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Pingus, un vino da leggenda

Capita raramente che un vino possa conquistare una fama così grande in un tempo così breve. Il Pingus è comparso spavaldamente sul mercato quando i vini della Rioja stavano consolidando le posizioni e la stella della Ribera del Duero iniziava ad illuminare col suo grande splendore. L’autore del Pingus è Peter Sisseck, ingegnere agronomo ed enologo danese nato nel 1962 a Copenhagen e laureato all’Università di Bordeaux. Proviene da una famiglia che per molti anni ha commerciato vino a Bordeaux. I vini che fa sono considerati delle autentiche perle dell’enologia artigianale. È bastato infatti il potente esordio della prima annata prodotta per garantire ai Pingus successivi di conquistare il vertice e l’accesso ai saloni enologici più esclusivi. La carriera di Sisseck in Spagna è cominciata nella Hacienda Monasterio, in cui ha lavorato come enologo. Col cambio di proprietà, nel 1994 Sisseck cominciava a pensare di ritornare a Bordeaux. Gli assicurarono però di restare e gli chiesero di fare ancora un’altra prova. Allora, indipendentemente da Monasterio, cominciò a cercare una cantina tutta sua. Nel 1995 trovò delle buone vigne, piantumate con ceppi molto vecchi di tinto fino. Il posto si chiamava La Horra, a 30 km da Roa. Comprò le vigne e alla prima vendemmia produsse 15 botti di vino. L’annata 1995 per Sisseck fu fenomenale. Così nacque il vino Pingus. Altre grandi annate di questo vino sono considerate quelle del 1996, del 1999 e del 2000, del 2001 e del 2003. Le vigne sono condotte in modo organico, ma Sisseck pensa di passare allo stile biodinamico. Robert Parker, quando ha assaggiato il Pingus, lo ha descritto come il miglior vino giovane che avesse mai provato, tanto da definire “un nuovo criterio di qualità per i vini della Ribera del Duero”. Certo, si dice che il Pingus è il classico esempio di un vino ottimamente promosso. Molti però lo difendono come espressione di una composizione e di una concezione enologica perfette. C’è una cosa da dire: Sisseck è considerato realmente come un intelligente amatore della filosofia del vigneto secondo madre natura, è molto esperto ed è orientato benissimo nell’ambiente enologico. Vezzeggiato dai critici e dai consumatori, si dice che “fa un vino semplicemente come gli piace berlo”. Cos’altro dire se non che fa uno dei più costosi vini spagnoli?
Tra i clienti abituali di Pingus si trova anche Robert Parker. È un classico vin de garage, atteggiato, azzimato, fatto in quantità limitata. Il modo di produrlo e soprattutto lo stile magnifico lo hanno reso un vino leggendario per il quale bisogna pagare circa 400 euro già all’uscita, viste le note dei critici più famosi che parlano di “espressione, forza ed eleganza irripetibili”. Il vino proviene da tre vigne con dei ceppi molto vecchi di Tinto Fino (il Tempranillo locale): una di San Cristóbal (circa 1,2 ettari con ceppi di oltre 70 anni), le altre due di Parroso (una di 2,5 ettari con ceppi di oltre 60 anni e l’altra di circa 1 ettaro). I suoli sono argillosi e pietrosi. Sisseck è considerato un campione: abbattimento radicale delle rese in vigneto, 1 o 2 grappoli per pianta che danno circa 20 ettolitri per ettaro, anche se in condizioni estreme non sono stati più di 9! Un potente giro di vite, dunque. La vendemmia è molto selettiva, solo le uve migliori vengono raccolte a piena maturazione. Dopo la fermentazione, che avviene sia in tini di acciaio inossidabile che in grandi tini di legno, la malolattica si svolge in botticelle Darnajou nuove di rovere francese dove il vino rimane da 18 a 20 mesi e non viene chiarificato né filtrato. Solforosa ridotta al minimo.
Commenti di degustazione: Un vino stupendo, rosso rubino di grande concentrazione, con un fruttato eccellente, aromi di piccoli frutti neri di bosco molto intensi, note eleganti di tostato, di caffè, di cioccolato. In bocca è grasso, ricco, con tannini setosi, molto piacevole. Finale molto lungo. Alcool 14%. Fascia di prezzo orientativa: 970 € (M. Kapczynski)

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1 Il 6 Novembre 2008 alle 12:07 pm Vini della Spagna, il perché di un successo : VinoGlocal ha scritto:

[...] quando si affacciarono sul mercato internazionale grandi vini, fino ad allora sconosciuti, come Pingus ed Ermita, venduti a prezzi da capogiro, che aprirono la strada anche agli altri vini spagnoli, che [...]

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