La produzione mondiale di pasta
Un terzo della produzione mondiale di pasta si produce in Italia dove è obbligatorio l’uso esclusivo di grano duro. L’industria della pastificazione è prima nel mondo per produzione, potenzialità produttiva installata, consumo nazionale, consumo pro-capite e export. Numeri di successo del Made in Italy ma anche d’immagine perché la pasta italiana è considerata la migliore al mondo, grazie alla sapiente scelta della materia prima. E’ questo il quadro delineato dal presidente dell’Unione Industriali Pastai italiani (Unipi) Mario Rummo sul successo di mercato della pasta Made in Italy, al convegno sulle ‘Indicazioni geografiche: l’Europa apre le porte al mondò, promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, alla vigilia della Giornata mondiale della Pasta. “La tradizione degli industriali pastai italiani - ha sottolineato Rummo - apporta un importante e determinante valore aggiunto alla materia prima, il grano duro, grazie ad un processo di trasformazione consolidato che ha consentito al prodotto finito di ottenere un successo ed una diffusione mondiale.
I pastai, come i produttori di Parmigiano Reggiano, sanno come è difficile fare qualità con un solo ingrediente. E’ per questo - ha continuato il presidente Unipi - che va promossa la ricetta italiana della pasta che ha dimostrato un sapiente know-how nella scelta di una specifica miscela di semole, per il 30% di provenienza estera. Industria italiana che non si è adeguata alla variabilità di una solo origine ma ha ricercato i migliori risultati tecnologici mediante opportune miscele di grani duri pregiati che consentono ricchezza del numero dei formati e dei tipi di pasta offerta”.
Anche il prezzo contribuisce ad assicura un futuro certo alla pasta: “Una tazzina di caffé - ha ricordato Rummo - costa quanto mezzo chilo di pasta e questo ha contribuisce a rendere la pasta sempre attuale. Soprattutto quella nazionale grazie a produttori talmente bravi a creare un’immagine forte della pasta alimentare da diffondere l’idea di uno stretto legame tra il prodotto e l’area geografica, sviluppando a livello nazionale la stessa funzione che i prodotti con Dop svolgono per le aree geografiche di provenienza”.