Chiarezza sui rincari della carne suina
La carne suina rincara dalla stalla alla tavola del 540 per cento. Un aumento di oltre cinque volte “che i consumatori sono costretti a pagare, mentre ai produttori arrivano solo le briciole, con la spada di Damocle dei costi che sono in continua crescita”. E’ la denuncia di Confederazione italiana agricoltori (Cia), secondo cui i maiali vengono pagati agli allevatori un prezzo (1,2 euro il chilo) pari a un terzo di quello praticato cinque anni fa mentre al consumo costano 7,7 euro al chilo. La Cia accoglie perciò con favore la convocazione del ministero delle Politiche agricole, fissata per il prossimo 6 febbraio, spiegando che “occorre fare massima chiarezza nel mercato e nella filiera per tutelate sia i consumatori che i produttori”. “Un rincaro così appariscente - spiega l’organizzazione - dimostra come nella filiera agroalimentare molte cose non funzionino”. Proprio i rincari hanno provocato nel 2007 una riduzione dei consumi di carne bovina (-3,8%) e suina (-4,7%), mentre la crescita negli acquisti di pollo (+6,2%) va inquadrata in una situazione “che ha visto il comparto in gravi difficoltà , con vendite a picco, per la psicosi provocata dall’influenza aviaria”. (Apcom)