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La fonda del sol di Alexander Girard

lafamenu.jpg Non siamo macchine che mangiano, bevono e dormono. Vediamo, tocchiamo, ricordiamo, e queste sono funzioni che hanno ancora più bisogno di considerazione di quelle puramente pratiche». Detta in anni di funzionalismo, matematica spaziale, vetro e cemento, insomma negli anni del dopoguerra americano, la frase di Alexander Girard suonava strana come i suoi rosa fucsia o le espressioni stralunate delle sue Wooden Dolls (che oggi Vitra rimette in produzione). D’altronde Girard, oltre che direttore del comparto tessuti del marchio Herman Miller, grande amico dì Charles Eames e George Nelson, autore della pirotecnica immagine coordinatadella Braniff Airlines(dalle bustine di zucchero agli arredi), era l’anima folk dei movimento moderno. Un colorista d’eccezione, un umorista sottile, un gentiluomo gioioso in tempi di grande rigore. Il suo progetto per La Fonda dei Sol, ristorante tutto soli e sorrisi, fece epoca. Il suo Textiles & Objects store, aperto sempre a New York, fu invece un fallimento. Oggi, probabilmente, molti farebbero la fila per comprarne i tessuti, i cuscini, e ceramiche o i mitici giocattoli. Gli stessi che il MoMA di San Francisco metterà in mostra dal 14 ottobre 2006 al 25 febbraio 2007 in un’antologica su Girard.

Info: www.sfmoma.org/

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