Hai mai provato la “dieta paleolitica”?
Dopo una lunga serie di studi paleoantropologici ed etnografici - centrati soprattutto sull’osservazione della dieta tradizionale di alcune popolazioni di Papua Nuova Guinea, Kitava e delle isole Trobriand - Staffan Lindeberg dell’Università di Lund ha elaborato una dieta che dovrebbe corrispondere a quella di buona parte dell’umanità che visse in epoca paleolitica. Nel corso dei 2,5 milioni di anni dell’evoluzione umana che hanno preceduto l’avvento dell’agricoltura, i nostri antenati si sarebbero alimentati principalmente con frutta, vegetali, tuberi, noci, carne magra e pesce, e questa sarebbe ancora la dieta ideale per il nostro organismo.
Per dimostrarlo, Lindeberg ha sottoposto due gruppi di pazienti - sofferenti tutti di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari, tipiche patologie del vivere moderno - rispettivamente a una dieta mediterranea controllata e alla “dieta paleolitica”.
Nel giro di tre mesi, il ricercatore ha constatato che l’aumento della glicemia in risposta all’assunzione di carboidrati era diminuita del 7 per cento nel gruppo che seguiva la dieta mediterranea, una riduzione sensibile, ma molto modesta se confrontata da quella conseguita dal gruppo messo a “dieta paleolitica”, che raggiungeva addirittura un -25 per cento. La maggiore tolleranza al glucosio è apparsa inoltre non correlata a variazioni nel peso o nella circonferenza vita, nonostante una relativa diminuzione di questi parametri.
Secondo il ricercatore, la responsabilità del miglioramento delle condizioni dei pazienti non sarebbe ascrivibile in primo luogo alla diminuzione dell’assunzione calorica e alla perdita di peso, quanto piuttosto alla radicale diminuzione nel consumo di cereali e prodotti caseari, il cui alto consumo interferirebbe con il metabolismo dei carboidrati e dei grassi.