Doceassaje Vinosia, sapori dell’Irpinia
Il territorio dell’Irpinia è spesso associato alla ricostruzione post-sismica più cara della storia umana. Peccato che sia meno noto che si tratta di una delle zone più privilegiate dell’Italia per la produzione di vini bianchi di pregio e complessità. Colpa sicuramente di alcuni luoghi comuni, come ad esempio quello che identifica il Mezzogiorno con temperature torride, mentre il bianco richiede zone alpine o sub-alpine. Ma c’è Sud e Sud, e spesso e volentieri l’altitudine sopperisce alla latitudine, come accade proprio nella provincia di Avellino, dove i vigneti si inerpicano a cinquecento, seicento e persino settecento metri al di sopra del livello del mare, con relativa freschezza ed escursioni termiche fra giorno e notte. Basta notare la differenza di temperatura massima estiva fra Bolzano e Avellino per capire che la geografia non è necessariamente il destino. Per non parlare, come fattore di qualità, di vitigni quali il Greco e il Fiano, varietà italiane fra le più tarde a maturare e che danno il loro massimo proprio in queste colline vulcaniche. Uno dei primi a capire le potenzialità della sinergia fra uve, terra e clima è stato, logicamente, un indigeno, ossia Mario Ercolino, enologo che opera nell’avellinese da una quindicina di anni, prima come winemaker alla Feudi di San Gregorio, fondata dal fratello maggiore Enzo Ercolino, e poi, con il terzo fratello Luciano Ercolino, all’azienda di proprietà Vinosia. In pochi conoscono i luoghi di nascita delle uve come lui, e il numero diminuisce ancora quando si tratta dell’esperienza nella vinificazione e dell’affinamento dei vini dei singoli siti. La Vinosia produce, ovviamente, sia Greco di Tufo che Fiano d’Avellino, ma la punta di diamante della linea, da anni, è il Doceassaje, assemblaggio che sembra unire tutte le virtù delle due varietà, nonché – in percentuali minori - quelle di un terzo vitigno, la Falanghina. Il 2007, frutto di un’annata strepitosa, sintetizza le prerogative di una provincia che, pur lontana dalle Alpi, pare condividere molte delle sue caratteristiche. Premiate, in questo caso, da una promozione di rango del vino: prima soltanto Igt, è diventato Doc, con il nome – cos’altro? – di Irpinia. scarica la scheda tecnica in .pdf (D. Thomases)