Le praline al cioccolato di Varese
Chi l’avrebbe mai detto che in Italia il quinto distretto del cioccolato da scoprire dopo quello storico del Piemonte, quello trendy della Toscana, quello di Perugia che ha inventato la fiera del “cibo degli dei” e il recentissimo distretto di Modica sarebbe stato a ridosso del paese della cioccolata per eccellenza, la Svizzera? E infatti di questi giorni la notizia dell’imminente sbarco al nord di Eurochocolate - la fiera del cioccolato di Perugia, forte di un milione di visitatori all’anno, la cui edizione 2007 comincerà sabato - con una edizione natalizia a Varese. «Qui ci sono sia aziende storiche che nuove realtà da scoprire - rivela Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate -perché oltre alla storica sede della Lindt eSprungli, che è tra le prime aziende produttrici in Italia, qui ci sono almeno 15 produttori artigianali, oltre alle molte pasticcerie con vocazione alla pralina».
La Svizzera è la patria delle tavolette, la cultura della pralina non c’è. «Ne ho parecchi di clienti svizzeri, specialmente dal Canton Ticino - spiega a sorpresa Denis Buosi, astro nascente della cioccolateria italiana e unico produttore lombardo nella guida del Gambero Rosso - . A dire il vero mi hanno già chiesto di aprire anche a Lugano una cioccolateria, come quelle che ho a Varese e Como. Noi abbiamo fantasia: nel mio negozio produco una cinquantina di praline. E loro vengono a comprarle».
Le praline di Buosi e di sua la moglie Manuela stanno già facendo il giro dei mondo. Come del resto anche le boules di Lindor che stanno invadendo l’Europa. E infatti nello stabilimento italiano della Lindt e Sprungli a Induno Olona, paese della cintura varesina, che sono prodotti ogni anno i circa 480 milioni di cioccolatini “a palla”, emblema del marchio in tutto il mondo. I Lindor sono realizzati nella sede che fu della Bulgheroni, azienda nata nei primi dei novecento. E al timone della Lindt Italia c’è ancora un Bulgheroni, Antonio, che siede anche nel consiglio di amministrazione della storica industria zurighese del cioccolato. Con i suoi 200 milioni di euro annui nel solo mercato interno, La Lindt è al top della produzione, ed è una delle poche industrie del paese a realizzare i cioccolatini a partire dalla fava di cacao, e non da semilavorati provenienti dall’estero.
Il boom cioccolatiero ha spinto a trasferirsi da pochi mesi a Besozzo, vicino a Varese, anche la trentaduenne veronese Carola Stacchezzini, cresciuta sotto l’ala del maestro belga Philippe Vancayseele, che ora insegna a l’Etoile, storico istituto superiore di arte culinaria dove svelano i loro segreti chef ed esperti nazionali e internazionali. La sua azienda laboratorio, aperta con l’aiuto di soci varesini, si chiama Theobroma e realizza praline per l’alta pasticceria. A settembre ha fatto impazzirei varesini in Fiera con il Chupa Chocks, sorta di chupa chups al cioccolato fine, ma il suo nome sta crescendo grazie alla sua pralina alla granella di cacao e mou, o ai suoi ricoperti: dai fichi alle amarene, dalla nocciola al chicco di caffè arabica.
Tutto questo fermento ha spinto, infine, la facoltà di medicina dell’università dell’Insubria a fare uno dei primi studi clinici in Italia sugli effetti farmacologici del cioccolato. I risultati sono in arrivo. (S. Radman)