Cioccolato Amedei, il successo dei fratelli Tessieri
Il cioccolato prediletto dal presidente Sarkozy e quello scelto da Ferran Andria; quello che il Bulgari Hotel, ma anche il Danieli di Venezia e il Park Hyatt di Tokyo offrono ai loro ospiti, arriva da questo laboratorio alle porte di Pontedera, 20 metri quadrati che sembrano la bottega di un alchimista, dove il maitre chocolatier è una signora formosa che ha seguito una passione, si è inventata un mestiere e ha fondato un marchio di alta gamma. Cecilia Tessieri, 40 anni, un marito e due figli di 14 e 5 anni, passa le giornate a inventare declinazioni nuove di un prodotto che ai consumatori sembra semplice, il cioccolato; ma che, se si chiama Amedei, semplice non è. Come hanno fatto gli stilisti con la moda, o gli architetti col design, in quindici anni di attività Cecilia ha trasformato il suo cioccolato in un ambasciatore del made in Italy nel mondo. Tanto che il 2 giugno, al Quirinale, commossa e orgogliosa, è stata insignita del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Racconta: «Quindici anni fa ero una svogliata studentessa di economia e commercio e pensavo che dopo la laurea avrei aperto uno studio insieme a mio fratello, che era iscritto a giurisprudenza. Poi lui ha fatto un viaggio in Svizzera ed è tornato con un’ieea, quella di trapiantare anche qui da noi un’industria del cioccolato che lassù dava vita a moltissimi negozi specializzati. Facciamolo anche noi, ci siamo detti. E da quel giorno nessuno ci ha fermati più». La mamma maestra e il papà imprenditore proprio nella commercializzazione di prodotti dolciari, hanno dato il loro incondizionato appoggio.
La nonna Vendica ha sparso entusiasmo e fatto coraggio, tanto che Amedei, il nome scelto per la nuova azienda, è proprio il suo cognome.
Presto, i due fratelli, si sono accorti che potevano fare di più e di meglio: non solo inventare nuovi gusti, ma andare proprio alle radici del prodotto. Racconta Cecilia: «Come è giusto, lui che è un uomo viaggia ed io sto casa ad aspettare. Alessio gira il mondo a cercare i semi migliori del cacao e io li aspetto, li valuto, stabilisco il giusto grado di fermentazione, poi di essicazione, e li lavoro». La filiera è completa e il rapporto con i contadini del Venezuela (dove i Tessieri hanno acquistato delle piantagioni) è improntato a criteri equo-solidali. Poi Cecilia nelle sue creazioni, inventate nel laboratorio, infila gli aromi più incredibili: profumi di legno, erba, frutti rossi, vaniglia, spezie di ogni genere. Il risultato è che la Chocolate Academy di Londra ha conferito l’anno scorso al cioccolato Chuao dell’Amedei la medaglia d’oro e che il maitre patissier parigino Pierre Hermé ha definito «sublime» quel prodotto.
Il fatturato si aggira sui 5 milioni, i mercati di riferimento, oltre a quello italiano, sono il Giappone, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, i Paesi scandinavi. Cecilia preferisce puntare sulla qualità, e non vuole abbandonare la sua vita semplice, fatta ad esempio di vacanze in camper: al mattino sveglia alle 6.30 per la prima colazione con il figlio grande che poi prende il pullman per andare a scuola; alle 8 è in fabbrica e alambicca fino alle sei di sera quando chiude tutto per tornare a casa e fare la mamma. (C. Sasso)
2 Commenti fino adesso, aggiungi il tuo.
ho appena ascoltato un servizio su rai uno sulla vs azienda , sono molto ammirata dalla vostra maestria e “fantasia”. molti complimenti ed auguri
lidia barbanera
Ci rendete tutti orgogliosi e speranzosi in un futuro fatto di qualità, cura ed amore per le cose che si fanno. Grazie.