Go to content Go to navigation Go to search

Il latte aiuta a dimagrire

drinking-milk.jpg

Il latte po­trebbe aiu­tare a di­ma­grire gra­zie ad una par­ti­co­lare mo­le­cola, la Gli­co­ma­cro­pep­tide (Gmp). Se­condo uno stu­dio con­dotto presso l’università di Pa­via, i be­ne­fici di una dieta ipo­ca­lo­rica au­men­te­reb­bero del 40 per cento gra­zie ad una mo­le­cola con­te­nuta nel latte. Que­sta mo­le­cola è detta Gli­co­ma­cro­pep­tide, si tratta di una so­stanza che si forma du­rante la la­vo­ra­zione del for­mag­gio. Que­sta mo­le­cola, una volta as­sor­bita dall’organismo, li­be­rando co­le­ci­sto­chi­nina at­tiva quei par­ti­co­lari re­cet­tori che danno il senso di sa­zietà e aiu­tano a re­go­lare in ma­niera na­tu­rale lo sti­molo della fame.
 
La ri­cerca che ha esa­mi­nato i be­ne­fici della mo­le­cola del latte sulla dieta è frutto di una col­la­bo­ra­zione tra il Di­par­ti­mento di Scienze Fi­sio­lo­gi­che e Far­ma­co­lo­gi­che dell’Università de­gli Studi di Pa­via e Bios Line, un im­por­tante azienda ita­liana che opera dal 1986 nel campo de­gli in­te­gra­tori e co­sme­tici na­tu­rali. La Bios Line è stata la prima azienda ad in­di­vi­duare le po­ten­zia­lità della Gli­co­ma­cro­pep­tide nella re­go­la­zione del senso di sa­zietà.
 
Gli stu­diosi hanno te­nuto sotto os­ser­va­zione per un pe­riodo di 60 giorni due gruppi di vo­lon­tari omo­ge­nei co­sti­tuiti da ma­schi e fem­mine. Il primo gruppo, co­sti­tuito da dieci per­sone, do­veva se­guire una dieta mo­de­ra­ta­mente ipo­ca­lo­rica; il se­condo gruppo, ol­tre a do­ver se­guire una dieta iden­tica al primo, do­veva af­fian­care all’alimentazione al­cuni in­te­gra­tori con­te­nenti estratti ve­ge­tali e Gli­co­ma­cro­pe­tide.
 
Tutti i vo­lon­tari sono stati sot­to­po­sti a tre vi­site di con­trollo dopo 30, 45 e 60 giorni dall’inizio della dieta. Dai ri­sul­tati è emerso che i sog­getti che ave­vano in­te­grato nella dieta la Gli­co­ma­cro­pe­tide hanno perso circa il 40 per cento di peso in più ri­spetto a co­loro che se­gui­vano solo un’alimentazione ipo­ca­lo­rica. An­che per quanto ri­guarda la massa grassa si è os­ser­vata una di­mi­nu­zione mag­giore, in­torno al 50 per cento, in egual modo sia nei ma­schi che nelle fem­mine. Per quanto ri­guarda i sog­getti ma­schi è stato ri­le­vato un ul­te­riore be­ne­fi­cio, l’assunzione di Gmp ha con­tri­buito a ri­durre del 35 per cento la cir­con­fe­renza vita.
 
Ful­vio Mar­za­tico, pro­fes­sore di Far­ma­co­lo­gia ed Ali­men­ta­zione e Die­te­tica presso l’Università di Pa­via e di­ret­tore del La­bo­ra­to­rio di Far­ma­co­bio­chi­mica Di­par­ti­mento di Scienze Fi­sio­lo­gi­che e Far­ma­co­lo­gi­che dell’ateneo pa­vese, evi­den­zia l’importanza di que­sto stu­dio in quanto fino ad oggi la GMP era uti­liz­zata so­la­mente come in­gre­diente se­con­da­rio in al­cuni in­te­gra­tori. Gra­zie ai ri­sul­tati ot­te­nuti si è vi­sto che la Gli­co­ma­cro­pe­tide è in grado di re­go­lare la fun­zio­na­lità ga­strica e di mo­du­lare l’appetito, at­tra­verso la li­be­ra­zione di co­le­ci­sto­chi­nina, che con­tri­bui­sce a de­ter­mi­nare un’induzione fa­ci­li­tata del senso di sa­zietà.
 
Al­tri studi sul late e la per­dita di peso. Que­sta non è la prima volta che si mette in re­la­zione il late con la per­dita di peso. Uno stu­dio con­dotto presso l’Università delle Ha­waii (USA) e pre­sen­tato in oc­ca­sione del mee­ting dell’American So­ciety for Nu­tri­tio­nal Scien­ces Ex­pe­ri­men­tal Bio­logy, aveva evi­den­ziato i be­ne­fici di un bic­chiere di latte sco­prendo che una dieta ricca di cal­cio con­tri­buiva a di­mi­nuire la massa grassa e a per­dere peso.
 
Nella prima fase della ri­cerca gli esperti hanno rac­colto va­rie in­for­ma­zioni re­la­tive all’alimentazione di 321 ra­gazze tra i 9 e 14 anni, suc­ces­si­va­mente sono stati mi­su­rati al­cuni pa­ra­me­tri come ad esem­pio il gi­ro­vita. Come pre­vi­sto, le ra­gazze che man­gia­vano di più e fa­ce­vano meno eser­ci­zio erano quelle più in carne. Ma, met­tendo a con­fronto sog­getti con stessa età, sta­tura, ca­lo­rie as­sunte ogni giorno e abi­tu­dine all’esercizio fi­sico, hanno sco­perto che quelle abi­tuate a in­te­grare nella dieta cibi ric­chi di cal­cio erano quelle più ma­gre.
 
Ra­chel No­votny, coor­di­na­trice dello stu­dio, evi­den­ziò che alla luce dei dati rac­colti il cal­cio era in grado di sti­mo­lare la ca­pa­cita dell’organismo di bru­ciare i grassi e, con­tem­po­ra­nea­mente, di di­mi­nuirne la sin­tesi. Se­condo l’esperta as­su­mere re­go­lar­mente an­che un poco di latte o for­mag­gio in più pos­sono fare una grande dif­fe­renza, non solo per le ossa ma an­che per la linea.

Po­pu­la­rity: 1% [?]

1 Commento fino adesso, aggiungi il tuo.

1 Il 15 agosto 2007 alle 20:13 lory ha scritto:

Il cal­cio è calcio :)

Invia il tuo commento