Dimmi che gelato mangi…
Gelato e psiche, ovvero dimmi che gelato mangi sulla spiaggia e ti dirò chi sei. Sei un tipo voglioso da cono, un effimero-indipendente da ghiacciolo o un controllato-misurato da coppetta?
Gelato e psiche hanno un legame profondo: non a caso i messaggi pubblicitari sul gelato - in estate più che mai - fanno leva su sentimenti e istinti primordiali per mettere in evidenza come i gelati possano, a seconda della tipologia e dei gusti scelti, di volta in volta farsi tramite di atteggiamenti o aspirazioni.‘’Mangiare gelato in spiaggia - spiega Viviana Finistrella, psicologa esperta in tematiche nutrizionali - rievoca, da un punto di vista psicologico, i tempi ‘mitici’ dell’infanzia e dell’adolescenza e attiva comportamenti e stati d’animo caratteristici di quella fase evolutiva: senso di libertà, desiderio di allacciare amicizie, possibilità di essere se stessi al di là delle apparenze e delle formalità‘’. Precisa ancora l’esperta: ‘’Il gelato in spiaggia è un alimento che si gusta in maniera semplice e diretta che quindi permette alla persona di ‘spogliarsi’ degli aspetti formali e vivere un momento di piacere senza imporsi rigidità e controllo, atteggiamenti che invece predominano in altri momenti e periodi dell’anno’’. In sintesi, prosegue la psicologa, il gelato contribuisce a disattivare, quanto meno ad abbassare le nostre difese e a vivere in maniera più autentica e genuina, anche nelle relazioni.