Il pappagallo delle isole Cook
Nella fotografia un pappagallo delle Isole Cook. L’uccello è ricomparso dopo essere apparentemente scomparso 200 anni fa. Alcuni esemplari sono stati trovati di di recente nella Polinesia francese e trasferiti ad Atiu, nelle Isole Cook. Le Isole Cook sono situate nel Pacifico meridionale circa 3015 km a nord-est di Auckland, 4985 km a nord-est di Sydney e 5815 km a sud-est di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, e sono sparse su una superficie di circa 2 milioni di kmq, un’area grande quanto l’Europa occidentale. I luoghi più vicini sono Tahiti a est e le Samoa Americane a ovest, entrambe distanti circa 1500 km.
Le 15 isole sono divise in due gruppi, uno settentrionale e uno meridionale, separati da ben 1000 km di mare. Il gruppo meridionale, costituito in gran parte da isole vulcaniche emerse in tempi recenti, è in realtà un proseguimento della catena delle Isole Tubuai, appartenenti alla Polinesia francese, mentre il gruppo settentrionale è formato da atolli corallini più antichi. L’isola più grande è Rarotonga (67 kmq) e la più piccola è Suwarrow (0,4 kmq). Il paesaggio varia da quello montuoso di Rarotonga ai banchi corallini e agli atolli quasi piatti, che sono invisibili da lontano e vengono coperti dalle onde più grandi.
Rarotonga è l’isola dove la vegetazione è più varia: vi sono spiagge orlate dalle palme da cocco, piantagioni di agrumi e nella parte centrale una giungla di felci, rampicanti e alberi altissimi. Su gran parte delle isole meridionali è diffuso il pandanus, le cui foglie vengono utilizzate nell’artigianato tradizionale per confezionare tappeti, cesti e altro. Sugli atolli del gruppo settentrionale di solito il terreno coltivabile è scarso e poco fertile, quindi c’è ben poca vegetazione al di fuori delle palme da cocco.
Gli unici mammiferi ritenuti autoctoni sono i pipistrelli frugivori del Pacifico, presenti solo a Mangaia e a Rarotonga. I topi e i maiali sono stati introdotti; sovente i maiali vengono ‘addomesticati’ legandoli per una zampa a una palma. A Rarotonga ci sono anche molti cani, alcuni gatti e capre, qualche cavallo e qualche bovino. L’avifauna è scarsa e i pochi uccelli presenti vivono sulle alture di Rarotonga; molte specie di volatili sono state scacciate dalla maina, introdotta anni fa per ridurre il numero di insetti ma rivelatasi in molti casi nociva. Tra gli uccelli endemici vi sono il rondone di Atiu, che vive nelle grotte, il loquace martin pescatore di Atiu e Mauke e il martin pescatore di Mangaia. Il pigliamosche di Rarotonga o kakerori è presente solo in una piccola zona dell’isola e sta lentamente riemergendo dall’elenco delle specie in pericolo di estinzione. Le acque che circondano le isole brulicano di pesci pappagallo, cetrioli di mare e megattere, per citare solo alcune specie.
Le Isole Cook godono di un clima gradevole per tutto l’anno. L’entroterra montuoso di Rarotonga riceve le maggiori precipitazioni, ma in qualunque periodo dell’anno può capitare che piova per una settimana di seguito. La stagione delle piogge dura da dicembre a marzo e coincide con il periodo più caldo (le isole si trovano a sud dell’equatore); a febbraio la temperatura media diurna raggiunge i 29°C. I mesi più freschi sono quelli compresi tra giugno e settembre, quando la temperatura media diurna scende a 25°C. La stagione dei tifoni dura da novembre a marzo, ma gli uragani violenti sono rari e si verificano in media soltanto ogni 20 anni. (Lonely Planet)