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I fratelli Teruzzi ripartono con la Scaletta in Porta Genova

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Un nuovo anno ricco di belle novità. Ha riaperto Taveggia, si prospetta una nuova impresa di Marchesi nel cuore della città. E adesso, vera sorpresa, ritorna la Scaletta, un nome legato a mitici ricordi, per la splendida cucina “della” Pina Bellini, la splendida accoglienza di suo figlio Aldo, la raccolta di pezzi d’arte dis­seminati qua e là, la clientela colta e attenta che si ritrovava volentieri ai suoi tavoli. Dopo una gestione fallimentare e una di alto livello (Livet dei fratelli Brambilla, chiuso in dicembre), adesso riapre con il vecchio nome, che attirerà i nostalgici e i romantici. La gestione è giovanis­sima. Caso strano, sono anche loro tre fratelli (Raoul, Karol e Manolo Teruzzi), brianzoli ma con esperienze maturate anche all’estero (i due maggiori), bravi in cucina e in sala, che arrivano, per l’occasione, direttamente dalla gloriosa apertura del ristorante Pane e Acqua dello store di Ros­sana Orlandi, ora affidato ad altro chef, dove hanno lavorato per circa un anno e mezzo. Il locale in Porta Genova, ad esclusione di un problema di rumorosità ecces­siva (ma si sta lavorando per risolverlo), ha poco da criticare e molto da apprezzare. I piatti non sono mai banali, e Manolo, in cucina, sa come rendere appetitosi i buoni ingredienti che sceglie personalmente. Provate il tentacolo di piovra rosolato in padella (eccetera: il nome è chilometrico), sorprendente mix di morbido e croccante. Ottimo anche lo stoccafisso mantecato su tapenade (purea di ceci), e così tagliolini ai gamberi di Sicilia, l’impeccabile risotto alla milanese, i saporiti straccetti integrali con verdurine e taleggio (versione delicata dei pizzoccheri), la tagliata, i piatti di pesce, i dolci. Il locale ha fatto spazio anche per mostre a rotazione alle pareti. La Scaletta, piazzale Stazione Genova 3, tel. 0243986316, chiuso sab. a pranzo e domenica. Costo medio di 50 euro, a mezzogiorno menu a 15 euro. Carte di credito: no Diners. (M. Tanzarella)

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1 Il 14 febbraio 2008 alle 17:15 ivano ha scritto:

devo as­solutamente andarci, manolo è sempre stato un asso ai fornelli..come suo papà del resto. a presto.

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