo è quello di mettere insieme l´innovazione con la tradizione. Solo così, è possibile dare vita a opere di qualità».
A Ragusa Ibla, immersa nella suggestiva piazza Duomo, c´è una piccola e sofisticata gelateria che offre ai palati più esigenti la possibilità di provare gusti insoliti e genuini. Si chiama Gelati di Vini. È qui che Rosaria Longhitano, insieme al marito Michele Rosso, ama sperimentare continuamente nuovi gusti alla ricerca delle idee più bizzarre. «Siamo stati i primi - dice Rosaria - a proporre i gelati al gusto di vino. Quest´anno, proponiamo il gelato al gusto di Novello. Si tratta di un vino giovane che lascia un sapore dolce e delicato». Ma la novità di quest´estate è il gelato all´olio di oliva «Si tratta di una crema all´olio di oliva - spiega Rosaria - a prima vista le persone sembrano confuse, ma quando si decidono a provare, tornano più volte perché lo trovano irresistibile». C´è poi il gelato al finocchietto selvatico, alla lavanda e al pomodorino. Per gli amanti della frutta, è da provare il gelato alla carruba della campagna ragusana, ai fichi d´india, ai pinoli e alle fragole di Maletto, piccolo paesino dell´Etna. «Noi scegliamo solo frutta fresca di stagione e utilizziamo molta acqua - continua Rosaria - In ogni stagione, c´è un frutto diverso ed io provo a farlo diventare un gelato. Nel periodo del mosto, ad esempio, proverò il gelato al mosto».
A Caltanissetta è d´obbligo fermarsi nella gelateria Il Cremino per gustare il gelato ai setteveli. «È il nostro cavallo di battaglia - afferma Alessandro Marotta - si tratta di uno strato di pan di spagna, due strati di gelato e uno di croccante. È molto ricercato e noi ne siamo particolarmente orgogliosi. Ovviamente, la scelta è illimitata dal momento che in vetrina abbiamo più di quarantotto gusti esposti. La nocciola Igp Piemonte è molto apprezzata, così come il pistacchio di Bronte certificato».
C´è chi non si accontenta solo dei gusti. È il caso della gelateria Il Gabbiano a San Vito Lo Capo, che oltre a proporre gusti diversi come il cioccolato fondente, il pistacchio di Bronte e la fragola di Marsala, si cimenta anche nella preparazione delle coppe. Quest´anno, il gelato sarà servito nella particolare coppa gabbiano, un calice di vetro alto 20 centimetri. (V. Cucinella)

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