Enrico Derflingher cuoco nella Armani Tower

Il cuoco del nuovo store di Giorgio Armani, a Tokyo, è stato il cuoco della regina, naturalmente quella di Inghilterra. Nella Armani Tower di 12 piani, da oggi aperta al pubblico nel cuore di Ginza, oltre alle boutique e alla Spa, c’é anche un ristorante, naturalmente italiano, guidato da uno chef che è stato il cuoco di Buckingham Palace. Si chiama Enrico Derflingher, e nativo di Lecco, terra di confine e di sapori italiani ma con inclinazioni internazionali che egli ha coltivato studiando a Bellagio (Como) e poi girando il mondo, da vero globe-trotter della cucina.
Al decimo piano della torre Armani, nella sala ristorante affacciata sulla modernità giapponese, Derflingher racconta i suoi trascorsi professionali. Ha fatto esperienza nei migliori ristoranti del mondo, da Cipriani all’Hotel Eden di Roma, solo per citarne due, ed è stato anche tre anni ai fornelli della Casa Bianca, ai tempi di Bush padre: “Il Presidente — dice lo chef — amava gli arrosti di carne, rossi e saporiti”. Quando èandato invece a dirigere le cucine della casa reale inglese (compito — spiega — che implica molti spostamenti, dalle residenze di campagna allo yacht Britannia) si è “trovato ad essere — racconta — il primo cuoco italiano dopo una tradizione culinaria tutta francese. Ma non è stato difficile accontentare i reali inglesi, soprattutto Carlo e Diana, amanti dei piatti semplici e genuini”. Lady D in particolare “fu conquistata dai tagliolini fatti in casa, con mazzancolle e zafferano”.
La pasta lavorata a mano rimase la sua preferita, ed è la stessa che ora Enrico Derflingher prepara per il ristorante Armani di Tokyo, e che ha offerto agli ospiti riuniti per festeggiare l’inaugurazione del nuovo investimento di Giorgio Armani in terra nipponica.
C’è un rapporto intenso tra Giorgio Armani e il Giappone. Un’affinità fisica prima che intellettuale, per la purezza delle forme, il simbolismo della linea, l’essenza delle cose: concetti che si ritrovano nel suo lavoro, dove quello che viene tolto e non si vede, fa parte della creatività come ciò che è visibile.
Ma l’attrazione è reciproca perché il mercato giapponese ha sempre riservato la massima attenzione al più noto degli stilisti italiani, sin dal 1987 quando iniziò la sua avventura in Giappone, prima con partner terzi e oggi con una società diretta, la Giorgio Armani Japan, interamente posseduta. Ben articolata sul territorio con 12 boutique Giorgio Armani, 2 Armani Collezioni, 14 negozi Emporio Armani, 2 Armani Jeans, 2 A/X Armani Exchange e punti vendita in selezionati department store e in negozi multimarca.
Il Gruppo Armani aggiunge ora un intervento eccezionale: il nuovo iconico concept store Armani/Ginza Tower situato al 5−5−4 Ginza, Chuo-ku a Tokyo, nel cuore del nuovo fashion retail district di Ginza. Aperto al pubblico dal 7 novembre, lo straordinario edificio è stato progettato per diventare uno dei più importanti punti di riferimento architettonici della zona sia per la sua struttura (raggiunge l’altezza massima di 56 metri consentita nel quartiere) sia per lo straordinario allestimento degli esterni e degli interni, studiato da Giorgio Armani in collaborazione con i famosi architetti Doriana e Massimiliano Fuksas.
“Negli ultimi cinque anni Ginza è diventata una delle mete più esclusive del mondo per lo shopping di moda e di lusso, aggiungendosi alla Fifth Avenue di New York, alla Bond Street di Londra, a via Montenapoleone a Milano e ad Avenue Montaigne a Parigi. Ginza costituisce un vero e proprio polo capace di attrarre una fascia trasversale, diversificata e internazionale, di consumatori di moda che vengono catturati dall’energia e dall’atmosfera eccitante che si è venuta a creare”, osserva Giorgio Armani.
Con l’imponente Armani/Ginza Tower di circa 6 mila metri quadrati, prosegue la strategia inaugurata nel 2000 con l’apertura di Armani/Manzoni a Milano: uno Spazio poliedrico in cui vivere durante lo shopping un’esperienza completa di moda e lifestyle, che offre abbigliamento e accessori, la collezione casa, un ristorante Nobu, un Emporio Armani Caffè, un Armani Privé, un negozio di fiori, uno di libri e un corner di profumi e cosmetici. Da allora sono stati aperti altri due flagshipstore, Armani/Funf Höfe a Monaco e Armani/Chater House a Hong Kong, ai quali si aggiungerà Armani/Ginza Tower e, nel 2008, come recentemente annunciato, il nuovo concept store Armani/Fifth Avenue a New York.
Ognuno diverso nell’architettura e nel design, ideati secondo lo spirito della città e la location. “Uno dei miei principi guida”, commenta Giorgio Armani, “è sempre stato il senso democratico che si esprime attraverso le mie collezioni. Armani/Ginza Tower né rappresenta l’essenza perché è uno Spazio in cui i clienti di ogni livello saranno i benvenuti e potranno sentirsi a proprio agio. Per vari aspetti, l’anima di questo nuovo centro rifletterà il modo in cui noi vediamo il mondo di oggi: cosmopolita, internazionale e multiculturale”.
Un’inedita analisi dello Spazio
Articolata su 12 piani più due livelli sotterranei, Armani/Ginza Tower è un autentico headquarter che accentra le principali funzioni della Giorgio Armani Japan, dagli show-room agli uffici commerciali e all’ufficio stampa, dal sesto al nono piano, mentre il resto dell’edificio è riservato all’esperienza shopping di moda e lifestyle: uno Spazio dove le sensazioni si susseguono, tutti i sensi vengono appagati, passando dalle piacevoli sensazioni tattili evocate dai raffinati tessuti e materiali delle collezioni prêt-à-porter Giorgio Armani ed Emporio Armani, al comfort sofisticato della collezione di interior design Armani/Casa, ai piaceri del palato suscitati dalla cucina dell’Armani/Ristorante, ai delicati aromi della prima Armani/Spa.
L’intero progetto esprime questo gioco sottile di purezza e di forza, assolutamente unico e ideato sulla lunghezza d’onda di questa città straordinaria lanciata verso il futuro ma al tempo stesso rispettosa del passato, che vive nei comportamenti e nelle tradizioni. Per questo Giorgio Armani ha chiesto a Doriana e Massimiliano Fuksas, gli architetti con i quali ha già collaborato per l’Armani/Charter House di Hong Kong, di reinventare il bambù. “Con la sua delicatezza indistruttibile rappresenta bene gli apparenti contrasti di questo Paese”, dice lo stilista.
Così lungo i primi tre piani della facciata esterna, un motivo di bambù accentuano la linea stilizzata del metallo, retroilluminato grazie ai Led. Mentre le foglie, rivestite con uno strato di plexiglass traslucido bianco latte, di notte si illuminano e regalano alla facciata un brillante vestito di luce.
Il gusto profondo del lusso
Nella boutique Giorgio Armani al piano terra, primo e secondo piano, dedicata all’uomo e alla donna, per sottolineare l’accoglienza e il piacere rilassato dell’incontro con lo stile, si è immaginata una scansione di salottini secondo le gamme merceologiche esposte, un’appenderia e un particolare pannello divisorio, simile a un raggio di luce: una rete metallica color platino racchiusa tra due strati di vetro ultra chiaro. Come un tratto che delimita lo spazio, pavimento e soffitto sono caratterizzati dal nero Armani: rivestiti, i pavimenti, da un’esclusiva piastrella di marmo ricostituito, mentre il soffitto è realizzato con lastre di acciaio verniciato nero lucido. Le pareti, ricoperte di vetro satinato, hanno espositori di metallo dorato e di plexiglass trasparente il cui disegno ricorda una foresta di bambù con le foglie in rilievo come sostegni/espositori. Linee morbide e sinuose, ispirate alla voluttà del barocco, caratterizzano i mobili di legno con finiture a vernice e parti di metallo dorato e spazzolato, acciaio, plexiglass trasparente e satinato. Per definire gli ambienti, è stato messo a punto un sistema vedo/non vedo unendo strati di vetro satinato oppure extra chiaro a uno strato di rete metallica color platino, in certi punti tagliata in modo da ricordare la pianta di bambù.
Il senso di Armani per la casa
Armani Casa estende la filosofia stilistica del grande designer al mondo degli arredi per interni, creando così l’inconfondibile carattere dello ‘stile di vita Armani’ che dall’abito si estende alla dimensione abitativa. La collezione spazia dal tessile al mobile, dall’illuminazione all’oggettistica per tutte le aree della casa. Presentata al quarto piano dell’Armani/Ginza Tower in un’atmosfera morbida e lussuosa, Armani Casa crea un percorso fluido, articolato grazie all’utilizzo di pannelli che permettono una definizione spaziale dei diversi ambienti. Mentre la luce, mai piatta, viene modulata per esaltare la forma pura di un mobile, la morbidezza di una stoffa, la preziosa essenza di un legno.
Uno sguardo al futuro
Con accesso diretto dalla fermata della metropolitana di Ginza, l’Emporio Armani — che si estende sui due piani sotterranei e su parte del pianterreno — ha un’immagine forte e moderna, che gioca sul vetro, il plexiglass, l’acciaio tagliato al laser: tecnologie contemporanee che danno uno straordinario rilievo ai materiali. I pavimenti sono in marmo nero ricomposto, le pareti a nastro continuo sono composte da lastre d’acciaio verniciate a nero lucido e — proprio per la piegatura del nastro — creano speciali anse sulle quali viene esposta la merce. La grafica con cui vengono ritagliate è ricavata da un’elaborazione originale del simbolo Emporio Armani, grazie alla retroilluminazione della parete.
L’esclusiva collezione Armani/Ginza Tower
Una collezione esclusiva per un negozio d’eccezione. Giorgio Armani ha disegnato una collezione in edizione limitata di capi e accessori a marchio Giorgio Armani ed Emporio Armani ispirata ai motivi cromatici dell’edificio, il nero e l’oro, con l’etichetta speciale Armani/Ginza Tower, che sarà in vendita esclusivamente in quella location.
Un’esperienza rigenerante e liberatoria
Esclusiva, intima, personalizzata. La prima Spa in assoluto firmata Giorgio Armani è un luogo in cui raggiungere l’armonia della persona lontano dai ritmi frenetici della grande metropoli. Un percorso interiore ed esclusivo fino a raggiungere una profonda e duratura sensazione di benessere. “Sognavo un luogo dove mente e corpo potessero rinascere insieme, in un’esperienza rigenerante e liberatoria”, ha dichiarato Giorgio Armani.
In un’atmosfera accogliente e sofisticata ispirata alle antiche terme romane, la Armani/Spa garantisce la più totale privacy con tre lussuose suite private dedicate ai trattamenti individuali e personalizzati. La Armani Ceremony, della durata di tre ore, è un rituale esclusivo svolto da maestri Spa che utilizzano in varie forme la pietra ossidiana — la pietra lavica che proviene dall’isola di Pantelleria, al largo della Sicilia — per purificare, sciogliere le tensioni, nutrire e rigenerare la pelle.
Piaceri eccezionali della vita quotidiana
Armani/Ristorante e Armani/Privé sono situati rispettivamente al nono e al decimo piano. L’Armani/Ristorante, da 110 posti, offre la cucina italiana originale dello Chef Enrico Derflingher ed è inserito in uno scenario intimo ed elegante.
Immersi in un alone di luce, i tavoli in legno laccato nero lucido con il top in metallo dorato rivestito da un vetro, sono circondati da una specie di paravento in lastre d’acciaio con finiture d’oro spazzolato, traforate con uno speciale disegno a foglie di bambù. Per scandire gli spazi, un divisorio di luce: la rete color platino frapposta a due strati di vetro ultrachiaro. Al piano superiore Armani/Privé, per circa 40 posti, si compone di due zone: una interna con la sala principale e un dehors dal pavimento in teak che racchiude un piccolo giardino con vasi di bambù e luci a raso d’erba. “L’interpretazione di un giardino alla giapponese, ancora più rarefatto”, osserva Giorgio Armani.
ARMANI/GINZA TOWER
10° piano : Armani / Privé Ginza
9° piano : Armani / Ristorante Ginza
8° piano : Armani / Showroom
7° piano : Uffici Giorgio Armani Japan
6° piano : Uffici Giorgio Armani Japan
5° piano : Press showroom
4° piano : Armani / Spa
3° piano : Armani / Casa
2° piano : Boutique Giorgio Armani / Uomo
1° piano : Boutique Giorgio Armani / Donna
Pianterreno : Giorgio Armani Accessori
Emporio Armani Accessori
Piano B1 : Emporio Armani / Uomo
Piano B2 : Emporio Armani / Donna
Indirizzo: 5−5−4, Ginza, Chuo-ku, Tokyo 104‑0061
Sito Web: armaniginzatower
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10 Commenti fino adesso, aggiungi il tuo.
Signori e signori e’ inutile che continuate a lodare lo chef Enrico Derflingher perche’ purtroppo vi devo dire che non sa’ cucinare se non fosse per tutte quelle persone che ha intorno a lui.
Vi volevo ricordare che all’Armani Tower l’Executive chef si chiama Andrea Tranchero mentre lo chef Derflingher ha solo la consulenza mentre perche’ non gli chiedete in che acque naviga il ristorante che dice di essere suo l“Officina di Enrico che dio ci aiuti.
Sperando di avervi fatto gradita cosa e se doveste avere ancora bisogno io sono pronto a delucidarvi ancora.
e un grande uomo prima di essere uno chef professionista lo vorrei conoscere dal vivo e lavorare con lui qualkuno sa come posso fare
[…] affermazione non proprio veritiera, ma come se non bastasse compare dal Giappone il redivivio Enrico Derflingher il quale dichiara di essere stato costretto ad emigrare (con la valigia di cartone?) per un clima […]
Buon giorno a tutti
Mi riferisco al collega che denigrava lo chef Enrico Derfingher.
Non lo conosco personalmete ma non credo sia uno che non sa cucinare . Se poi lo chef dell’ armani tower e un altro questo e un altro paio di maniche.
Comunque colleghi che sono stati nella suo risto di Tokio sono stati lodevoli nei confrondi del professionista Errico.Ricordatevi che fare cucina in altri posti che non siano quelli di nostra origine e molto ma molto più difficile.Un conto e avere una brigata di tutti cuochi italiani un conto e avere una brigata di giapponesi,russi o alrto.Parlo con cognizione di causa perch eho aperto un ristorante a Mosca e le difficolta non sono mancate.
Comunque questa mail e per confermare la mia stima nei confronti di Enrico
dimenticavo
questo e una parte del cv dello chef Derflingher.
Dopo aver fatto pratica nelle migliori cucine italiane ed europee, ha lavorato per i grandi nomi dell hâute cuisine internazionale: il Joel Robuchon di Parigi (tre stelle Michelin), L Aubergine di Monaco di Baviera (tre stelle Michelin) e il Fredy Girardet di Crissier, in Svizzera (tre stelle Michelin). Ë stato chef privato e personale di celebrità come Carlo e Diana d Inghilterra (1990), e il presidente George Bush alla Casa Bianca (1991). Dal 1997 al 2001 ha avuto il ruolo di consulente della “Prima classe e magnifica” Alitalia per catering di bordo, food & beverage. Dal 1994 al 2003 ha lavorato come executive chef a Roma per La Terrazza dell Eden, un locale per nove anni consecutivi fregiato da una stella Michelin e nominato più volte miglior ristorante dell anno.
L’arte culinaria di Enrico ha ricevuto numerosi riconoscimenti: “Miglior chef sotto i trent anni in Europa” nel 1990, “Il Sole di Veronelli” nel 2001, il “Five star diamonds Awards” nel 2000, 2002 e 2003, l’“Hermes Award” come miglior chef del mondo per compagnie alberghiere nel 2002.
a voi il giudizioo finale
Ottima opportunita‘per un bravo cuoco ITALIANO per ristorante bellissimo con Polo a Citta‘ del Capo.
Possibilita‘ di alloggio con ottimi quadagni. Non importante sapere l‘inglese.
Importante CV.
Grazie
Adriano
adriano@sabragect.co.za
[…] Helmut Köcher con lo Special Award 2009 Roberto Cipresso come Enologo italiano nel mondo ed Enrico Derflingher come Ambasciatore della cucina italiana nel […]
BUON GIORNO A TUTTI !!!! IO HO LAVORATO CON ENRICO DERFLINGHER ALL’EDEN ROMA !! PUNTO PRIMO LEGGETE IL SUO CV E RIFATEVI GLI OCCHI ! PER CHI ANCORA PER INVIDIA PENSA CHE NN SIA PREPARATO!! E UN GRANDE CHEF , E UN GRANDE UOMO !! I PUNTI SUCCESSIVI NON SERVONO !!
mOLTI CHEF AVREBBERO SOLO DA IMPARARE .… E NON PARLO DI CUCINA MA COME SI GESTISCE UNA SQUADRA DI 16 CHEF PROFESSIONISTI COME ERAVAMO A ROMA !!! DAI TORNATE ALLA SCUOLA ALBERGHIERA PER FAVORE!!! CIAO! BRUTTA COSA L’INVIDIA !!
Grande lo chef Caracciolo un mega saluto allo chef che mi ha svezzato!!!!!!!!!!!
ciaooo!! davide fatti vivo!! sono allo sheraton fourpoints milan center via cardano 1 milano! ciao grazie!