Cocktail solidi
Ci aveva già provato Moreno Cedroni per la Martini ad “inventare” una serie di cocktail solidi, ma già questa idea arrivava assai postuma rispetto ad una serie di sperimentazioni portate avanti da anni a elBulli il ristorante dei fratelli Adrià che tra gelatine, alghe ed addensanti, aveva già esplorato tutto lo scibile nel cambiare forma sia ai cibi, che alle bevande abitualmente consumate al bar, non ultimi gli aperitivi e i cocktail. Quest’oggi, quasi fosse una novità, ci riprova il Los Angeles Times, suggerendo la possibilità di cambiare l’aspetto liquido allo Champagne rosè, al Kahluà, Baileys, Grand Marnier, Martini, Gin, Tequila e tutti gli altri liquori che sono la base dei coktail più internazionali. Sicuramente l’aspetto gelatinoso rende assai fascinoso il cocktail solido, rimane poi da comprendere se dello stesso parere, saranno anche gli abituè che al posto di bere, dovranno mangiare il loro coktail preferito.
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per l’amor de Dio!!! che è sta roba….orrore!!! parere personale…non lo vedo nemmeno gourmet
innamorata pazza del mondo della ristorazione da sempre…trovo qualunque innovazione degna di essere discussa. Bravi per aver lanciato l’argomento!!!!
Credo che la diffidenza sia per la consistenza gelatinosa, NON E’ COSA nostra! direbbero molti italiani, se pur coreografica. e se allora ricorressimo di piu’ all’azoto liquido? si finger food a parte, credo che fare un aperitivo solido ma ghiacciato e superalcolico se pur da somministrare con un cucchiaino fashion….sia la strada giusta!!! speriamo di arrivarci in fretta!!! buon ape a tutti…Marina La polda