Go to content Go to navigation Go to search

ogigia

Carole Bouquet e il suo Sangue d’oro

carole-bouquet.jpgIl tam-tam, discreto e ben mirato, è partito per i festeggiamenti dei 50 anni dell’attrice Carole Bouquet e la tribù pantesca è in composta fibrillazione. Da queste parti gli inviti nelle case che contano sono come il passito, le zanzare, i capperi e le macchine ammaccate: parte integrante, magari un filo meno accessibile, del paesaggio locale. Una vacanza a Pantelleria, così amabilmente rural-chic con quel gusto di Africa e di campagna, può essere la vera risposta snob ai volumi troppo alti di Saint Tropez o della Sardegna. Basta avere casa giusta, amici giusti, macchina in loco, barca all’altezza e il gusto elitario d’una raffinata, mai economica, semplicità. In caso contrario, magari in agosto, caldo punitivo, noleggi chiusi, appiedati verso disagevoli approdi a mare comprensivi di meduse, può invece risultare vacanza molto rural e poco chic. Ma che fascino.
Lo snobismo di Pantelleria si identifica benissimo nella splendida festeggianda di sabato (18): l’attrice Carole Bouquet, ragazza-bene parigina, studi in istituto religioso, esordio con Bunuel ne «L’oscuro oggetto del desiderio », appartamento al Marai, bellezza naturale che farebbe innervosire il 99 per cento delle coetanee. Carole s’è invaghita dell’isola 11 anni fa quando era fidanzata con Gérard Depardieu e ettaro su ettaro ha messo insieme uno straordinario podere e una cantina in contrada Serraglia con alberi da frutto, ulivi e soprattutto viti: il suo passito (Sangue d’oro, creato con l’enologo Donato Lanati) è ormai un apprezzato classico da 12 mila bottiglie l’anno, il suo olio (Lacrima d’oro) l’ha fatta invece un po’ soffrire perché l’ulivo è capriccioso, poi ci sono i capperi, inscatolati in cooperativa.
Confessa con candore: «Mai pensato d’imbottigliare vini o occuparmi di raccolti. La mia amica Isabella (Rossellini, n.d.r.) m’ha trascinato qui. È stata lei, la terra a chiamarmi e io ho risposto». Dei suoi 50 anni portati alla grande pur con caviglia compromessa dalle asperità della cara terra, l’attrice-viticoltrice fa soltanto finta di preoccuparsi: «È un’età importante, magari dal prossimo anno smetterò di festeggiare, chissà». Sabato comunque ci penserà Flavio Albanese, architetto vicentino, massimo anfitrione pantesco a renderle omaggio con una variegata compagnia di cui farà senz’altro parte il top manager Claudio Costamagna, accreditato come ultimo fidanzato di Carole.
Dicono che la splendida casa di Albanese dove sono passati Carlo De Benedetti, Gae Aulenti, i musicisti Philip Glass e Salvatore Sciarrino, gli attori Rupert Everett e Joseph Fiennes sia stata galeotta per Deborah Compagnoni e Alessandro Benetton e perfino per Paola e Alberto del Belgio, mano nella mano-versione revival. «La mia giornata qui comincia abbastanza presto — spiega Carole — a volte anche verso le sei. Incontro Nunzio, il mio alter-ego, l’uomo che cura amorevolmente terra e cantina, un po’ di musica classica, colazione e poi via in mare sul Tricheco, a cercare un angolo protetto dal vento. Il nuoto e l’acqua mi fanno stare bene fuori e dentro». Il Tricheco è una barca da pesca tunisina che la signora ha fatto ripittare in blu-rosso-giallo con tanti pesciolini. Merenda spericolata: pasta con zucchine- ricotta-menta, un po’ di sciakisciuka, caponata di verdure, un pizzico di tumma (formaggio) fresco, frutta ovviamente di proprietà. Un esempio di snobismo pantesco? Il forno a legna voluto da Carole e da cui il fido Gigi, che ogni tanto la raggiunge a Parigi con pomodori e cernie in valigia (per qualche cena di riguardo) srotola decine di pizze nelle serate con amici osannanti. «Sono arrivata qui tardi ma sento di aver messo radici solide e un po’ contadine. Mi disintossico dalla mia anima cittadina e dalla mondanità che la mia professione impone. Mi sento libera».
Se c’è troppo mare l’attrice punta sullo Specchio di Venere, un lago interno dalle virtù e dai fanghi terapeutici, un «must» dove prima o poi passano tutti i nomi noti che qui si sono presi un dammuso, la casa tipica con le pietre: il maestro Riccardo Muti, perennemente in pantaloni bianchi; il fotografo- stilista-hotellier Fabrizio Ferri, che ospita Madonna, Sting, Michelle Pfeiffer, poi l’attrice Isabella Ferrari, il principe Amedeo d’Aosta, la new entry Luca Zingaretti, l’ex ministro Calogero Mannino, il creativo Filippo Panseca (creò il garofano socialista), il vice-ministro Vincenzo Visco, l’allenatore Fabio Capello che al ristorante Castiglioni (milanista) pianificò con Franco Baldini l’avventura verso Madrid, per finire con Giorgio Armani, la cui residenza con piscina a picco sul mare dove si sono tuffati De Niro, Scorsese, Claudia Cardinale, Ornella Muti, Eric Clapton è la più fotografata di questo feudo rural-chic. «
È una terra magica, verdissima anche se piove poco. E poi purifica», assicura Carole Bouquet. Una terra che qualche volta si prende anche assurde libertà con la complicità delle tormente di maestrale o di scirocco o ancora peggio dei conigli selvatici, che te lo do io il raccolto. Poi siccome qualche volta dammuso fa rima con abuso per via di qualche muro o sentiero fuori-norma, scatta la denuncia che ti fa andare sui giornali. Ma per Pantelleria questo e altro. (G.L. Paracchini)
passitopantelleriabouquet.jpgSangue d’Oro Passito di Pantelleria 2005 Carole Bouquet lt.0,75 €50,60 iva esclusa
Prodotto in quantità: Quantità limitata
denominazione: Passito di Pantelleria D.O.C. Carole Bouquet
Descrizione: uno splendido Passito di Pantelleria, soddisfazione per tutti i sensi, in coppia a Gerard Depardieu, Carole Bouquet offre la sua immagine al mondo del vino con una tra le più pregiati e note DOC italiane. In una splendida confezione tubolare colore del sole di sicilia.
Gradazione : 14,5 % Vol.
Vitigni: Il Passito di Pantelleria proviene dal Moscato di Alessandria, (in arabo uva da essiccare).
Zona Produzione: esclusivamente Pantelleria - Sicilia.
Tipo Terreno: Il vigneto del Passito di Pantelleria di Carole Bouquet è su un terreno misto composto al 70% di rocce vulcaniche e al 30% limo argilloso.
Colore : Il colore è giallo oro con riflessi ambrati.
Profumo: Aroma di fiori di arancio con sentori di cannella.
Sapore: Corposo, con aromi di albicocca tipo candito.
Tipo di Allevamento: Coltivazione delle viti a terrazze, tipiche dell’isola, circondate da muri in pietra vulcanica che proteggono dal vento che a Pantelleria soffia in media 321 giorni all’anno.
Abbinamento: Deve essere bevuto fresco, mai a temperatura ambiente data la sua dolcezza, ottimo in abbinamento a dolci da forno, alla frutta chiara o alla frutta secca. Formaggi erborinati piccanti, gorgonzola piccante, roquefort.

6 Commenti fino adesso, aggiungi il tuo.

1 Il 2 dicembre 2007 alle 12:10 S.mintz ha scritto:

Carole!ecrit un p.bonjour a s.mintz/nisanozdogan@yahoo.co.uk

2 Il 18 dicembre 2007 alle 19:07 roberto ha scritto:

bongiorno, saro in sicilia una settimana in provincia di agrigento dall 22/12 fino il 29/12, mia domanda e si che la possibilita li vicino di comprare una bottiglia di passito di carole ;grazie per la risposta e un saluto dal belgio .

3 Il 18 dicembre 2007 alle 21:48 fm ha scritto:

Può recarsi in una enoteca del luogo, siamo certi che troverà il prodotto delle fatiche di Carole Bouquet.

4 Il 29 dicembre 2007 alle 21:54 Vincenzo ha scritto:

buongiorno

ho trovato il moscato di carole bouquet 1994. qual’è la differenza tra questo e il passito?

è da consigliare?

grazie per un vostro riscontro.

saluti

5 Il 22 gennaio 2008 alle 13:13 Giuseppe Nucifora ha scritto:

Salve, sono il presidente di una associazione sportiva di tennstavolo che milita nel campionato femminile di serie A1. Scrivo questa e-mail solo per provare, dopo tre anni di inutili ricerche, a chiedere un consiglio a quale grossa azienda siciliana posso rivolgermi per ottenere un sostegno per la mia squadra. Il campionato è pieno di sponsor quali “tetrapak, sterilgarda, lavazza” ed altri che ritengono fruttuoso il circuito televisivo “raisat” e quello delle maggiori testate giornalistiche nazionali. Noi non siamo riusciti a trovare quasi nessuno, neanche proponendo sponsorizzazioni iniziali bassissime.
Sul sito http://www.ttfriposto.it tutte le informazioni necessarie; inoltre, verso fine 2008, dovremmo organizzare una manifestazione in collaborazione con il CO.P.E. (Coopoerazione paesi emergenti) per raccogliere fondi a livello regionale da destinare ai paesi africani.
Siamo in attesa di un grosso marchio che, anche se con poche finanze, ci dia il prestigio che la nostra squadra, in campo nazionale ed europeo dal 1991, merita.
Spero di non aver approfittato troppo dello spazio concesso.
Cordiali saluti

Giuseppe Nucifora

6 Il 22 gennaio 2008 alle 19:08 fm ha scritto:

I vini passiti sono vini naturalmente dolci e nello stesso tempo molto ricchi in alcol, ottenuti da uve sane che abbiano subito una essiccazione più o meno spinta. L’essicazione può avvenire in modi diversi (sulla pianta, dopo la raccolta al sole o in appositi locali su supporti di vario tipo, con essiccazione artificiale).
L’appassimento può durare da due a quattro mesi nel corso dei quali le uve raggiungono una percentuale di zucchero intorno al 30-40%. Dopo l’ammostamento il mosto viene messo in botti o in vasche a fermentare. La fermentazione inizia in inverno ed è solitamente stentata a causa dell’elevato tenore zuccherino. Maturazione e affinamento durano dai tre ai cinque anni. Sono comunque vini piuttosto particolari la cui tecnologia di vinificazione può cambiare anche di molto a seconda delle zone e del produttore. Il costo di tali vini è piuttosto alto per il complesso di lavorazioni
che essi subiscono.
Invece i vini liquorosi sono quelli ottenuti da un vino
base prodotto con uve aromatiche (Moscato, Malvasia, Aleatico, etc.,)a cui si aggiunge alcol, acquavite di vino, mosto concentrato (è possibile anche l’utilizzo di caramello come colorante). Devono avere una gradazione alcolica non inferiore a 17,5% vol.
L’aggiunta di alcol può essere fatta prima, durante o dopo la fermentazione alcolica del mosto o del pigiato intero. Quando viene fatta al mosto, viene impedita qualsiasi fermentazione e il prodotto viene definito “mistella”(vino dolce prodotto senza fermentazione aggiungendo al mosto alcol e/o acquavite in modo da raggiungere una gradazione alcolica compresa tra i 16 e
i 22 gradi).Il tenore zuccherino dell’uva, normalmente elevato, in certi casi viene aumentato tramite appassimento delle uve stesse. A seconda
delle zone, esistono diversi tipi di vini liquorosi prodotti di volta in volta con tecnologie particolari e vitigni diversi (es.: Porto, Sherry, Madera, Marsala, etc.;).Spesso il vino liquoroso deriva da un vino passito mediante l’aggiunta di alcol o acquavite (es.: Caluso passito liquoroso).

Scrivi un commento