Quel mostro puzzolente delle leggende dell’Amazzonia
Forse non è niente di più che una leggenda brasiliana, come dicono gli scettici. O forse esiste davvero, come afferma chi dice di averlo visto. Ma basta semplicemente nominare il mapinguary - gigantesco mostro che somiglia a un bradipo e vive in Amazzonia - per far rabbrividire quasi tutti quelli che abitano nella più grande foresta pluviale del mondo.
La tradizione qui racconta di numerose storie di incontri con questa creatura e quasi ogni tribù indiana dell’Amazzonia, comprese quelle che non sono mai entrate in contatto tra loro, ha un termine per definirla: “animale vagante”, o “bestia fetida”.
Racconti di questo tipo sono diffusi al punto da aver indotto gli scienziati a organizzare delle spedizioni per cercare il mostro. Non l’hanno mai trovato, ma almeno uno di loro dice di avere una spiegazione sulla bestia e le sue origini. “E’ piuttosto ovvio, secondo me, che la leggenda dei mapinguary si basi sul contatto avuto dall’uomo con l’ultimo dei bradipi giganti, migliaia di anni fa”, dice David Oren, ex direttore delle ricerche al Goeldi Institute di Belém, sulla foce dei Rio delle Amazzoni. “Sappiamo che le specie estinte possono sopravviere per centinaia di anni sotto forma di leggenda. Ma se questo animale ancora esiste è un’altra questione, e per ora non è possibile trovare una risposta”.
In alcune zone si dice che la creatura abbia due occhi, mentre secondo altri resoconti ne avrebbe uno solo, come i ciclopi della mitologia greca. C’è chi racconta di una bocca puzzolente sempre aperta sulla pancia del mostro che distrugge gli uomini tanto sfortunati da imbattersi in lui.
Tutti i racconti sono d’accordo nel definire la creatura alta (supera i due metri quando si tiene su due zampe), capace di emettere un odore intenso e disgustoso e con un pelo folto e arruffato che ricopre un carapace che respinge frecce e proiettili. Domingos Parintintin, un capo tribù dello stato di Amazonas, dice: “Se ne vedi uno, la cosa migliore da fare è arrampicarti su un albero e nasconderti”. Geovaldo Kantiana 27 anni, della tribù dei Karitiana, dichiara di averne visto uno tre anni fa, mentre stava cacciando nella giungla vicino a un’area che la sua tribù chiama “la grotta del mapinguary”.
“Si dirigeva verso il villaggio e faceva un gran rumore”, ha detto in una intervista data nella riserva della tribù, nell’Amazzonia occidentale. “Quando mi è arrivato vicino si è fermato ed è stato allora che il cattivo odore mi ha stordito e le forze mi sono venute meno. Sono svenuto e quando ho recuperato i sensi il mapinguary non c’era più”.
Glenn Shepard Jr, un etnobiologo e antropologo americano che vive a Manaus dice di aver fatto parte del gruppo degli scettici sino al 1997, quando studiava la fauna e la flora tra il popolo dei Machicuenga, che vive nelle remote regioni dell’Amazzonia occidentale, in Perù.
Tutti i membri della tribù parlavano di una creatura terrificante che assomigliava a un bradipo. Dice Shepard: “Ho cambiato idea quando un membro della tribù ha detto di aver visto il mapinguary al museo di Storia naturale di Lima”. Shepard è andato a controllare: nel museo è esposto un diorama con un modello del gigantesco bradipo preistorico.
Probabilmente il mistero del mapinguary durerà ancora così come le ricerche per trovano. “Laggiù esistono ancora spazi ampi”, dice Shepard, Move potrebbe aggirarsi un enorme bradipo”. (di Larry Rohter)