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Operazione Beluga

cavialeillegale.jpgOltre 160 chili di caviale provenienti dal commercio illegale sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato, nell’ambito dell’operazione ‘Beluga’, che ha portato alla denuncia di 65 persone e ha verificato 350 esercizi commerciali su tutto il territorio nazionale. I reati contestati vanno dalla violazione della Convenzione di Washington al mancato rispetto delle norme per l’etichettatura dei prodotti alimentari, fino alla truffa e alla frode in commercio. I controlli sono stati effettuati dal servizio Cites, struttura del Corpo forestale dello Stato che si occupa di tutelare il commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, come lo storione. All’operazione ha partecipato anche la polizia annonaria del Comune di Roma. Il valore economico del caviale sequestrato oscilla tra le 800mila e il milione di euro. Imponenti le forze messe in campo: circa 300 unità coordinate dalla sezione investigativa del Cites. In particolare, a Venezia circa 6 chili di beluga illegale sono stati sequestrati ad un noto ristorante di proprietà di un cittadino italiano con il titolo di console onorario della Russia. Complessivamente, sono circa 30 i ristoranti italiani in cui sono state riscontrate irregolarità. A Milano e Roma è stato intercettato il più grosso collettore di caviale di provenienza tedesca e di origine russa, che lo distribuiva in tutta Italia senza certificazione e marcatura. E sempre a Milano alcuni corrieri ucraini si sono visti sequestrare circa 5 chili di beluga fresco. Diverse irregolarità sono state riscontrate anche nella grande distribuzione.

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