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Dal Savini a Sadler a Solci, cambia la ristorazione milanese

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L’Estate a Milano si pre­annuncia carica di novità, ma l’autunno sarà ancora più ricco. Sotto il sole di agosto si apriranno cantieri che trasformeranno radicalmente alcuni luoghi-​​chiave della ristorazione milanese. A cominciare dal Savini, aperto dal 1867, ma negli ultimi anni caduto a livelli poco decorosi. Bocche cucite tra i dipendenti: «Ci hanno detto solo che siamo in ferie da oggi a fine agosto». Ma per questo mastodonte minacciato di estinzione si prospettano tanti cambiamenti: di proprietà, di aspetto, di chef e, in parte, anche di destinazione. Il nuovo acquirente è Marco Gatto, titolare di tre bar in via Mercanti e piazza Cordusio, «tre caffetterie — pre­cisa perché rende meglio il concetto: un luogo di ospitalità e di tradizioni italiane». Siciliano di Agrigento, a Milano dal 1974, Gatto ha cominciato dalla gavetta e ha messo in piedi tre locali scintillanti, drappeggi di seta, lampadari di cristallo. Adesso sta per realizzare un sogno: «Amo Milano — dice — mi ha dato nolto e anch’io ho cercato di dare il mas­simo. Vorrei, con mio figlio Sebastian laureato alla Bocconi, riportare il Savini al suo splendore, al ruolo che gli compete. Ho un grande amore per il mio mestiere e cerco di trasmetterlo a chi opera con me: io lavoro ancora spalla a spalla con i miei dipendenti».
 
Nel nuovo corso dei Savini, che si svincolerebbe dopo dieci anni dalla proprietà della Turin Hotels di Amato Ramondetti, ci sarebbe una megaristrutturazione (imperativo riaprire per il 7 Dicembre, data della “prima” della Scala): bar e pasticceria di classe al piano terra, ristorante al primo piano. Spunta anche il nome dello chef:Christian Magri, pas­sato per l’ottima scuola di Aimo e Nadia e da qualche anno in proprio con la moglie nel ristorante Il Vicolo di Corsico. In ogni caso, atmosfera e arredi storici verrebbero rispettati, e le nuove stoviglie (piatti bianchi con filo e logo dorati) manterrrebbero la clas­sica iniziale del Savini: oltre alla licenza, si acquista anche il marchio.
 
L’altra novità di rilievo riguarda un grande della cucina italiana, Claudio Sadler, che ha chiuso a giugno il suo “due stelle” in via Troilo e riaprirà in Settembre in via Ascanio Sforza, in riva al Naviglio: in una vecchia casa di ringhiera ben ristrutturata, 600 metri quadrati ospiteranno il ristorante, gli uffici e un centro per incontri, lezioni, serate a tema e feste private. Sadler avrà una cucina da sogno, con ampi spazi per le diverse funzioni, e quattro sale (totale 45 coperti) con arredi diversi ma legati da toni e materiali: marmo chiaro e scuro, moquette decorata, tende realizzate da un’artista giapponese, grandi pannelli che riproducono le belle foto scattate dalla figlia Giulia.
 
Un addio e un benvenuto in via Morosini, dove chiude la storica enoteca Solci, punto di riferimento per gli appas­sionati del genere: l’intero spazio, compreso l’annesso Wine Bar, è stato venduto al signor Kojima, un giapponese innamorato dell’Italia, che aprirà quello che si annuncia come il più grande locale nippo di Milano. Si chiamerà Kushi (vuoi dire spiedino) e sarà diviso in ristorante e bistrot. Angelo e Piero Solci, però, non abbandonano il loro pubblico: in autunno avvieranno «un’enoteca online, con tutti i servizi che davamo prima e con più libertà di movimento».
 
In una traversa di via Foppa, invece, da settembre ci si potrà immergere in atmosfere vietnamite, grazie all’incontro tra un creativo giramondo, Giovanni Battista Bellagamba, e un vietnamita arrivato in Italia con i boat people e diventato ingegnere, Phan Lin: 500 metri quadrati, 400 coperti, statue di marmo e altri arredi originali per uno stupefacente Saigon Palace, al posto di una vecchia officina.
 
Addio per sempre, in zona Navigli, al tradizionale locale Pinuccia Folk: una società genovese lo trasformerà in tempio della carne alla griglia. Infine, scompare dalla geografia milanese l’Ice Bar di piazza Gerusalemme: il ghiaccio svedese si è sciolto definitivamente, riapparirà in un altro punto del Nord Italia. (M. Tanzarella)

2 Commenti fino adesso, aggiungi il tuo.

1 Il 19 settembre 2007 alle 11:32 Ronit ha scritto:

Io penso che il ristorante savini e’ simbolo di lusso , classe e aristocrazia e vorrei sapere da voi in che forma sara’ il bar pasticceria al piano e se ci saranno anche tavolo fuori

2 Il 18 ottobre 2007 alle 17:27 ogigia » Blog Archive » Taveggia riapre a Novembre ha scritto:

[…] alle politiche produttive Tiziana Ma­iolo, dovrebbe riaprire anche un altro locale storico: il ristorante Savini in Galleria Vittorio […]

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