Ravioli cinesi a dubbio tossicità
E’ aperta guerra diplomatica tra Cina e Giappone dopo nuovi casi di intossicazione nel Sol Levante a causa di ravioli tossici, contenenti un’insetticida, “made in China”. Tokyo accusa Pechino di non essere sufficientemente attenta alle norme igienico-sanitarie dei suoi prodotti alimentari. E la psicosi da cibo cinese rischia di aumentare con l’avvicinarsi delle Olimpiadi. Sono circa ottanta - scrive oggi il britannico “The Guardian - le persone che si sono sentite male o sono rimaste intossicate nel giro di pochi giorni, fra cui una bambina di cinque anni finita in coma (ma che ora si è ristabilita), dopo aver mangiato dei ravioli surgelati prodotti dalla “Tianyang Food Processing”, che ha sede nella provincia cinese di Hebei. Le autorità di Tokyo hanno messo in dubbio la serietà della Cina sulle norme igienico sanitarie dei suoi prodotti alimentari, a pochi mesi dall’inizio delle Olimpiadi a Pechino. “Ho paura che ci sia un’informazione piuttosto approssimativa da parte cinese”, ha affermato Nobutaka Machimura, portavoce del governo nipponico. Le autorità cinesi rispondono di aver obbligato la Tianyang Food a fermare la produzione e a ritirare tutte le esportazioni, la maggior parte delle quali è destinata al Giappone. Il ministero degli Esteri ha dichiarato che i test preliminari condotti su due lotti dei ravioli incriminati prodotti dalla ditta di Hebei non hanno rivelato tracce del pericoloso insetticida, promettendo tuttavia un’indagine a tutto campo. Intanto il Giappone ha ritirato il prodotto dalle mense scolastiche e le emittenti tv invitano i consumatori a non mangiare cibo cinese. Un dubbio viene: dopo i dentifrici “contraffatti”, l’allarme su giocattoli e cibo per animali e altri prodotti “non sicuri”, qualcosa non funziona nella campagna cinese che rivendica di aver rafforzato i requisiti di qualità e sicurezza.