Caro lettore, se questo articolo dovesse sembrarti più lirico dei solito, se ti richiamasse alla mente le immagini e l’eleganza della poesia di Baudelaire o di Verlaine; se ti dovesse sembrare vagamente decadente o ti ricordasse la fulminante alterigia di Oscar Wilde; se ti pare che vi sia un tocco di follia o di perversione mescolata, ad esempio, al buon gusto di Toulouse-Lautrec e alla passionalità di van Gogh; se dovesse suscitare in te tutte queste sensazioni, o soltanto alcune, permettimi di attribuirle a ciò a cui va il merito: alla fata verde, alla dea verde, alla musa verde, alla strega azzurrina, alla regina dei veleni. L’assenzio. Leggi il resto »