Le cantine reali di Buckingham Palace
Intrattiene ogni anno circa 20.000 ospiti in ricevimenti di vario tipo, ma a nessuno - almeno per quanto ne sappia la stampa - ha mai mostrato la sua cantina. Ora però il mistero di quali pregiati vini la regina Elisabetta custodisca nell’antica cantina di Buckingham Palace è stato risolto, se non altro in parte, da un giornalista del Daily Telegraph che ha potuto dare un’occhiata alla pregiata collezione.Occasione dell’imperdibile visita è stato l’imponente progetto di ristrutturazione delle cantine al fine di renderle più ecologiche: l’attuale sistema di condizionamento ad alto consumo di energia verrà infatti sostituito con una rete di tubi nei quali scorrerà l’acqua raffreddata proveniente da un pozzo nei giardini del castello.
Ed è così che insieme all’ambizioso progetto, è stato possibile anche ammirare la cantina e i suoi vini e scoprire alcuni dei suoi segreti. Nel settore riservato ai vini rossi sotto uno spesso strato di polvere riposano centinaia di bottiglie di Château Latour à Pomerol 1995, Nuits St Georges 1996, Château Chasse Spleen 1990 e molti altri grandi nomi francesi. Assenti ingiustificati altre ‘celebrita” francesi come Château Lafite e Château Latour, e, per quanto il giornalista abbia potuto constatare, anche i rossi di altre regioni del mondo. Tra i bianchi invece, molti australiani e neozelandesi e persino uno spumante inglese, il Nyetimber.
Non mancano poi le parti della cantina dove trova spazio la più prosaica birra e nemmeno alcuni veri tesori, come uno sherry del 1660 donato al palazzo per celebrare la costruzione del nuovo London Bridge. Dato l’alto numero di bottiglie - pare che il valore complessivo dei vini in cantina si aggiri intorno ai 3 milioni di euro - la famiglia Reale britannica preferisce acquistare i propri vini en primeur e poi farli invecchiare nelle proprie cantine. Mantenere tra i 9 e i 13 gradi centigradi la temperatura tra le vecchie mura di pietra risalenti al 1703 è d’importanza cruciale per un corretto invecchiamento ed è per questo motivo che i Windsor, sensibili alle gioie del palato come ai rischi che corre l’ecosistema, hanno deciso di installare un sistema che sia allo stesso tempo ecologico ed efficiente.
L’acqua del pozzo, che dopo essere estratta viene successivamente raffreddata, funge già da ‘condizionatore’ per la Queen’s Gallery, l’area del palazzo in cui vengono esposti al pubblico alcune delle opere d’arte di proprietà dei reali. Oltre a far risparmiare energia, gli ingegneri sperano che il pozzo, scavato nel 2002, possa un giorno rendere Buckingham Palace del tutto autosufficiente dal punto di vista idrico.