Domenica 21 Gennaio 2007
Sono nato e cresciuto tra gli inverni del Canada negli anni della Grande depressione, fino a quando mio padre non decise di trasferire la famiglia sotto il sole di Los Angeles. A 17 anni sentivo di non avere speranze di successo nella vita, perché venivo da una famiglia povera. Andavo all’università di sera, perché di mattina installavo prefabbricati. Fu per caso che rimasi affascinato dalle architetture di Raphael Soriano. Ho voluto conoscerlo e avrei voluto diventare come lui: un uomo capace di costruire. Poi, sotto la luce calda della California fui colpito dall’arte di Robert Rauschenberg e di Edward Kienholz, che assemblavano oggetti trovati in strada per farne sculture. L’arte è stata la mia prima passione, e quando sento dire che i miei progetti somigliano più a delle sculture che a degli edifici non mi ritengo offeso. Leggi il resto »
Una caramella di zucchero ripiena di olio di oliva; è una creazione dello chef spagnolo Jose Andres che ha esportato negli Stati Uniti, a Washington, (definito dal New York Times: “il ragazzo prodigio della nuova cucina di Washington”), la sua moderna interpretazione della cucina ispanica. Andres, un innovatore e sperimentatore tra i fornelli, è titolare di un piccolo locale in cui serve solamente 12 persone al giorno. Lo potete trovare in America al ristorante: Jaleo Bethesda - 7271 Woodmont Avenue - Bethesda, MD 20814 - Fax (301) 913-9137 Tra le varie esperienze d’apprendistato di Jose Andres, non poteva mancare uno stage al ristorante El Bulli di Roses, dove da discepolo, si è totalmente convertito sotto la guida di Ferrán Adrià alla sua cucina intellettuale e di ricerca.
Gli squali rischiano di sparire anche nel Mediterraneo e di fronte alle coste italiane prima che altrove. A chiedere al governo un piano d’azione per salvare questi animali dalla cattura sono gli ambientalisti del Wwf e della coalizione Shark Alliance. «Da specie accessoria, catturata per caso, gli squali sono diventati una specie bersaglio - spiega Massimiliano Rocco del Wwf Italia - e si registra un crollo a livello mondiale e nel Mediterraneo, come avviene per il tonno rosso e il pesce spada».
Ha 43 anni ed è uno dei ristoratori di maggior successo di tutta la Gran Bretagna. Le sue idee sono arrivate fino a Dubai e all’Australia. Alan Yau di sé dice: “Non mi piace parlare troppo: credo di più nell’impatto della sorpresa che in quello dell’attesa“. Lo dice quasi con timidezza. Ma anche con determinazione. Il quotidiano The Independent lo ha soprannominato “the quiet revolutionary“: e bastano pochi minuti di conversazione per capire che il suo fare tranquillo, riservato e low key è naturale, ma serve anche a rimanere dietro le quinte.
Nonostante in Italia non sia molto conosciuto, Alan Yau, guru cinese della ristorazione asiatica nel Regno Unito e non solo, è famoso in tutto il continente per aver importato nel mondo occidentale agli inizi degli anni novanta il noodless fast food (fast food specializzati in spaghetti di riso). Pregi comuni ai ristoranti del gruppo: cibo buono, fresco e nutrizionale, a prezzi contenuti. Il primo Wagamama (che significa: “un bambino capriccioso”), locale che nel giro di poco è diventato una catena in franchising, apre a Londra, in Streatham Street 4, nel 1992. Da allora la formula è stata esportata in tutto il mondo (da noi non sono ancora arrivati) e i punti vendita della catena sono diventati ben 47 nella sola Inghilterra ed altri 27 sparsi un po’ in giro per il mondo.