Il Dalai Lama a Milano
Il Dalai Lama è giunto stamani all’aeroporto di Malpensa con un volo Alitalia proveniente da Delhi. Il suo programma prevede una permanenza a Milano di cinque giorni prima di altre tappe italiane. Ad accogliere il Dalai Lama l’amica Laura Gancia e il capo del Tibet Bureau Kelsang Gyaltsen, che risiede a Ginevra. Il Dalai Lama ha 72 anni e vive in esilio dal 1959. Dal 7 il Dalai Lama terrà un ciclo di incontri e conferenze al Palasharp dal titolo «La via della pace interiore», gli iscritti sono settemila. Il 7 e l’8 dicembre, dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 14 alle 16 ci saranno gli insegnamenti sul testo «Commentario alla Mente dell’Illuminazione» del Pandit Nagarjuna.
E’ stata la decisione del Papa di non ricevere il Dalai Lama, il leader tibetano e premio Nobel per la pace inviso a Pechino, a spianare la strada all’ordinazione di padre Giuseppe Gan Junqiu, approvato dal Vaticano, che da ieri e’ il nuovo vescovo di Guangzhou.
Lo scrive il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, citando una ”fonte informata”cinese. La stessa fonte ha detto al quotidiano che due settimane fa una delegazione della Santa Sede guidata dal vicesegretario di Stato Pietro Parolin ha incontrato alti funzionari cinesi a Pechino. La cerimonia di ordinazione, secondo il giornale, sarebbe stata in precedenza programmata per novembre, ed in seguito rinviata per attendere le decisione del Vaticano su un eventuale incontro tra il Dalai Lama e Papa Benedetto XVI. Il South China Morning Post non spiega perche’ la candidatura di Gan Junqiu e’ stata accettata dalla conferenza episcopale cinese, controllata da Pechino, solo dieci mesi dopo essere stata presentata, lo scorso gennaio. La Cina ha protestato con forza ed ha applicato una serie di rappresaglie contro la Germania e gli Usa, dopo che il cancelliere Angela Merkel ed il presidente George W.Bush hanno ricevuto nelle scorse settimane il Dalai Lama. L’ ultimo episodio e’ la mancata concessione alla portaerei americana Kitty Hawk del permesso per attraccare ad Hong Kong che, secondo l’ interpretazione piu’ diffusa, sarebbe una rappresaglia per il conferimento al leader tibetano di una medaglia del Congresso di Washington.
Per esprimere tutta la sua solidarieta’ al Dalai Lama, in visita in questi giorni a Milano, l’Unione dei giovani ebrei d’Italia ha organizzato per domenica prossima una preghiera per la liberta’ religiosa nel mondo a cui hanno gia’ aderito fra gli altri Acli, Comunita’ islamica italiana e Unione buddista italiana. Al momento di preghiera, che si svolgera’ alle 16.30 del 9 dicembre (ultimo giorno della permanenza milanese del premio Nobel per la pace) al Circolo de Amicis di Milano, secondo il programma, saranno presenti, fra gli altri, Rav Laras, l’imam Yaya Pallavicini e un Lama tibetano che leggeranno passi dei rispettivi testi che parlano di liberta’ religiosa. ”Nostro intento e’ che credenti e non credenti si uniscano in una preghiera comune, affinche’ tutti i cittadini del mondo siano liberi di professare la propria religione o le proprie posizioni etiche senza essere perseguitati” spiega un documento del presidente dell’Unione giovani Ebrei d’Italia Daniele Nahum sottoscritto anche dall’Unione Buddista Italiana, dall’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane, dal Centro Ecumenico Europeo per la Pace, dalla presidenza nazionali Acli, dalla Comunita’ Religiosa Islamica Italiana, dai Giovani Coreis, Giovani delle Acli, Associazione Donne Marocchine Italiane, Associazione delle Donne Arabe d’Italia, Forum Nazionale dei Giovani, Comunita’ Ebraica di Livorno, Acli Milano, Comunita’ Ebraica di Milano.