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La nuova Col­lina d’oro di Milano

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Avete pre­sente i ri­sto­ranti ci­nesi tutti lan­terne e pa­ra­venti, e nell’aria un pe­renne odore di fritto? E il caso di ri­ve­dere que­sti pre­con­cetti e ca­pire che qual­cosa di nuovo si può fare per es­sere al passo con esi­genze e riti dei con­su­ma­tori me­tro­po­li­tani. A “fir­mare” que­sta ri­vo­lu­zione è l’arch. Ales­san­dro Men­dini, ti­to­lare col fra­tello Fran­ce­sco dell’Atelier Men­dini, da cui sono usciti og­getti che hanno fatto la sto­ria dei de­sign.
 
Sog­getto dei cam­bia­mento: il ri­sto­rante La col­lina d’oro di pro­prietà de­gli Shang, fa­mi­glia che vanta 25 anni di ono­rato ser­vi­zio nella ri­sto­ra­zione mi­la­nese da­gli oc­chi a man­dorla. A spin­gere per il re­sty­ling del lo­cale è stato Thing, tren­ta­cin­quenne fi­glio dei ti­to­lari. Uno che si è for­mato all’università Boc­coni, è ap­pas­sio­nato d’arte e fo­to­gra­fiae allo stesso tempo ha la piena pa­dro­nanza dei piatti asia­tici che hanno fatto la for­tuna del lo­cale. Un po­sto che si di­stin­gue per una cu­cina di qua­lità, pre­pa­ra­zioni espresso e un ot­timo rap­porto qualità/​prezzo (menu a pranzo, tra i 10/​15euro, 14 pezzi di su­shi mi­sto a 14 euro, in­vol­tino pri­ma­vera a 1,50 euro).
 
Spiega Thing: “In me­rito alla ri­strut­tu­ra­zione, avevo le idee ab­ba­stanza chiare: la no­stra cu­cina re­sta quella ci­nese, resa mo­derna nella di­re­zione della leg­ge­rezza, cui ab­biamo de­ciso di af­fian­care le de­li­cate ar­mo­nie della cu­cina giap­po­nese. Quanto agli am­bienti, pen­savo fosse ora di pro­porsi con un’immagine mo­derna, lon­tana dal mi­ni­ma­li­smo eso­tico di certi lo­cali alla moda, che a me suona falso”.
 
La so­lu­zione è a por­tata di mano, o quasi. Da sem­pre, in­fatti, Ales­san­dro Men­dini è un af­fe­zio­nato cliente e a Thing viene spon­ta­neo ri­vol­gersi a lui.
 
A par­lare del pro­getto e delle idee che lo ani­mano è lo stesso Men­dini: «Qui il con­te­sto “ci­nese” si com­bina con l’idea di luogo ve­loce, ad alta fre­quen­ta­zione, di uso con­ti­nuo, molto ur­bano e im­me­diato. Il con­cetto è stato: fun­zio­na­lità mi­sta ad alta espres­si­vità, ma an­che ele­ganza e tran­quil­lità. Ab­biamo co­niu­gato l’iconografia ti­pica del no­stro stile con quella del ri­sto­rante ci­nese. Per­ciò ab­biamo usato i ma­te­riali, i de­cori e i co­lori ti­pi­ca­mente “no­stri”, fa­cen­doli con­vi­vere con tre an­ti­chi lam­pa­dari ci­nesi e due pa­ra­venti molto belli». Detta così sem­bra niente, ma la fase di pro­get­ta­zione è du­rata un anno, circa 4 mesi i la­vori. E alla fine gli Shang stanno rac­co­gliendo una­nimi con­sensi: non solo vec­chi clienti sono ri­ma­sti, ma né stanno ar­ri­vando di nuovi.
 
I con­cetti fon­da­men­tali svi­lup­pati nel re­sty­ling hanno te­nuto conto della pra­ti­cità dei ser­vi­zio, delle esi­genze este­ti­che non­ché delle aspi­ra­zioni ar­ti­sti­che del pa­drone di casa.
 
Dice Men­dini: «Ser­viva un’ampia vi­si­bi­lità dalla strada. Così all’ingresso è stata creata una bus­sola a ve­tri se­ri­gra­fati con mo­tivi a fo­glie, che mo­strano e in parte na­scon­dono l’interno».
 
“La sala — con­ti­nua l’architetto — è ca­rat­te­riz­zata da po­li­cro­mie che si sten­dono sul pa­vi­mento, sulle pa­reti e sui sof­fitti. Un si­stema di lam­pade po­li­crome ac­cen­tua e fa­vo­ri­sce una sen­sa­zione un po’ tea­trale: mi in­te­ressa che gli am­bienti fa­vo­ri­scano sen­sa­zioni emo­tive e psi­co­lo­gi­che”.
 
A com­ple­tare il tutto, c’è l’aspetto espo­si­tivo: al­cune pa­reti sono de­sti­nate ad ac­co­gliere opere di fo­to­gra­fia. A inau­gu­rare la se­rie, la col­le­zione di co­per­tine mai pub­bli­cate della ri­vi­sta Oc­chio­ma­gico, di­retta a suo tempo dallo stesso Ales­san­dro Men­dini.
 
Ri­sto­rante La Col­lina D’Oro Sas — Asian con­tem­po­rary food
 
Via Ru­bens Pie­tro, 24 — 20148 Mi­lano (MI) — 02 4043148

VISIBILITA. Una bus­sola in ve­tro se­ri­gra­fato con un mo­tivo a fo­glie con­sente un’ampia vi­si­bi­lità dalla strada e in­vita alla de­ci­sione d’impulso di en­trare a pro­vare la cu­cina (cino-​​giapponese),

ATMOSFERA. Molto li­neari le lam­pade (Shakfi di Kun­da­lini), nei co­lori rosso, aran­cio, bianco, fa­vo­ri­scono una sen­sa­zione tea­trale. Per­ché la cena di­venti per il cliente una espe­rienza emozionale,

COMFORT. Per ac­co­gliere, senza in­vi­tare a so­ste in­fi­nite, sono state scelte pol­tron­cine in pla­stica dallo schie­nale ela­stico e par­ti­co­lar­mente co­modo (Se­ge­sta 500 di Al­fredo Hi­berli per Alias). Ma niente imbottiture.

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9 Commenti fino adesso, aggiungi il tuo.

1 Il 3 agosto 2007 alle 17:41 Minuccia ha scritto:

La Col­lina d’oro mi sem­bra una Col­lina fe­lice.
Pia­ce­vole averla sco­perta e averla sen­tita rac­con­tare
con tanto garbo.
Minuccia

2 Il 21 agosto 2007 alle 16:25 Massimo ha scritto:

Ci siamo stati oggi a mez­zo­giorno. 22 euro tutto com­preso per due in­teri menu’ (an­che ac­qua, co­perto e caffe’). Si pre­senta lu­mi­noso, molto pu­lito e con piatti leg­geri, an­che se ab­biamo scelto della tem­pura. Da pro­vare si­cu­ra­mente, Massimo

3 Il 30 agosto 2007 alle 02:21 angela ha scritto:

siamo ar­ri­vando un sa­bato sera, lo­cale stra­pieno ma la cu­cina era ec­ce­zio­nale. un po­sto fuori dal co­mune, dove la bontà della cu­cina fa a gara con la squi­sita cor­te­sia del per­so­nale, come con­torno am­bienti creati da Mendini…

4 Il 20 settembre 2007 alle 01:16 ‘Neve Volante’ questa sera cena a casa. | nessundove.net | nessun dove ha scritto:

[…] Le pa­reti ospi­tano mo­stre, all’inaugurazione c’erano “Le co­per­tine di Oc­chio­ma­gico: Do­mus 1981–1982″. Per qual­che det­ta­glio in più vi con­si­gliamo vi­deo in­ter­vi­sta a Men­dini e l’articolo pub­bli­cato su Ogigia. […]

5 Il 15 gennaio 2008 alle 20:33 barbara ha scritto:

com­pli­menti, dav­vero un po­sti­cino molto ca­rino e una cu­cina molto cu­rata. un voto di­rei un bel nove pieno.
bravi e molto gen­tili i ca­me­rieri e le ca­me­riere.
spesso mi fa pia­cere tor­nare da voi.
barbara

6 Il 20 gennaio 2008 alle 13:31 Alessandra Bulgari ha scritto:

Am­biente spe­ciale, per­sone cor­tesi e sor­ri­denti, cibo ot­timo e ca­me­rieri che con­si­gliano al me­glio. Sa­bato oc­corre pre­no­tare per­che’ e’ sem­pre pieno.. Ma né sono pro­prio con­tenta per­che’ se lo me­ri­tano. Una cliente affezionata.

7 Il 18 febbraio 2008 alle 17:53 Gabriele ha scritto:

Con­di­vido tutto quanto detto fi­nora. Ho ce­nato Ci­nese as­sag­giando an­che piatti Giap­po­nesi e tutto era squi­sito. Il per­so­nale poi è dav­vero no­te­vole. Ci torno pre­sto e lo consiglio.

8 Il 22 febbraio 2008 alle 04:06 Marco ha scritto:

che strano que­sto locale…arredi mo­derni, per­so­nale mul­tiet­nico, cibo va­rio e di buona qua­lità. Ho pas­sato la se­rata guar­dan­domi in­torno, una no­vità da pro­vare.
un lo­cale fuori dalla me­dia…
marco

9 Il 7 marzo 2008 alle 18:38 lidia ha scritto:

Ciao Thing, spero di po­ter ve­nire pre­sto a vi­si­tare il tuo nuovo lo­cale…
…co­mun­que a me pia­ceva an­che prima c’è sem­pre stata un’ at­mo­sfera tran­quilla e ri­las­sante e la tua pre­senza è sem­pre stata pia­ce­vole. Baci

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