Il prezzo del maiale spinge l’inflazione cinese
In Cina la carne di maiale è consumata da millenni. Un miliardo e 300 mila cittadini cinesi ne mangiano circa 203 mila tonnellate l’anno. Eppure, la carne di maiale potrebbe diventare un pericolo per l’economia del paese. Secondo i dati del Ministero del Commercio di Pechino, il prezzo del maiale è aumentato del 43% nel giro di un anno.
E proprio perchè si tratta di uno degli alimenti più consumati, sta trainando l’inflazione cinese, che nel mese di maggio è aumentata del 3,3%: «E’ la più veloce crescita registrata da due anni a questa parte», ha notato Mark Williams, economista di Capital Economics Consultancy.
In realtà questa corsa al rialzo è iniziata alla fine del 2006, quando una grave epidemia sterminò centinaia di migliaia di animali, soprattutto nel sud del paese. Ma le cause di questa situazione sono anche altre: il costo del mangime degli animali è cresciuto del 25% nell’ultimo anno, perchè una parte crescente della produzione di cereali viene trasformata in biocarburante. E poi, proprio grazie a un’economia più ricca e a salari più alti, i lavoratori cinesi possono permettersi di di consumare più carne, mentre per i ceti più poveri il maiale è sempre stata la principale fonte di proteine.
Di fronte a questi dati allarmanti, il governo di Pechino non nasconde la sua preoccupazione. A fine maggio, durante una visita nel mercato dell’antica capitale Xian, il premier cinese Wen Jiabao ha assicurato che «il governo sta facendo tutto il possibile per assicurare la disponibilità di carne di maiale e mantenerne accessibili i prezzi». Si riferiva alle riserve strategiche che proprio il governo, come le amministrazioni locali, hanno a disposizione e possono immettere sul mercato in caso di necessità: essenzialmente per “riserva” si intende una quantità di maiali che il governo mantiene negli allevamenti privati stanziando fondi speciali. Forse solo il ricorso a queste riserve potrebbe allontanare le previsioni - tutt’altro che rosee - di Goldman Sachs, per la quale l’inflazione cinese arriverà al 4% «molto presto». (Chiara Beghelli)