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La cena dei dodici chef all’Hangar-7 di Salisburgo

ikarus.jpgDodici chef dai cinque continenti per dodici piatti diversi, per la cena del 17 novembre. E il world-menu proposto dal ristorante Ikarus dell’Hangar 7 di Salisburgo, volta “sospesa” in vetro e acciaio fatta costruire dal magnate della Red Bull Dietrich Mateschitz per far convivere gli aerei della Flying Bulls con arte moderna e sperimentazioni culinarie. I dodici chef - da Rainer Sigg del Baltshug Kempinski di Mosca a Susur Lee di Toronto, da Andrea Berton del Trussardi alla Scala Milano a Greg Malouf di Melbourne - che o formula “guest chef” dell’lkarus fa avvicendare ogni mese, ciascuno con un piatto che rappresenti la propria personalità. Tutto il ricavato in beneficenza. (A.D.C.)
Ma questa cena non è altro che il seguito di un’iniziativa che ha preso il via nel 2005. Il concetto di ospitare degli chef all’Ikarus, inizialmente ha incontrato delle resistenze, ma ora è diventata un’istituzione e viene considerata una trovata straordinaria. Come nel 2005, anche nel 2006 e nel 2007, ogni mese uno chef conosciuto a livello internazionale è stato in visita presso il ristorante dell’Hangar-7, mostrando il meglio del proprio paese.
Il compito di offrire ai guest chef le condizioni ottimali per la realizzazione dei menu non è solo una parte considerevole del progetto, ma si dimostra, ogni mese, un’impresa titanica per il team dell’Ikarus guidato dal patron Eckart itzigmann, dallo chef executive Roland Trettl e dal manager F&B Manuel Lechner.
L’entusiasmo per il continuo straordinario successo del concetto è condiviso dai visitatori e da chi ha dato vita a questo progetto. Nell’anno 2005 si sono alternati chef del calibro di Marc Haeberlin, Ralf Zacherl, Eduard Hitzberger e Jereme Leung.
Anche i guest chef dell’Ikarus per il 2006 sono stati chef provenienti dall’Europa, dal Nord e dal Sudamerica, dal Sudafrica, dall’Asia e dall’Australia che hanno potuto dimostrare la loro abilità a Salisburgo, offrendo agli ospiti del ristorante un tour nel mondo della creatività culinaria e nella perfezione tecnica.
Juan Amador, uno svevo con radici spagnole h aaperto l’anno culinario 2006 all’Ikarus a partire da gennaio con piatti dalla cucina catalana, basca e francese, che hanno fatto guadagnare al suo ristornate Amador il titolo di “Ristorante dell’anno 2005” della rivista Der Feinschmecker (il Buongustaio). Esquire Magazine ha conferito lo stesso premio all’alsaziano Gabriel Kreuther per il suo ristorante The Modern dove si possono gustare piatti della cucina francese e americana.
Vivek Singh ha dimostrato come si può combinare la cucina tradizionale indiana con le prelibatezze europee.
Lo chef del Kee Gianluigi Monelli e lo chef del Bosman’s Restaurant Frank Zlomke sono arrivati da Hong Kong e dal Sudafrica. Inoltre la superstar canadese Robert Feenie ha visitato l’Ikarus, così come Yoshii Ryuichi, il cui Yoshii Restaurant è considerato il miglior ristorante giapponese di Sidney.
Andrés Madrigal Garcia ha dato nell’Hangar-7 una dimostrazione di come sta rivoluzionando la tradizionale cucina spagnola. Jin Jie Zhang che secondo il New York Post “E’ la star culinaria cinese più luminosa” ha avuto la possibilità di dimostrare il suo talento a Salisburgo. Jean-Georges Klein e Alex Atala hanno portato all’Ikarus rispettivamente la raffinata passione alsaziana per la sperimentazione e la stupefacente creatività brasiliana.
E ancora nel 2006, il guest chef per un mese è stato uno degli ospiti: L’executive chef dell’Ikarus Roland Trettl, una stella nascente nella scena culinaria europea, allievo di Witzigmann e vincitore del premio internazionale Eckart Witzigmann dall’Accademia tedesca per l’arte culinaria.
Ecco la lista degli chef che nel 2006 hanno fatto tappa presso il ristorante Ikarus:
Gennaio 2006: Juan Amador, Germania
Febbraio 2006: Gabriel Kreuther, USA
Marzo 2006: Vivek Singh, Gran Bretagna
Aprile 2006: Gianluigi Bonelli, Cina
Maggio 2006: Frank Zlomke, Sud Africa
Giugno 2006: Robert Feenie, Canada
Luglio 2006: Yoshii Ryuichi, Australia
Agosto 2006: Roland, Trettl, Austria
Settembre 2006: Andrés Madrigal, Spagna
Ottobre 2006: Jin Jie Zhang, Cina
Novembre 2006: Jean-Georges Klein, Francia
Dicembre 2006: Alex Atala, Brasile
Dodici mesi all’insegna dello stile e della cucina di classe!
Ma cos’è l’Hangar 7 di Salisburgo?
L’Hangar-7, situato sul comprensorio dell’aeroporto di Salisburgo, è ben più di una costruzione fuori del comune che ospita aeroplani, anch’essi fuori del comune. L’impressionante struttura in vetro e acciaio è un punto d’incontro tra arte, passione, tecnologia e stile di vita d’alta classe.
Costruito per ospitare la collezione di aeroplani storici dei Flying Bulls, in virtù della sua architettura l’Hangar-7 funge anche da punto d’attrazione visibile anche al di fuori dell’aeroporto: una gigantesco guscio che si impone per la sua dinamicità e leggerezza. Vista dall’esterno la struttura risulta estremamente dinamica. A guardarla viene spontaneo il paragone con un’ala. Al suo interno si apre un’ampia cupola e, a dispetto del peso, di gran lunga superiore alle 1.500 tonnellate, l’hangar sembra levitare. Questo strabiliante effetto deriva dalla struttura in vetro ed acciaio che costituisce anche un’affascinante cornice scenografica: per questo motivo l’hangar è continuamente sede di grandi mostre d’arte, è punto focale di arte culinaria di altissimo livello nonché luogo d’incontro di persone che amano uno stile di vita raffinato sia che si tratti di una cena privata, di un incontro di lavoro o di una qualsivoglia manifestazione, dalla soirée alla presentazione di ampio respiro.
Tecnologia e piacere
Il guscio in vetro e acciaio, progettato e realizzato nell’arco di quasi quattro anni di lavori, ospita al pianterreno una collezione di aeroplani unica nel suo genere. Da anni i Flying Bulls acquistano velivoli storici e li restaurano fino a renderli nuovamente abili al volo. La flotta comprende sia jet che due idrovolanti e, naturalmente, diversi aerei da combattimento risalenti agli anni Quaranta e Cinquanta. Pezzo forte della collezione è un DC-6B appena restaurato appartenuto all’ex capo di stato jugoslavo Tito.
Un secondo leitmotiv dell’hangar è la gastronomia d’alta classe: oltre alla lounge “Carpe Diem”, dove è possibile gustare finger food internazionali, e due eleganti bar, è soprattutto il ristorante “Ikarus” che sin dalla sua inaugurazione nell’estate del 2003 ha fatto parlare di sé. Nato sotto l’egida di Eckart Witzigmann e gestito dallo chef de cuisine Roland Trettl, l’Ikarus è l’unico ristorante al mondo ad aver attuato l’idea del Guest Chef che a ritmo mensile vede alternarsi sulla passerella di Salisburgo le più grandi star della cucina internazionale, da Martin Dalsass a Lea Linster a Jean-Georges Vongerichten.
All’Hangar-7 l’esperienza gastronomico-architettonica si completa con le tecnologie più avanzate come il Doppler-Foyer al pianterreno, dove i visitatori possono conoscere più da vicino il cosiddetto effetto Doppler.
Tra le proposte finora più affascinanti va menzionata l’esclusiva collezione di fotografie dei fratelli Wright, che illustra la nascita dell’aviazione, ed i grandi plastici del famoso artista est-tirolese Jos Pirkner. Un ulteriore momento clou si è avuto nell’estate 2004 con gli oggetti volanti di altissima ispirazione del notissimo artista belga Panamarenko.
Manifestazioni in grande stile
In virtù dei suoi interessanti aspetti architettonici, della sua posizione e, non per ultimo, delle sue dimensioni, l’Hangar-7 si presta perfettamente per grandi manifestazioni di più svariata natura, cosa che ha già ampiamente dimostrato in occasione della sua inaugurazione il 22 agosto 2003, allorché fu testimone dello spettacolo di volo “Taurus Rubens” e dell’esibizione dell’eli-quartetto d’archi di Karlheinz Stockhausen presentato in seno al Festival di Salisburgo. Da allora l’Hangar-7 ha fatto da sede a diverse manifestazioni che vanno dalla presentazione di brand e aziende internazionali fino agli incontri ai più alti livelli tra politici o scienziati. Il motivo di questo successo va sicuramente ricercato anche nell’atmosfera del luogo, contemporaneamente ispirata ed ispiratrice sia dal punto di vista tecnico che artistico.
Orari di apertura:
Hangar 7, Museo dell’aviazione: 9,00 - 22,00
Ristorante Ikarus cucina calda dalle 12,00 alle 14,00 e dalle 18,30 alle 22,00
Lounge Carpe Diem: 09,00 - 19,00
Bar Mayday: 17,30 - 03,00
Bar Threesixty: su richiesta
Aperto tutti i giorni.
L’ingresso all’Hangar 7 è libero.

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