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I tedeschi s’inventano il Kaffemafia e Apeccino

kaffeemafia.jpgIl caffè è uno dei simboli dell’Italia. Ma l’Italia è ancora identificabile con la mafia? In Germania sembra ancora di sì. Un rivenditore di espresso in terra tedesca ha avuto infatti la fantasiosa idea di associare i due termini, coniando un nuovo marchio: «Kaffeemafia».
Si tratta di una vettura, per la precisione di un carro funebre, che si trasforma in bar mobile per chi non vuole rinunciare anche all’estero al buon caffè italiano. Da quasi un anno il carro funebre bianco, una Fiat del ‘65 ristrutturata, si presenta alle fiere più importanti del paese e suscita curiosità tra i visitatori e operatori del settore. Gli espositori siciliani presenti a Berlino durante la recente expo dell’ortofrutta mondiale non hanno però gradito molto l’originale idea. Il caso è stato portato alla luce dal giornale «La Sicilia» per il quale molti visitatori, soprattutto siciliani, del salone tedesco hanno fotografato, in una hall, la macchina con la scritta «Kaffeemafia».logokaffeemafia.gif Nel logo due rivoltelle al posto delle «f». Il carro funebre della “Kaffemafia” è stata presentato per la prima volta la primavera scorsa alla nota fiera dell’automobile di Lipsia. L’autofunebre è corredata di quattro grossi cerchi in lega “Lexani” e da un sofisticato impianto da deejay. Per la targa è stato ripreso il logo del film “Il padrino”. In questo caso però una mano impugna i comandi del simbolo del dollaro di color rosso-sangue.
apeccino.jpgMa i tedeschi non puntano solo sull’abbinata caffè e mafia per vendere nel loro paese la bevanda italiana. Un sorta di servizio catering di caffè offerto su originali oldtimer a tre ruote, è l’idea dalla quale invece è partito il titolare della ditta “Apeccino” Sven Schröder. Già perchè con “Apecino” il tedesco è riuscito a coniugare con discreto successo i due termini “Ape” (rappresentata da un vecchio Piaggio restaurato) e “Cappuccino”. Partner della “Messe Berlin” e della “Messe Leipzig” Schröder è arrivato nel frattempo a vendere migliaia di pacchetti di miscela italiana durante le diverse esposizioni ed i vari congressi in Germania. (E. Burchia)

2 Commenti fino adesso, aggiungi il tuo.

1 Il 17 febbraio 2008 alle 23:05 clicky ha scritto:

Perché non si vedono anche da noi trovate del genere ? Pur nella loro folkloristica pochezza , sebbene ad opera di gente ignorante e provinciale , dimostrano comunque una capacità imprenditoriale che parte dal basso , no ?

È proprio vero che in Italia s’investe poco in innovazione , ahinòi .

2 Il 18 febbraio 2008 alle 00:22 Giuliano ha scritto:

Ma stiano zitti, i crucchi…. Con tutta la gente che hanno ignominiosamente sterminato nei loro campi di concentramento, oltre a tutta la povera gente fatta fuori andando in giro per l’Europa a seminare morte e distruzione…

ZITTI, CRUCCHI DI MERDA! E VERGOGNATEVI PER TUTTO QUELLO CHE AVETE COMBINATO IN BEN 2 GUERRE MONDIALI!!!! NESSUNO VI PERDONERA’ MAI!

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